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Ciao Tommaso!

Dai, facciamo che adesso finisce l’esperimento, tu salti fuori da qualche posto in cui sei nascosto e ci racconti come ti é sembrata la reazione di quelli che sono stati raggiunti dalla notizia della tua morte.

Non so perché ma quando questa mattina ho letto della tua scomparsa, ho pensato subito a qualche originale sperimentazione sul genere umano, di quelle che ti piacevano tanto e di cui abbiamo parlato spesso in diretta alla radio.

E’ capitato anche di litigare, per alcune prese di posizione che mi sembravano un po’ eccessive, ma nei pochi mesi che abbiamo passato in diretta sono stato travolto dalla tua sagacia, intelligenza, arguzia, ma soprattutto dalla tua dote migliore, quella che hai sempre cercato di dissimulare, nascondere, camuffare, ma che quando ce l’hai viene sempre a galla: la sensibilità.

Salgo sulla metropolitana e sento la tua imitazione del mendicante, mi siedo su un treno e penso alla tua teoria sulla loro pulizia e su chi fossero i colpevoli di tanta sporcizia, cioè gli stessi che poi se ne lamentavano.

Ma forse quello che mi è rimasto e che parla di te come poche altre cose è il fantastico kit per il mono party: una scatola piena di curiosi oggetti e di food and beverage, per fare una festa tutti alla stessa ora, ma ognuno a casa sua, un colpo di genio assoluto.

So che stavi per tornare ad una delle tue passioni, la radio, peccato non poter scoprire cosa ti fosse passato per la testa questa volta. Ero pronto ad arricchire la mia lista dei dogmi di Tommaso.

PS: Oggi è mancato improvvisamente, a 54 anni, Tommaso Labranca che con Salvio Cianciabella e me conduceva il programma “il buono, il brutto e il cattivo” su Play Radio. Ma era molto di più: filosofo, pensatore, autore, scrittore, giornalista, forse dimentico qualcosa. Un personaggio spigoloso quanto straordinariamente sensibile, di quelli che sei felice di aver incontrato nella vita.