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Ci siamo. Siamo entrati nel tunnel della tv. Molto limitatamente ma anche per colpa nostra Andrea ha scoperto i teletubbies.

Torniamo a casa e mi porge il telecomando perché accendiamo quella specie di acquario tutto nero.

La domanda é: quanto dura?!? Quei pupazzi un po’ dementi mi fanno paura. Secondo me nascondono messaggi subliminali dei servizi segreti di sua maestà e stanno creando guerrieri dormienti.

Forse ho visto troppe puntate di agente speciale negli anni 70.

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Lo so, lo so. Quando scrivo dell’evoluzione di Andrea, riporto molto più dell’ovvio. Siamo poco più di sei miliardi, quanti saranno i bambini?!? Significa che circa 5 miliardi e mezzo di persone hanno già fatto quello che io vedo oggi e trovo sorprendente. Eppure tutta la razionalità del pianeta non cancella l’emozione di vedere il ragnetto che prende quota e prende il volo.

da questa foto dello scorso weekend si evince che il futuro nell’edilizia è garantito. la tradizione orobica è salva! mi fanno impazzire le ditina dei piedi, che sono sempre in quella posizione “inarcata” che mi dicono siano normale postura quando c’è lo sviluppo della zona plantare. ci ricorda un po’ da chi discendiamo.

ieri, però, ha avuto un sapore tutto speciale vedere il nano vincere la paura e lanciarsi in ben tre passi fatti tutti da solo. probabilmente non ha percorso un metro, ma l’impresa è parsa comunque ciclopica. ancora più bella perché la faceva per correre incontro al suo papà.

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Era mentre gonfiavo la piscinetta che mi è apparso il cartello: i nostri programmi sono terminati.

Era come vedere scorrere i titoli di coda del film: party time, all the time. L’ultimva vacanza in Salento l’avevo vissuta con ritmi molto diversi e pur avendo una casa non avevo mai passato una sera entro le mura domestiche, perché c’era sempre una cena, una festa, un evento a cui partecipare.

A ripensarci, pare la vita di un altro. Passa il tempo, cambiano le abitudini, si modificano anche i gusti e sicuramente le cose che oggi mi danno soddisfazione e relax sono diverse dal clubbing e dal party continuativo, ma la piscinetta è un milestone.

Quando arrivi lì, hai svoltato. Quando poi si rompe appena l’hai gonfiata, riprendi la macchina, la porti indietro, ne chiedi un’altra e la rigonfi da capo, hai la totale e piena consapevolezza che non puoi insistere nel sentirti giovane. Forse anche perché ti affatica usare la pompetta per gonfiare la malefica piscina.

Ma vuoi mettere quante feste ci vogliono per pareggiare le facce del nanetto dentro quella roba lì?

 vedo i titoli del nuovo film all’orizzonte: “nanetto alla riscossa: come ti rincoglionisco due adulti”.

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Dopo solo tre o quattro giorni di vacanza, purtroppo dobbiamo arrenderci all’evidenza di aver sbagliato meta. Il Salento é fantastico, ma purtroppo non si sposa con la presenza di un bambino piccolissimo.

Forse non era difficile prevederlo e anticipare le difficoltà ma a volte é utile “sbatterci contro” per capire bene quali cose si possano e quali non si possano fare con un criceto in casa.

Al quarto giorno di spiagge super affollate e poco attrezzate, sul ponte sventola bandiera bianca.

Con un nano dentro casa, la destinazione più consona é compresa tra lignano e cattolica, riviera adriatica forever. So benissimo che non scopro l’acqua calda e che é dagli anni 50 che la cosa é una certezza, ma diciamo che arrivo buon ultimo a certificare la cosa.

Mi mancano ancora dieci giorni di ferie ma mi vedo già al parco Hemingway o ai gommosi di Sabbiadoro, intento ad inseguire il nano, nell’estate 2013.

Era facile immaginare le difficoltà, viverle aiuta a non ricadere nello stesso tipo di errori.

Meglio capirlo tardi che mai.

Bambini a parte, il Salento rimane terra unica, davvero una delle meraviglie di casa Italia. Per chi non c’é mai stato é d’obbligo inserire nelle prossime mete.

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Quando l’ho visto la prima volta sono rimasto folgorato da questo oggetto. Adesso posso dire: mai più senza.

Quello che vedete in foto é il popò di Andrea appoggiato su hipseat, il seggiolino da cintura di hippiehick.

In pratica é una fascia con un seggiolino attaccato che scarica il peso del piombino dalla schiena al fianco.

In Italia costa circa 45 euro. La schiena vi ringrazierà per l’aiuto.

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Sembrava ieri quando questo robino qui è entrato dentro casa a smontare un po’ della nostra movimentata routine. Mi fa abbastanza impressione rivedere questa foto per la velocità con cui cambia il pacchettino che ti consegnano, senza per altro alcun tipo di istruzione a corredo.

Mi avevano messo in guardia su cosa sarebbe successo con un nanetto dentro casa, ma forse gli avvisi non sono mai abbastanza, perché forse per la prima volta nella vita ci sono momenti in cui mi accorgo di essere in balia di qualcun altro. Guardo il maialino di casa che fa le cose più banali e rimango semplicemente rapito.

Forse è il rincoglionimento di chi fa i figli da vecchio, forse il fatto che la consapevolezza e la dedizione sono ad un livello superiore ma io amo questo scricciolino con un’intensità che non pensavo nemmeno di conoscere. E non nascondo che da un certo punto di vista, notevolmente egoistico, vedere il pistolino che cresce e che si allontana dal suo aspetto dei primi minuti di vita un po’ rammarica, forse in fondo in fondo (ma nemmeno troppo velatamente) ci piacerebbe allungare i tempi in cui ci si può beare di un esserino così.

Ma tempus fugit, non c’è modo di rallentare e dai giorni del panico si è passati a quelli della disperazione! 🙂 La disperazione di chi non riesce più a contenere l’esuberanza di quel pinocchietto qui.

domani festeggiamo il suo primo compleanno, in concomitanza con il suo primo volo aereo. un anno stupendo in cui l’emozione del nanetto che cresce va di pari passo con quella di vivere questa esperienza con la persona più speciale che si possa desiderare.

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