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La vita si accende

Ieri sera, a più di sette anni dall’ultimo surreale appuntamento, quando ne facemmo il funerale ubriacandoci al bar Bianco, grazie alla precisione e organizzazione di Francesca e Michaela, il gruppo di lavoro di Play Radio si è ricostituito per una sera.

La cosa straordinaria da constatare in queste occasioni è come spesso le persone siano i custodi migliori di alcuni momenti della tua vita, professionale e non.

Cosa straordinaria è che non conservano i ricordi per quello che dicono o per quello che raccontano, ma per quello che sono.
Ieri dopo sette anni c’erano le persone che per due anni hanno condiviso con me un’avventura unica e irripetibile.

Dopo sette anni certi sorrisi, certe espressioni, certi modi di affrontare i discorsi erano esattamente quelli che per due anni sono stati il motore di una delle più belle espressioni radiofoniche degli ultimi anni del nostro paese.

Non importa come sia andata e non fa nulla se quella radio oggi non ci sia più: la cosa più bella, l’umanità che conteneva, noi l’abbiamo vissuta e la ricorderemo per sempre.

Le vite si incrociano, si toccano, si lasciano, ma la cosa bella é ritrovarle tutte sempre accese e sorridenti.