I parchi sono probabilmente una delle ricchezze più grandi che le nostre città hanno.

Sarà per questo che la mia città, Bergamo, li conserva con tanta cura.

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Quello che vedete qui nella fotografia è un dettaglio del Parco Suardi, forse uno dei più belli e dei più frequentati della città, che per qualche mese ha avuto un’area completamente chiusa per i lavori, con tanto di contenimento di cantiere e di zona chiusa all’accesso.

Una volta tolti i sigilli al cantiere, è arrivata però questa strana sorpresa, quella ritratta nella foto qui sopra, ovvero un bel tubo che pesca l’acqua della fogna che attraversa la città e la pompa nel laghetto che c’è nella zona dove sono concentrati i giochi per i bambini.

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Il bel tubo attraversa tutta l’area giochi e scarica ciò che pesca dal canale di scarico dentro il laghetto.

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Inutile sottolineare quali siano i miasmi con odore di fogna che emergono da quel laghetto, personalmente qualche giorno fa dopo una folata di profumo sono rimasto diverse ore con il mal di testa.

Ma dato che un lavoro quando lo si fa è meglio farlo bene, ecco anche la totale sicurezza con cui è realizzato il cantiere.

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Penso che serva a sottolineare che questa è un’area dove bambini transitano, giocano, corrono, totalmente incompatibile con assi sporgenti, bastoni scheggiati e, giusto per non farsi mancare niente anche qualche bel mattone con gli spigoli vivi.

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Questa sistemazione posticcia e temporanea è presente da almeno un mese, mentre il cantiere credo sia stato aperto per quasi tutto l’inverno.

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Perché l’opera fosse veramente completa, ecco il cavo della corrente che alimenta la pompa dell’acqua, con una prolunga con presa esposta in mezzo all’erba dove i bambini transitano e dove peraltro in caso di pioggia la situazione si fa piuttosto pericolosa

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Ho in mente una città un po’ diversa, con spazi pubblici e verdi gestiti con criteri totalmente rovesciati rispetto a quelli che vediamo nelle nostre città, chissà se mai riuscirò a vederla.

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Maledetto. Dico solo questo a quel pinocchietto che è una combinazione di ciccia e di diabolica capacità di far fare quello che (lui, il nano) vuole al suo papà

Pomeriggio di una giornata qualunque, ci fermiamo in un negozio che vende prodotti per l’infanzia: l’obiettivo è trovare le tendine da auto perché quelle che abbiamo si sono rotte.

Il papà si muove deciso verso quelle che si arrotolano da sole, senza scritte, senza disegni, molto minimal e tutto sommato accettabili da vedere.

Ma l’occhio veloce della pulce cade subito sulle tendine di cars: “paaaaaaaaaapooooooo, prendiamo quelle di cars!!!”. La resistenza dura pochi secondi, prima di cedere alle insistenze del micro tappo.

Paghiamo, apriamo la confezione e andiamo felici verso l’auto, dove installiamo immediatamente le orride patacche tutte le colorate.

Appena l’auto riparte, il piccolo Giuda, dal suo seggiolino, mi chiama: “Papo…” Non rispondo subito e mi richiama: “Papo…” Al secondo richiamo, rispondo con un “dimmi!”.

E da dietro la pugnalata che non ti aspetti: “Grazie, papo, che mi hai comprato le tendine di Cars. Ti voglio bene”.

E all’improvviso non sembrano nemmeno così brutte… 🙂

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È solo quando hai un figlio che ti rendi pienamente conto di quanto infami siano coloro che studiano le strategie di vendita delle aziende.

Perché è lecito provare ogni strategia possibile per convincere gli adulti a fare qualcosa, ma è veramente da infamoni mettere gli stessi adulti davanti ad una specie di percorso a ostacoli dentro ad ogni maledettissimo supermercato.

