Ieri sera dopo molto tempo ho mangiato da Pietro Leemann, al ristorante Joia di Milano. La particolarità è che si tratta dell’unico ristorante vegetariano e vegano in italia ad avere il riconoscimento della stella michelin dal 1996.

Io non ho la passione per la cucina vegetariana, trovo quella vegana un po’ estrema, sono un fanatico dell’equilibrio, una bistecca non ha mai ucciso nessuno, ma ieri sera ho mangiato piatti di livello straordinario.

Su Pietro Leemann ci sono giudizi molto diversi, ho letto di alcuni critici che lo hanno stroncato, io ieri ho vissuto una di quelle serate che non puoi considerare normali, con un livello di cucina che mai potrei riprodurre a casa, per cui non potrei mai sollevare critiche.

Alcune cose piaciute di più, altre un po’ meno ma il livello è strepitoso. La serata, speciale, era completata dal lavoro dello chef andrea tonolo, anche lui stellato della Lanterna Verde di Villa di Chiavenna.

La cena è stata preparata a quattro mani da due maghi della cucina. Ecco Pietro Leemann che racconta un curioso aneddoto sulla sua famiglia, originaria di Stazzona in Valtellina.

Il tutto per annunciare alcune novità importanti che riguardano la promozione turistica della Valtellina, terra a cui sono legato perché ricca di persone speciali.

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Antipasto con un pesto di avocado, accompagnato ad asparagi bianchi. Strano per i miei gusti, ma notevole.

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Ho dimenticato, come al solito, di fotografare il primo piatto dello chef Andra Tonola. Maltagliati di farina di castagna con fiori di camomilla. Spettacolare.

Il secondo piatto qui sotto è da paura. ma se dico paura, dico livello stratosferico: pane di segale con i carciofi, una crema di formaggio di capra, con wasabi e mi ammazzerà leemann se non ricordo cosa c’era nel tortino. Ma mi ricordo che era strepitoso.

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Il primo dolce un tortino di carote con un sorbetto di carote e una mousse di barbietola. ottimo.

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Siccome c’era ancora un po’ di spazio, ecco il dolce finale: cioccolato bianco con una mousse di more calda, con un crostino di grano saraceno.

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La prossima volta che preparerò il mio schifoso riso in bianco, mi verrà una lacrimuccia alla memoria.

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Ma sbagliavo clamorosamente.  Ore ininterrotte di treni a vapore sono molto peggio.

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Per la prossima estate pensiamo ad una vacanza baby friendly  in un luogo che sia adatto ai bambini.

La destinazione probabile sarà il mare adriatico,  in uno di quei luoghi dove la spiaggia é sempre a distanza ravvicinata dagli hotel,  dove ci sono i fasciatoi anche in spiaggia e dove sono i bambini a tollerare gli adulti e non viceversa.

Per un posto simile,  l’attrezzatura è tutto, ma deve rispondere ad esigenze molto precise,  tra cui la compatibilità con la cultura teutonica,  per l’alta percentuale di turisti mitteleuropei presenti.

Ecco l’oggetto numero uno,  quello indispensabile per una vacanza pienamente integrata con quella dei vicini di ombrellone: il sandalo.

Siamo già a buon punto; con il sandalo in dotazione abbiamo  già un piede in spiaggia.

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