A BRESCIA C’E’ VELENO, CIBO E ALTRE STORIE

Nel mio peregrinare continuo, ho scoperto una chicca meravigliosa, nascosta nel centro di Brescia: si chiama Veleno e definirlo un ristorante è quanto meno riduttivo.

Forse anche dirvi che è uno spazio nascosto non corrisponde esattamente alla realtà, perché Veleno è nel cuore della città, nella centralissima via Gramsci al numero 10, solo che non è un ristorante come un altro con vetrine che si affacciano su strada.

Per accedere a Veleno dovete salire al primo piano del Palazzo Martinoni, nello stesso luogo che ha fatto la storia, perché proprio lì è nata Santa Crocifissa di Rosa, che fondò le Ancille della Carità.

Non è solo un ristorante

Non vi tedierò con le informazioni su orari di apertura e dintorni, perché non vorrei mai rubare il lavoro a Google, ma voglio spiegarvi meglio perché la definizione di ristorante sarebbe riduttiva.

Dalla mattina alle nove fino al pomeriggio tardi, Veleno è una pasticceria molto singolare, dove fare colazione, pranzare oppure fare una pausa per un the, nella sala che è stata adibita per questo scopo.

VELENO, CIBO E ALTRE STORIE

La sera, invece, lo spazio riprende vita nella forma di un ristorante o di uno spazio after dinner, con le sale che sono un tocco di colore in un trionfo di barocco.

VELENO, CIBO E ALTRE STORIE

Non è di sicuro il locale per la pizza dopo il calcetto, ma se volete un momento speciale, per un’occasione particolare o perché una cena diventi qualcosa di più, Veleno è uno spettacolo.

L’ho provato ieri sera e anche il nanetto di casa ha approvato lo spaghetto al pomodoro che era uno spettacolo: less is more e la pasta al pomodoro è una prova su cui molti scivolano.

Gli adulti invece hanno provato qualcosa di diverso. Abbiamo saccheggiato il menù preparato da Davide Patruno e Maurizio Amato, friulani trapiantati a Brescia, che fanno della passione il motore della loro attività.

VELENO, CIBO E ALTRE STORIE
Scattata con iPhone XS Max

Questo si chiama cominciare alla grande. Un carciofo abbinato ad un’emulsione di burrata, con una “grattata” di bottarga.

Sul primo piatto vi racconto una cosa che ho apprezzato tantissimo: mi è caduto l’occhio sulla proposta del tagliolino con un formaggio friulano, il frantoio, abbinato al cacao.

Davide Patruno, ci ha avvisati mentre ordinavamo il piatto che l’abbinamento era singolare e non era scontato che lo potessimo apprezzare. Ci ha raccontato l’origine del formaggio e la ragione per cui è stato abbinato al cacao.

Ho trovato pregevole il coraggio di mettere in guardia rispetto ad una combinazione non facile delle materie prime, non è da tutti.

Scattata con iPhone XR

Devo per altro dire che è questo forse l’unico piatto “ardito”, perché le altre combinazione, pur se originali e fantasiose, sono delicate e molto equilibrate, così come la “dimensione” del piatto è sempre adeguata.

Scattata con Galaxy S10+

Il mio secondo piatto è stato un maialino abbinato ad un cipollotto caramellato e ad una crema di Gubana, il dolce friulano che ricorda il panettone. Anche in questo caso, un abbinamento azzeccatissimo e un piatto super centrato.

Ho temuto di esplodere, ma non ho rinunciato al dolce, con la mia scelta riservata alla proposta chiamata bianco, rosso e verde.

Cioccolato bianco, una crema di piselli e frutti di bosco: uno spettacolo. Preceduto da una coccola, il “pre-dolce” con un gelato alla salvia abbinato ad un crumble di nocciole.

Avendo abbinato anche un bicchiere di Merlot friulano prima e un passito poi, non mi è restato altro da fare che rotolare verso la mia auto per il ritorno a casa.

Se passate da Brescia, non vi lasciate sfuggire l’occasione di un salto da Veleno, che sia per la cena o anche per la prova di uno dei dolci di pasticceria.

Poi non dite che non vi avevo avvisato o che non avevate capito. Complimenti a Davide e Maurizio. Mi è piaciuto il cibo, ma sono le altre storie che fanno di Veleno un’esperienza speciale.