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Santa Lucia, come da tradizione, è arrivata questa notte, lasciando al nanetto di casa la versione in miniatura di una trattoria. E’ ovvio che l’auspicio sia quello di un approccio creativo con la cucina, magari con l’obiettivo di diventare il prossimo Cracco. Oddio, magari cucinando un po’ meno di Cracco, dato che a me non è piaciuto niente di quello che ho mangiato da lui, però con l’estro dell’artista di cucina.

Però, caro nano, sei avvisato: se non affronti la cucina con applicazione, poi ti tocca ripagarne il costo a Santa Lucia, cedendo un quinto delle paghette per tutta la vita. Sei avvisato.

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Insegna loro bene, educali subito. Ecco la lezione di oggi, Atalanta Genoa

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Chissà se Jackson Pollock quando nacque nel 1912 si immaginava cosa sarebbe riuscito a fare, diventando poi il più grande maestro dell’espressionismo.

Ma soprattutto, chissà se quando era così piccolo anche lui dipingeva sui muri come il nanetto di casa. Fortunatamente i muri non sono i miei, altrimenti non avrei cotanta poesia nel raccontare e guardare questo momento.

Però la propensione per l’arte mi piace in ogni caso, qualcuno ha il numero di telefono di un gallerista?

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Lo sguardo credo sia eloquente, a volte le parole diventano superflue. Non so perché ma io leggo: “papà, abbiamo finito con queste foto demenziali?!?”

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Il braccino non é una parte anatomica. Il braccino é un modo di vivere. Ad esempio quello di una mamma il cui figlio deve vivere con i piedi scoperti perché lei non prende il sacco nanna più lungo.

Povero nano. Con i piedi ghiacciati.

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Ieri curiosavo alcune foto fatte nel weekend e mi è caduto l’occhio su questa immagine di domenica mattina: osservate lo sguardo del nanetto di casa. Non sembra implorare aiuto?!?

Credo che la maggiore consapevolezza gli stia dando qualche preoccupazione per il papà che si è trovato: “con tutti quei bei papà belli precisi, doveva proprio capitarne uno così scombinato?!? “

“Una vita d’inferno, a partire da questo caschetto da minus habens che mi infilano in testa appena entro in casa e che nelle foto mi fanno uscire tipo soldatino delle sturmtruppen”.

Ma non c’è niente da fare, safety first, e il caschetto se lo tiene! All’inizio un dramma, ora mi fa ridere che iniziando a giocare per lui sia normale infilarlo. Ma forse quello sguardo svela che è pura rassegnazione, non certo accettazione.

 

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