Avete mai provato a scrivere ad un politico, un giornalista, un personaggio pubblico muovendo critiche o facendo domande?

Potete anche sprecare la fatica, non riceverete risposta. Ma se dopo un minuto al vostro interlocutore scriverete che é buono bravo e pure bello, potete avere la.certezza di un retweet.

Il modo di usare i social dei nostri personaggi é quanto meno singolare, oltre che poco utile.

In pratica, i canali social vengono spesso usati per diffondere a senso unico dei messaggi, senza alcun contraddittorio con i propri contatti, il che ovviamente equivale ad usarli come vecchi media.

Mentana si ritira da twitter perché riceve troppi insulti, non fatico ad immaginare quale potesse essere il livello. In Italia chi ha i soldi risolve le sue frustrazioni dell’analista, chi non li ha le scarica sui social network.

Però una parte di responsabilità secondo me c’è l’ha chi fa dei social una prateria senza limiti e senza contenimento.

Io non avrei abbandonato, ma sicuramente usato il mezzo in modo diverso.

Il problema, secondo me, é che per usarlo bene bisogna capirlo, l’unico che ci é riuscito, a quanto pare, é grillo. I risultati si vedono.

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Sapete quando si dice che al peggio non c’è mai fine? Ieri abbiamo avito un esempio pratico di cosa significhi.

L’elezione di Napolitano é un altro passo verso il basso di un paese che ormai davanti a sé ha solo il buio, il problema é che quel paese é il nostro.

Qualche mese fa, in prossimità delle elezioni, mi é stato chiesto di candidarmi, cosa che ho rifiutato perché la parte politica non mi rappresentava e perché io ho scelto di fare un altro mestiere. Ma soprattutto perché io non voglio essere complice di quelli lì.

Ieri abbiamo avuto la dimostrazione di ciò che abbiamo sempre pensato, ovvero che le sfide tra destra e sinistra sono una farsa.

Ieri addirittura dopo l’elezione bis di napolitano abbiamo anche sentito temi di comunicazione congiunta:
– l’elezione di napolitano é una grande pagina di democrazia
– grillo é un fascista
– il popolo della rete non può rappresentare tutto il paese

Monti é andato anche oltre, dicendo che i partiti non devono piegarsi alle piazze.

Vogliamo mettere insieme i pezzi?

Per la prima volta in quasi 70 anni non abbiamo saputo eleggere un presidente. Pur di non eleggere un candidato poco “governabile” (rodotà), uno che in carriere ha mandato a quel paese il suo partito, abbiamo preferito un uomo che nel dicembre 2011 anziché indire elezioni immediate ha scelto di nominare primo ministro uno che nessuno aveva votato e che dopo aver governato di voti ne ha presi meno di me alle elezioni del condominio.

Ma attenzione, se avessimo votato a inizio 2012, Berlusconi sarebbe stato sotterrato dal PD che avrebbe governato agevolmente.

Invece, per inspiegabili ragioni, si é permesso a Berlusconi di rimontare e a grillo di crescere così tanto da rendere di fatto il paese ingovernabile.

Tradotto: oggi siamo nella merda perché quello che oggi viene rieletto come salvatore della patria ha calpestato il più semplice ed elementare dei diritti democratici, quello di voto.

Adesso, un inciuccio clamoroso ci viene fatto passare per un atto di democrazia, con l’ onorevole Franceschini che chiede agli italiani di alzarsi in piedi davanti a cosi grande senso di responsabilità.

Se poi lo vedono al ristorante e lo insultano, non si meravigli, anche lui insulta la nostra intelligenza.

Ho una certezza: la rielezione di napolitano ha il solo scopo di non portarci al voto subito, un’altra volta.

Altro tema: grillo é un fascista. Un po’ stucchevole, ma da noi funziona così. Puoi dire quello che vuoi, sempre che tu la pensi come me. grillo ha toni che ha volte non mi piacciono, alcuni argomenti che non condivido, ma chiamarlo fascista é una mistificazione grave della realtà.

