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Teach them well

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Insegna loro bene, educali subito. Ecco la lezione di oggi, Atalanta Genoa

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Perserverare

Domani allo stadio di Bergamo si protesta. Lo si fa contro la Gazzetta dello Sport e contro il Corriere della Sera. Si invitano i tifosi a comprarli e poi stracciarli, buttando le palle di carta in campo quando escono le squadre.

I due quotidiani sono rei di aver pubblicato un’intervista all’ex presidente dell’Atalanta, Alessandro Ruggeri, che si è sfogato dopo aver letto alcune intercettazioni che coinvolgevano uomini della società a contatto con alcune aree di tifo, oggi al centro di un’inchiesta.

Qualcuno non ha gradito quell’intervista. Non entro nel merito, perché non sono l’avvocato delle parti in causa e quindi non posso conoscere dettagli che solo i protagonisti della vicenda conoscono. Però vorrei vedere un video di quella intervista per sentire con le mie orecchie le parole del giovane ex dirigente, bravo ma inesperto e non nuovo a trappole giornalistiche.

Il presidente attuale dell’Atalanta, Antonio Percassi, si è affrettato a convocare una conferenza stampa per smentire le dichiarazioni del suo predecessore. A quella conferenza stampa ha convocato SOLO (ed esclusivamente) la Gazzetta dello Sport, il Corriere della Sera e L’Eco di Bergamo. Cioè le testate che i tifosi domani contesteranno e il giornale di cui lo stesso Percassi è azionista. Scelta bizzarra. Bisognerebbe capire perchè per la società esistono solo i giornali che i suoi tifosi contestano.

Gli stessi quotidiani milanesi furono duramente criticati quando indicarono Doni come giocatore coinvolto nel calcio scommesse. Come è andata a finire lo sappiamo, i giornali avevano ragione. Speriamo che questa volta il copione del finale sia diverso.

 

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Davanti al mio solito folto pubblico

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Questa sera faccio il tutto esaurito!!!

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Non e’ reato

Il periodo in cui siamo lo conosciamo tutti. Una devastazione economica senza precedenti si incrocia con una povertà politica che nemmeno i catastrofisti più accesi avrebbero mai potuto prevedere.

In un contesto di questo genere, si innescano le storie che leggiamo in questi giorni e che vedono protagonisti i rappresentanti a più livelli del nostro mondo istituzionale.

Noi siamo spettatori un po’ inermi, già suonati dalle incertezze della crisi e guardiamo increduli a tutto ciò che capita, senza però fare grandi azioni concrete. Chissà se prima o poi decideremo di svegliarci e di alzare la voce. Io lo faccio per quanto mi è possibile nelle sedi e nelle occasioni che mi vengono proposte, ma mi accorgo che vengo sistematicamente inquadrato come il “rompicoglioni”, a volte sopportato, spesso guardato come un marziano. Eppure io confido che qualcuno la pensi come me e che cerchi di affermare le proprie idee reagendo alla pochezza del momento.

Una delle cose che mi danno più fastidio in questi giorni è sentire personaggi di spicco dire: “ma non è reato” quando si punta il dito contro determinati comportamenti, che non rientrano nell’ambito dei reati, ma in quello dell’etica.

Ripeto questa parola sconosciuta: ETICA. Lo so, è desueta, ma è l’unico baluardo che abbiamo prima di arrenderci allo sfascio, perché è solo l’etica che può frenare il degrado ormai imperante.

A Bergamo si indaga sui tifosi e sull’ex assessore Belotti, che avrebbe (condizionale d’obbligo) scritto un volantino per conto degli ultrà contro l’ex questore. Ammette di averlo fatto e dice che non è un reato contestare un questore.

No, non lo è, ma non è ETICO che un dirigente di un’istituzione come la regione si scagli contro un’altra istituzione, perché non è così che dovrebbe funzionare.

La Minetti diceva che non aveva fatto reati e quindi non capiva perché dovesse dimettersi. Usate la frase sopra anche per questo caso.

L’etica è un principio molto radicato in Inghilterra e Germania, sarà un caso che questi due paesi siano tra i più avanzati al mondo? Ce la faremo mai ad assomigliare a loro? Non mi arrendo, non alzo bandiera bianca. Tutto sommato, sperare in un posto migliore non è reato. E’ indice di follia, ma non è reato.

 

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Barzellette

Fa tenerezza a volte leggere quali e quante cazzate il nostro stato sappia concepire. L’ultima in ordine di tempo é il redditest, ovvero un sito dove l’evasore fiscale può andare a verificare se evade o meno.

Uno entra, elenca le spese e poi inserisce reddito. A quel punto il sito gli dirà se il suo reddito è coerente con le sue spese.

A me pare un sistema meraviglioso per aiutare gli evasori a capire come ragiona lo stato.

Ricordiamoci tra sei mesi di farci dire quanti l’hanno usato, magari nel frattempo facciamoci dire quanto é costato. Poi raccogliamo preventivi per lo stesso sito da privati e vediamo se la spesa dello stato é coerente.

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Mi inchino

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Quando entro in questi posti ho sempre una forma di rispetto che é quasi riverenziale. Il teatro sociale di Como é uno di quei luoghi che secondo me meglio rappresentano la ricchezza di un paese che forse non si ricorda da dove venga.

Un posto meraviglioso, con la storia, la cultura, la ricchezza nelle loro espressioni migliori.

Bello calcare il palcoscenico anche se solo per qualche minuto, soprattutto per un fine importante come il sostegno all’aism.