Vi prego, aspettate a dire “echissenefrega”!!! Perché questo è tema che va oltre la vittoria di ieri dell’Atalanta con il Carpi, ma è un esempio di come pubblico e privato possano (quando c’è voglia di fare le cose) esprimere un potenziale fortissimo.

Ieri sono stato per la prima volta nel rinnovato stadio di Bergamo, quello che molti si ostinano a chiamare “Brumana”, che per i tifosi è lo stadio “Bortolotti”, ma che qualche burocrate ancora considera come “Atleti Azzurri d’Italia”.

Nel corso dell’estate sono stati fatti lavori all’interno della struttura (di proprietà del Comune) da parte della società Atalanta Bergamasca Calcio, che ha modificato sostanzialmente l’aspetto della vecchia tribuna centrale.

Il risultato è stupendo, basta varcare il cancello per trovare un altro mondo, con un mix tra storico (la struttura quasi centenaria dello stadio) e di moderno (le nuove strutture impiantate su quelle tradizionali).

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Sulla destra vedete i balconcini delle nuove suite hospitality, mentre in basso sulla sinistra potete scorgere la tettoia che ripara la nuova area, la cosiddetta Pitch View, che nel contesto degli stadi nostrani sembra un’operazione fantascientifica.

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Quella piccola “ringhiera” che vedete è l’unica barriera che separa dal campo. Guardare la partita da lì è semplicemente stupendo anche se forse manca un po’ la prospettiva del campo e in alcuni casi leggere le posizioni dei giocatori non è facile.

In tribuna, nuove poltroncine per tutti, tribuna stampa rinnovata con connessione veloce e schermi a tutti i giornalisti per vedere la partita da vicino e poter rivedere le immagini dei momenti “critici”.

Quanto ci hanno impiegato a fare tutto questo? Tre mesi. Ma sono tre decenni che si discute (a livello politico) del nuovo stadio. Trenta lunghissimi anni e la soluzione era a portata di mano in tre mesi. Moltiplichiamo per 4 (le macro aree dello stadio) e si arriva al tempo di un anno.

E’ sempre un trentesimo di quanto abbiano impiegato i nostri amministratori per non decidere.

Qualche anno fa, quando venne presentato un progetto irrealizzabile a Bergamo (250 milioni di euro di investimento, la Juve ne ha spesi 80…) mi trovai praticamente solo a dire che era una follia.

Allora, perché a me piace pensare alle soluzioni, non alle polemiche, suggerii quello che più di un “consulente” mi aveva indicato come ragionevole e sostenibile. Con circa 5 milioni di investimento si può fare qualcosa di importante, con un po’ di più si ha una struttura praticamente nuova nello stesso posto.

Oggi, a distanza di qualche tempo, il progetto faraonico è morto e sepolto, si è avviata la ristrutturazione dell’impianto che abbiamo dal 1928 e probabilmente si proseguirà su quella strada anche per le altre aree ancora “vetuste”.

Lo stadio, tutto sommato, è tema importante ma non di vitale importanza per la città: purtroppo, però, è specchio della totale incapacità della politica di decidere.

Riusciremo mai a cambiare marcia anche per le cose che contano?

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