Nel corso del weekend ho trovato un altro posto da segnalare. Si chiama Agriturismo Moscatello, è a Pozzolengo in quel lembo di terra che è in provincia di Brescia ma solo per uno scherzo delle mappe, perché il territorio di quel piccolo comune è in realtà incastrato tra veronese e mantovano.

L’agriturismo è carino, ricavato nella vecchia struttura di una cascina, con le stanze ricavate nell’area che una volta era delle stalle. a due passi dalle camere c’è anche la piscina, con uno sguardo sull’area collinare della zona a sud del Garda.

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Molto carino il ristorante, che oltre ad essere piacevole per l’atmosfera, è anche gradevole perché offre ampi spazi e un numero di coperti limitato, cosa che è sempre bella da vivere rispetto ai posti con densità di popolazione da metropoli asiatica

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Lo chef ha una tradizione stellata e offre una scelta molto interessante, con una qualità assoluta delle materie prime. Piatti davvero equilibrati e tutti soddisfatti per la cena, anche per il prezzo, che è assolutamente adeguato alla proposta.

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Piacevolissimo il clima a colazione, con un’atmosfera incredibilmente rilassata e un’ottimo servizio.

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Molto carino! Il ristorante si chiama “Müliner”, mentre per le informazioni sull’agriturismo basta cercare agriturismomoscatello.it

 

 

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Quando si vuole una certezza, basta sedersi a tavola al Cantinone di Madesimo.

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Quando vi troverete davanti a quest’uovo cotto a bassa temperatura con l’aggiunta di crema di castagne, una riduzione di sforzato e una “schiuma” di casera, capirete che il vostro ovetto al tegamino, che preparate da soli a casa, é di una tristezza senza pari .

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Passando poi da questo risotto ai porcini cotto nel forno a legna, maledirete tutte le volte che avete scelto il risotto dei 4 salti in padella.

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Se riuscirete ad arrivare a questo piatto, quello della piccola pasticceria, con un po’ di spazio per voi, allora siete forchette da campionato del mondo.

Bravo Stefano Masanti e tutta la squadra al lavoro. C’è differenza tra sfamarsi e provare la gioia del cibo. Se cucino io è la prima cosa, con Stefano la seconda.

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Non è solo un modo di pensare ma anche un punto da cui guardare. Quello di questa sera è un punto di vista incantevole, con quel regalo della natura che ci si trova di fronte.

Basta solo saperlo vedere.

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Mi ricordo che una volta quando il gatto non c’era i topi ballavano. Antichi. Adesso quando il gatto non c’è, i topi vanno da Nicola a bere un elogio.

E se non sapete che cosa sia, non sapete che cosa vi perdete.

Quello che è certo è che dopo un paio di bicchieri di elogio, viene comunque da ballare.

L’enoteca Zanini, che è la nostra tana in queste occasioni, è sempre perfetta, perché Dani e Nicola sono due splendidi padroni di casa.

Non si vede che siamo felici?!? E non confondiamoci: il bicchiere di vino è del nano.

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Mi è piaciuto molto questo angolo di salò dove abbiamo cenato sabato sera: si tratta di una piccola enoteca nel cuore della città vecchia, all’ombra del duomo.

Si tratta di una piccola enoteca con cucina, gestita da una signora estremamente gentile. so che di solito sono due, ma l’altra probabilmente era in ferie. difficile pensare che chi vive in un posto così possa avere voglia di vacanze, ma a volte capita. a proposito del posto: il lago di Garda è tante cose, ogni angolo offre suggestioni molto diverse e fatico a dire quale mi piaccia di  più. forse mi piacciono semplicemente tutte.

questi sono colori che non si trovano ovunque: del lago, anche se non è il mio ambiente preferito in assoluto, amo sempre il senso di serenità che riesce a trasmettere. uno spettacolo che al tramonto diventa così bello da far diventare romantici anche i più piccoli.

al di là del contesto geografico, è carino anche il luogo di cui vi scrivo, l’enoteca tastevin, che è una dispensa di vini con cucina. cucina semplice, molto immediata, ma comunque piacevole. La caprese era ottima, il prosciutto buono, la bruschetta con i carciofi da competizione.

La scelta particolare è quella di offrire solo vini autoctoni, ma il lago offre prodotti molto interessanti, dal rosso al bianco, passando per il chiaretto, che ormai è diventato una bandiera. Ho optato per un rosso “due querce” che ho trovato molto gradevole, come l’ambiente in generale.

bisogna dire che la signora che gestisce è stata davvero gentile anche nel soddisfare tutte le richieste per ovviare al problema pappa del nanetto, che ha dimostrato di gradire la piazza e il contesto: si lamentava del fatto che non avessimo offerto un goccio di rosso anche a lui, ma si comporta da ubriaco già così come è ora, per l’alcool direi che c’è tempo.

eccolo nel tentativo di battere il record sui 200 dopo aver fatto il pieno di pappa! appena dopo il cibo è come quando si mette la benzina con tanti ottani dentro al motore di un’auto sportiva. incontenibile. e altamente inquinante.

Chi non regge è la mia schiena, che supplica perché i primi passi arrivino presto. Ma non divaghiamo. Il tastevin. Il posto è molto semplice, forse per questo molto carino, grazie anche alla cornice in cui è messo perché davvero alcuni scorci di Salò sembrano set cinematografici. Oltre alla possibilità dei tavolini esterni, c’è una sala interna molto calda ed accogliente.

mi piace la commistione di pietra, kartell e alcuni pezzi trafugati da qualche cantina. il locale è pieno di piccoli dettagli che trasmettono calore e non quel senso di distacco che è tipico di molti dei locali più recenti che capita di trovare in giro.

il prezzo è più che abbordabile. noi ci abbiamo dato dentro tra vino e cibo e abbiamo speso 25 euro a testa. direi che è molto più che accettabile. promosso.

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