E poi, onestamente, il PdL che urla al fascismo per una manifestazione quando i suoi deputati hanno manifestato dentro un tribunale per intimidire i giudici ha qualcosa di ridicolo. O forse imbarazzante.

E infine il nuovo mantra: la rete non rappresenta tutto il paese. Niente di più vero, solo il 50% é connesso, di cui una percentuale bassissima in alta velocità.

Abbiamo una delle peggiori reti in Europa e la velocità media di navigazione inferiore a quella di alcuni paesi del terzo mondo.

Chiediamoci perché. Il nostro paese non ha fatto nulla per abbattere il digital divide. Abbiamo a milano una velocità media 50 volte -cinquanta- inferiore a quella di san Francisco.

Chiediamoci perché. La rete non si controlla,  il tg1 sì. Vero, la rete non rappresenta tutti, ma quelli che la frequentano non hanno vincoli nell’informazione, sono collegati tra loro, sono meno fedeli ai partiti, più inclini a cambiare voto. Una maledizione.

Quale cosa migliore se non dire a quelli che non sono collegati che il popolo di internet é il male, nella migliore delle ipotesi una minoranza.

Ieri sera un sondaggio di LA7 ha raccolto il 77% dei voti contrari alla rielezione di napolitano. Avranno chiamato casualmente solo grillini?!?

La politica non solo ignora ma con arroganza ci chiede di alzarci in piedi per applaudire.

Non esagerate, perché a tutto c’è un limite, che ormai é molto vicino, sempre che non lo abbiamo già superato.

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Almeno quello. Pare sia l’ultima cosa che ci rimane, non portatecelo via. Parlo del sole che al 9 di aprile, circa venti giorni dopo l’inizio ufficiale della primavera pare non avere alcuna intenzione di tornare tra noi.

Eravamo il paese dei santi e dei navigatori, dell’arte e del sole. Caspita, non é rimasto più niente.

I santi forse li avevamo per qualche forma pregressa di clientelismo o di nepotismo. Qualche potente signore del passato deve aver pensato di poter sistemare in cielo i parenti che sulla terra magari faticavano un po’.

I navigatori erano gli antesignani di quelli con la valigia di cartone. Non potendo godere dei mirabolanti servizi di Alitalia si arrangiavano con quello che trovavano, quando andava bene erano la Nina, la Pinta e la Santa Maria, che tutto sommato andavano meglio del Titanic.

Non importa se partivano per l’India e finivano in America, non siamo mai stati tanto bravi nel tracciare la rotta del nostro futuro.

Per altro pare che pure i gommoni della Libia partano convinti di andare in America, poi arrivano a Lampedusa e si incazzano. Un po’ la versione triste di quelli che vengono lasciati senza aereo alle Canarie.

Ma questa e un’altra storia. L’arte, non divaghiamo

L’arte non la facciamo più. Basta vedere la statua dedicata a Giovanni Paolo II impiantata a Roma per capire che anche per su tema abbiamo perso il treno, o forse la bussola.

Ci restava il sole. E uso il passato perché sembra che nemmeno lui voglio venire più in questo paese disastrato. E senza il sole in una giornata di aprile, il nostro paese e all’improvviso é grigio e triste, un po’ come noi in questo periodo della nostra vita.

Almeno quello ridatecelo. Possiamo rinunciare a tutto, ma non alla tintarella.

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Pensavo che le elezioni di qualche settimana fa potessero portare un po’ di novità nel mondo politico italiano. Pensavo. Sono bastati pochi giorni per rendersi conto che la storia è sempre la stessa.

Nemmeno la presenza di Beppe grillo con il 25% dei voti è utile a far ragionare una classe politica che ormai credo sia uno dei peggiori problemi del paese. Certo, oltre politici ci sono anche i cittadini a rappresentare un problema non indifferente: abbiamo una mentalità, delle abitudini e un’inclinazione alla furbizia che credo siano nel lungo periodo una specie di suicidio assistito.

In questi giorni, però, secondo me abbiamo visto una pagina particolarmente brutta di democrazia. Io non vota il Pdl, nemmeno il pd per sgomprare il campo da pensieri che mi fanno spavento nemmeno la lega, ovviamente.

