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Ieri sera quella di Italia – Inghilterra sembrava la sequenza di un film. Ho viaggiato durante tutta la partita: dopo il weekend al mare la cosa più logica ci è sembrata partire proprio nel momento in cui veniva fischiato il calcio di inizio. Una pizza al volo con Cinzia e i bimbi e poi via verso il nastro d’asfalto.

Amo la fuga nei weekend d’estate ma odio come tutti le code. Forse le odio più degli altri se negli anni ho fatto le cose più incredibili per evitarle. Quando Lignano era la mia casa andavo addirittura a dormire, mi svegliavo alle due o alle tre e partivo verso Milano.

Ora però con un nanetto al seguito non si può più fare e allora ecco gli orari da famiglia normale. Ore 21.00, dopo qualche minuto dal fischio di inizio, via!!! verso casa!

Ovviamente, il nanetto si è addormentato dopo un nano secondo, per cui l’ascolto della partita a volume alto era escluso, avevo un -60 db che hanno dato prova che 30 anni di cuffie non hanno fatto danni.

All’inizio coda allo svincolo per la A26, ma poi un viaggio tranquillo fino a casa. Nemmeno uno stop, via diretti verso la destinazione finale; scorrevano i minuti, passavano i chilometri e anche le palle goal sprecate dall’Italia. Finiti i tempi regolamentari, tangenziale ovest. Finiti i supplementari, Bergamo.

Ho scaricato il nanetto dalla macchina, depositato a letto e vai con la tv. Il primo rigore, Balotelli. Sembrava un film, ma arrivare in quel momento era il segnale che nell’aria c’era qualcosa di buono, eppure quel portiere che faceva il pagliaccio sulla linea di porta non lasciava tranquilli, sembrava gigante.

Non so se siete d’accordo, ma il cucchiaio di Pirlo l’ha rimpicciolito. All’improvviso la montagna è diventata un portiere qualunque. Solo una squadra di matti si priva di Pirlo, credo avrei cacciato Allegri solo per una decisione del genere.

Vedere Diamanti andare sul dischetto è stata una sofferenza: uno del Brescia (sì, ok… ora a Bologna, ma la maglia del Brescia mica la dimentichi…) che alla prima esperienza importante tira il rigore della vita.

Vedere entrare quel pallone è stato un piacere esagerato. Vedevo la faccia di Grant seduto sulla sua poltrona vista lago. Dio c’è.

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Ho scoperto un altro aspetto che dovrebbe essere classificato dai siti di prenotazioni alberghiere: le barriere architettoniche! Non ci credere ma l’hotel dove abbiamo alloggiato nel weekend non permetteva di uscire dalla stuttura senza affrontare le barriere architettoniche.

Sembrerà impossibile ma quella che vedete è la scala che bisognava fare obbligatoriamente per andare ai parcheggi. Nessuna alternativa. E quella sotto è la scala che si doveva obbligatoriamente fare per andare dalla spiaggia ad una specie di teleferica che portata poi dentro l’hotel.

come dire: con bambini o disabilità questo albergo è off limits. come possa avere 4 stelle con così tanti limiti resta un mistero.

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