Ho chiamato così la foto che ho pubblicato ieri di casa Viscardi, dopo il rumore sordo che nella notte ha svegliato i più. Non me.

C’era una volta una cabina armadio. Era attrezzata come un negozio di quelli fighi, ma forse era solo bella da vedere, sulla solidità ci sarebbe da dire. E così, sotto il peso dei miei eleganti abiti, il sistema che pareva bellissimo è crollato  inesorabilmente.

Non vi nascondo che quando è stato montato un pensierino sulla tenuta l’avevo anche fatto. Poi però l’avevo messo da parte con una valutazione tipo: “ma figurati se non ci hanno pensato”. No, non l’avevano fatto.

 in effetti, guardando adesso come il danno si è realizzato, c’è da meravigliarsi di come quelle robe potessero rimanere appese; ieri ho visto quelle “originali” da cui è stata tratta l’idea e sono fatte in modo completamente diverso con guide in alluminio messe in liste di legno massiccio, molto più piccole e quindi (credo) con portata superiore.

Ovviamente, il problema più grande è farsi rispondere dal falegname, che ignora il telefono.

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Mi è piaciuto molto questo angolo di salò dove abbiamo cenato sabato sera: si tratta di una piccola enoteca nel cuore della città vecchia, all’ombra del duomo.

Si tratta di una piccola enoteca con cucina, gestita da una signora estremamente gentile. so che di solito sono due, ma l’altra probabilmente era in ferie. difficile pensare che chi vive in un posto così possa avere voglia di vacanze, ma a volte capita. a proposito del posto: il lago di Garda è tante cose, ogni angolo offre suggestioni molto diverse e fatico a dire quale mi piaccia di  più. forse mi piacciono semplicemente tutte.

questi sono colori che non si trovano ovunque: del lago, anche se non è il mio ambiente preferito in assoluto, amo sempre il senso di serenità che riesce a trasmettere. uno spettacolo che al tramonto diventa così bello da far diventare romantici anche i più piccoli.

al di là del contesto geografico, è carino anche il luogo di cui vi scrivo, l’enoteca tastevin, che è una dispensa di vini con cucina. cucina semplice, molto immediata, ma comunque piacevole. La caprese era ottima, il prosciutto buono, la bruschetta con i carciofi da competizione.

La scelta particolare è quella di offrire solo vini autoctoni, ma il lago offre prodotti molto interessanti, dal rosso al bianco, passando per il chiaretto, che ormai è diventato una bandiera. Ho optato per un rosso “due querce” che ho trovato molto gradevole, come l’ambiente in generale.

bisogna dire che la signora che gestisce è stata davvero gentile anche nel soddisfare tutte le richieste per ovviare al problema pappa del nanetto, che ha dimostrato di gradire la piazza e il contesto: si lamentava del fatto che non avessimo offerto un goccio di rosso anche a lui, ma si comporta da ubriaco già così come è ora, per l’alcool direi che c’è tempo.

eccolo nel tentativo di battere il record sui 200 dopo aver fatto il pieno di pappa! appena dopo il cibo è come quando si mette la benzina con tanti ottani dentro al motore di un’auto sportiva. incontenibile. e altamente inquinante.

Chi non regge è la mia schiena, che supplica perché i primi passi arrivino presto. Ma non divaghiamo. Il tastevin. Il posto è molto semplice, forse per questo molto carino, grazie anche alla cornice in cui è messo perché davvero alcuni scorci di Salò sembrano set cinematografici. Oltre alla possibilità dei tavolini esterni, c’è una sala interna molto calda ed accogliente.

mi piace la commistione di pietra, kartell e alcuni pezzi trafugati da qualche cantina. il locale è pieno di piccoli dettagli che trasmettono calore e non quel senso di distacco che è tipico di molti dei locali più recenti che capita di trovare in giro.

il prezzo è più che abbordabile. noi ci abbiamo dato dentro tra vino e cibo e abbiamo speso 25 euro a testa. direi che è molto più che accettabile. promosso.

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Sapevatelo.

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