Addio ciuccio

Ieri è arrivato il momento. Mentre depositava la letterina con i desideri per le feste ormai prossime, Andrea ha preso coraggio e deciso che era il momento di dimostrare “che ormai è diventato grande”. Ha preso il suo ciuccio e lo ha depositato insieme alla sua composizione, con tutti i giochi scelti in mesi di accurata selezione fatta in vista di Natale.

Un pegno vero e proprio, in cambio dei desideri racchiusi dentro la sua letterina.

Non ho mai avuto grande stress per il ciuccio: gli americani lo chiamano “pacifier”, pacificatore, e una ragione ci deve pur essere. Chi è genitore, la conosce benissimo, perché non esiste oggetto più utile nei momenti di crisi profonda dei piccoli mostri.

Ecco perché rispetto ad alcuni genitori che lo vedono come un elemento negativo e non vedono l’ora di liberarsene, per noi non è mai stato un’emergenza e non ci siamo mai posti scadenze super rigide per il suo abbandono.

Spronato dalla mamma, ieri però ci  ha sorpreso e ha deciso che era tempo di separarsi dal suo prezioso ciuccio. Lui era pronto, noi possiamo dire altrettanto rispetto all’idea di vederlo crescere?

1 Comment

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    Stefano 27 novembre, 2015 (09:43)

    No Luca, credo non saremo mai pronti all’idea di vederli crescere

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