Categorie
opinioni

Sono capaci tutti

Di piangere adesso. Ieri guardando le immagini della conferenza stampa di Alex Schwazer ho capito che probabilmente sono un animale insensibile e privo di qualunque pulsione del cuore, perché le sue lacrime mi facevano solo girare i coglioni, non mi muovevano ad alcuna compassione.

Capaci tutti di piangere adesso. Non so se riesco ad esprimere il mio punto di vista in modo corretto, perché non vorrei sembrare un mostro, ma credo che sia fortemente diseducativo per chi oggi si affaccia allo sport portare tesi tipo “era schiacciato dalla pressione”, era “condizionato dall’ambiente” e altre amenità di questo tipo. Un giornalista che personalmente detesto ieri è riuscito a dire che non dovremmo sorprenderci perché le azioni di Schwazer sono figlie della eccessiva competitività dello sport.

mi dispiace per un ragazzo che butta via una carriera, ma secondo me il messaggio da trarre in queste vicende è che non si può perdonare chi non riesce a capire la propria fortuna. perché io vorrei che fosse chiaro, chiarissimo, un messaggio: certi ragazzi sono fortunati e non si devono mai dimenticare di esserlo. Lo sono i calciatori, lo sono i campioni dello sport, lo sono le star della tv, quelli che vivono una vita di agio e di ricchezza, pur se frutto di impegno e dedizione, ma comunque sempre maturata facendo cose divertenti. C’è chi nella vita fa cose che sono per niente divertenti e non guadagnano né fama né denaro, i bamboccioni dello sport se ne dovrebbero ricordare sempre.

Lo so, lo so, non riesco ad esprimere in modo chiaro e diretto un pensiero che invece nella mia testa è limpidissimo. Non riesco a giustificare uno che butta via una carriera per paura di perdere, perché la cosa peggiore che gli può capitare è di non avere una medaglia. Non posso accettare un mondo in cui una sconfitta sportiva sia un dramma, è una distorsione grave della realtà, uno schiaffo in faccia a chi i drammi li vive davvero.

Ecco perché a mio figlio, se già capisse, direi che quelle sono  le lacrime non di un ragazzo pentito, ma di un ragazzo stupido. Troppo facili. Mi spiace per lui, lo ripeto, ma non trovo alcun appiglio o giustificazione  per le sue azioni e le sue scelte. Non credo nemmeno all’azione solitaria, ma questa è altra storia.

Il mostro che è in me torna nel suo angolino solitario.

Categorie
storie

Segnali

Ieri sera cominciamo ad organizzarci per la prossima trasferta in terra pugliese, la prima “long distance” con nanetto al seguito. E’ impressionante scoprire come due globetrotters, quali la Tati ed io siamo, siano in difficoltà nel muoversi con uno scricciolino alto un po’ più di mezzo metro, che monopolizza per qualche misteriosa ragione il 75% del bagagliaio dell’auto.

Tra le emergenze di questi giorni, si è presentata anche le diserzione della signora che ci dà una mano a stirare, una delle attività che più odio nella vita. E allora ieri, con spirito di abnegazione, dico alla Tati: “vabbè, ci penso io”.

Presto detto, presto fatto. Recupero asse da stiro e ferro da stiro, pronto per l’attività da casalinga perfetta.

Attacco con una t-shirt semplice semplice e un paio di jeans. Quando affronto il terzo pezzo, ecco il segnale: attivo la caldaietta, sollevo  il ferro pronto ad affrontare la mia fatica e…. zzzzzzzacccccc!!!! salta la corrente!!!! il ferro fa un scintillone pazzesco e salta tutto.

tutti al buio!!! se non è un segnale questo, cosa bisogna aspettarsi di più evidente?!? è meglio che io  non stiri. Non ho atteso un secondo segnale per farmelo dire e ho riacceso il computer!!!

PS: Da un breve controllo, al momento del blackout avevamo acceso:

– aria condizionata

– lavatrice

– asciugatrice

– ferro da stiro

– macchina del caffè

hanno chiamato dalla vicina centrale elettrica invitandoci a fare un contratto industriale. quando ho chiesto un contratto flat per la fornitura elettrica, mi hanno risposto con un dito medio. strano…