Ve ne ho già parlato, ma torno a farlo ora che l’operazione si è conclusa con il risultato finale della raccolta: quest’anno la nostra azione di beneficienza “Benson & Viscardi all’asta” ci ha dato un sacco di soddisfazioni.

Quella che abbiamo vissuto in queste settimane è la radio che ci piace, è quella che rappresenta perfettamente la sintesi dei miei pensieri: uno svago leggero in grado di stimolare pensieri ed azioni.

Parto da un dato: la raccolta che abbiamo attivato con il nostro gioco di metterci all’asta ha generato 8.745,32 euro.

Ci tengo particolarmente a sottolineare quei 32 centesimi che potrebbero fare la differenza! 🙂

Al netto della mia stupidità, abbiamo più che triplicato la raccolta rispetto alla prima edizione, quadruplicato rispetto a quella di un anno fa.

Il mio primo grazie va a LAB42 e a Satispay. Queste due aziende hanno offerto 3 mila euro l’una e a loro si è aggiunta la sensibilità degli ascoltatori della radio, che ci hanno permesso di raccogliere ulteriori 3.000 euro, più o meno.

La giornata ieri era cominciata così, con due tiri a Ping Pong dentro i divertentissimi uffici di Satispay dove abbiamo vissuto l’atto conclusivo della nostra maratona.

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Benson vs Viscardi

Dopo aver stracciato Grant abbiamo avviato la diretta e presentato la realtà di Satispay, un sistema di pagamento mobile, che permette di trasferire denaro come se si spedisse un sms.

Abbiamo conosciuto alcuni dei componenti del team, tra cui James, proveniente dall’Australia e residente a Como ma impiegato a Milano.

Benson & Viscardi con James Kenneally

Benson & Viscardi con James Kenneally

Una delle tante storie curiose legate al mondo di Satispay, ma il dettaglio più curioso di tutti è stato la somma raccolta.

Sono contento: abbiamo messo a disposizione la nostra passione, il nostro lavoro, per aiutare una struttura, il Centro Maria Letizia Verga, che è un esempio straordinario di dove possano arrivare  dedizione e determinazione. Si cura la leucemia infantile, si studiano i protocolli più avanzati, si supportano le famiglie.

Sono affascinato da chi lavora “Per gli altri”, a volte quasi in soggezione, perché mi sembra che tutto ciò che faccio al confronto sia inutile. Ma quando si raggiungono obiettivi come questo mi piace la sensazione di essere parte di una grande impresa.

La nostra cifra è poca cosa rispetto a ciò di cui il Centro ha annualmente bisogno, quasi una goccia rispetto al fiume di denaro che è necessario per gestirlo.

Ma è la nostra goccia, il nostro contributo per salvare quel bambino in più. Dateci dentro.

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