Ho appena attraversato la mia città a poche ore da uno degli incontri di calcio più caldi della stagione: tra qualche ora comincerà infatti allo stadio di Bergamo la partita tra Atalanta e Verona.

A giudicare da quello che vedo sulla strada, sembra sia ormai imminente la guerra civile, dato che ho trovato schierati poliziotti in assetto antisommossa, carabinieri con le divise antiguerriglia vigili urbani con il casco e varie ed eventuali.

Ma ha senso tutto questo?!? Non si chiama il “gioco” del calcio?!? Che cosa c’è di giocoso in questa follia?!?

Ma soprattutto, che senso ha spendere tutto questo denaro pubblico per una manifestazione che alla fine è strettamente privata? Certo, c’è la valenza sociale del gioco del calcio, ma fino a quando questo potrà essere un alibi?

Perché alla fine, quello che succede dentro quel catino è il motore per spostare denaro, che sia delle televisioni o sia delle società di calcio, sempre denaro é.

Lo trovo un non senso totale. Se potessi governare io questo genere di situazione, avrei una posizione molto diversa: quella della responsabilità.

Se chi ruota intorno a questo straordinario fenomeno che è il calcio non è in grado di gestire i propri istinti, vuol dire che la macchina va gestita in un modo diverso. Non si può pensare di bloccare una città e di trasformarla in una zona militare solo perché ci sono rischi di scontri.

Se il senso di responsabilità non prevale, deve farlo la legge: una partita come questa la giocata a Trapani, senza pubblico e senza diretta televisiva.

E ovviamente già sento le obiezioni: le televisioni non lo permetteranno mai, le società non saranno mai d’accordo, lo Stato non farà mai una cosa di questo genere…

Perché il problema è sempre quello, si fa sempre la cosa più conveniente, mai la cosa giusta.

Ma fino a quando?

Condividi:
Tempo di lettura:1 min

Quella della spesa il sabato mattina è un’idea che ogni tanto mi viene, riesce a convincermi che è cosa buona ed è da praticare, ma poi me ne pento tutte le volte che arrivo a destinazione. Credo che la foto dica tutto.

Condividi:
Tempo di lettura:1 min