Sto scrivendo tutto questo con il sorriso sulle labbra, perché non vorrei mai sembrare uno di quegli attivisti un po’ attempati che sono contrari alle diavolerie del mercato libero, ma mi rendo conto (ogni volta che si entra in un supermercato) che chi lavora in quel segmento deve avere un grado di perversione superiore a quello di qualche serial killer. Il rischio però é superiore quando sei in corsia.

Perché i serial killer sai come sono e sei conscio del pericolo, ma gli infami che organizzano le corsie dei supermercati sembrano persone per bene!

Perché tutto questo preambolo?!?

Perché la posizione degli ovetti Kinder dentro i superstore è veramente da reato penale!!! Non so quanto tempo io abbia sprecato nella mia vita, da quando Andrea fa la spesa insieme a noi, per convincere la creatura che non è il momento giusto per comprarli.

Le strategie utilizzate sono le più disparate: la minaccia, il ricatto, la persuasione, l’illusione che ci sia qualcosa di migliore da comprare qualche metro dopo. Ormai non so più quale stratagemma utilizzare per evitare quel maledetto momento dell’adorazione.

Eppure, lui è sempre lì: in piedi, davanti a quegli scaffali pieni di ovetti tutti colorati, ogni volta con una scusa diversa per cui dovremmo comprarli.

Oggi credo abbia superato se stesso: mi ha detto che avremmo dovuto comprare gli ovetti perché ce ne erano troppi e c’era il rischio che cadessero.

E da dove viene una teoria del genere? Secondo me gli infami che organizzano le corsie di supermercati, durante la notte si collegano telepaticamente con i poveri bambini dormienti e suggeriscono loro delle scuse altamente improbabili per comprare una di quelle maledette uova.

Sappiatelo: noi non cederemo tanto facilmente! Non ci avrete con una scusa così banale!!! 😀

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Tutto avrei immaginato per la mia vita, tranne che inseguire i campanili.

Dopo aver frequentato treni a vapore, treni elettrici, treni a manovella, avere riempito la casa di treni di ogni genere, adesso è il clamoroso momento del campanile.

O meglio, del pampanile, perché ancora la conformazione delle parole è un’idea approssimativa e non sempre si riesce a trasferire la correzione linguistica adeguata e necessaria.

Pampane e pampanili sono la nuova frontiera, cosa che si traduce nel fatto che quando siamo in viaggio in auto, piedi o in bicicletta, la domanda continua: questo pampanile come si chiama?

Una passione del genere negli Stati Uniti sarebbe tutto sommato abbastanza innocua, visto che c’è una pampanile ogni 4000 km. Da noi, terra di cultura cattolica, è una specie di stillicidio ininterrotto.

Siamo arrivati al punto di avere alcune richieste specifiche di itinerari, in modo da passare vicino ad alcuni pampanili che ci piacciono particolarmente.

Quello del quartiere boccaleone, poi, è davvero il massimo: è doppio!

Non solo, il passaggio dal suddetto quartiere rappresenta una sorta di eden, visto che al pampanile doppio si abbina anche il passaggio a livello e magari ogni tanto la possibilità di vedere il treno.

Non mancano gli intoppi: perché la torre dei caduti che si trova in centro a Bergamo, in tutto per tutto uguale a una pampanile non ha le pampane?

E perché il famoso pampanone di città alta suona solo alle 10 di sera e non quando c’è il sole?

Il massimo di questo momento delirante è stato quello in cui è arrivata la richiesta di un pampanile giocattolo. La perversa mente umana ha immaginato giochi di ogni genere, ma ha limiti talmente evidenti non aver mai pensato ad un pampanile.

Dirò di più: non è arrivato solo la richiesta di una pampanile giocattolo, ma con la precisa specifica che fosse in legno.

Poteva, in questo delirante contesto, mancare una gita domenicale in cima al famoso e storico pampanile di città alta a Bergamo? Prima, però, pausa al caffè sottostante per ammirare le campane dal basso.

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Ovviamente, per non farsi mancare nulla abbiamo anche aspettato per oltre mezz’ora che le pampane suonassero.

Quale la prossima passione? Attendo con qualche timore.

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