Ho però ben chiaro il risultato delle elezioni: il partito democratico ha vinto di un soffio una tornata elettorale, che forse senza la neve e con tutti gli anziani al voto sarebbe andata anche diversamente.

Significa che gli elettori sono essenzialmente spaccati a metà tra centrodestra e centrosinistra con i Grillini a rappresentare il voto alternativo.

Nella democrazia che io ho in testa con un equilibrio così evidente tra i voti espressi dai cittadini le istituzioni democratiche dovrebbero avere i rappresentanti di tutte le parti. Ecco perché avrei dato un presidente di camera al PDL e uno ai grillini, con il presidente della repubblica riservato alla forza principale alle urne, ovvero il PD.

Credo sia così che funziona la democrazia, tenendo conto del parere di chi vota. Invece la prospettiva è quella di un’occupazione militare delle poltrone,  che a me suona come una dimostrazione di forza di un’arroganza pazzesca. Pensate solo a cosa sarebbe successo, se fosse successo il contrario. Da osservatore “esterno” faccio notare che alle precedenti elezioni la destra ha stravinto, se non ricordo male 62 a 32, ma un presidente della repubblica di centro sinistra c’è. Certo, eletto prima, ma c’è.

E come al solito, in mezzo a tutto questo restiamo noi, perché se la situazione dovesse peggiorare, a pagare saremmo sempre noi.

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Guardate quello che io considero un documento veramente straordinario. Questo è il tabellino di un incontro di calcio di Serie C, quella che oggi dobbiamo chiamare la Lega Pro. Questo è il terzo livello del campionato di calcio italiano e ci sono 208 spettatori. Voglio vedere se qualcuno é in grado ancora di contestare il fatto che in Italia il calcio sia un grande bluff. Però a pensarci viene davvero un po di tristezza.

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In questi giorni molto intensi, fatico a tenere il ritmo di tutti i sistemi di comunicazione. Ho un miliardo di spunti dalla vita quotidiana, dalle cose che leggo e che vedo, ma poi finisco con il lasciar cadere il 95% dei temi, prima di tutto perché spesso sono un po’ lamentosi e non mi piace tanto un modo pieno di recriminazione e di polemica.

A volte, purtroppo, è inevitabile, ma sono fermamente convinto che dovremmo lamentarci di meno e lavorare di più, nel senso di cercare di “fare cose”, anzichè spendere il nostro tempo a lamentarci della nostra misera vita.

La mia tanto misera non è, sono un ragazzo fortunato. A parte il nano che mette la mia schiena a dura prova, devo dire che il momento non è assolutamente negativo, anzi. Dovrei solo trovare una tecnologia da infilare nelle scarpe del nanetto per proiettarlo verso l’alto tutte le volte che vuole “venire in braccio”.  Ogni sollevamento del bombolino è davvero un dramma, ma come si fa a dire di no a quelle braccine proiettate verso l’alto?!?

Sto cercando di fare un countdown al giorno in cui andremo a vedere la prima partita insieme, ancora però pare che l’obiettivo sia molto lontano: sto anche cercando dei trattati di psicologia infantile per capire come evitare il dramma del tifo per la squadra sbagliata. E se poi mi confonde i colori e diventa interista?!? Non ci voglio nemmeno pensare.

Ieri ho ingaggiato una battaglia via twitter con David Sassoli, ex giornalista del TG1, che dopo una vita di imparzialità si è candidato per il centro sinistra. badate bene, io quelli lì, che il giorno prima fanno i santi super partes in tv e il giorno dopo si schierano da una parte o dall’altra li schifo un po’ tutti, che vadano a destra, al centro e pure a sinistra, ma è posizione del tutto personale.

E quelli che mi fanno ancora più specie sono quelli che poi, fallito il tentativo politico, tornano indietro, fingendo che non sia successo niente, rivestendo i panni dell’imparzialità. Faccio un nome e cognome: Lilly Gruber. David Sassoli  non è ancora tornato indietro, ma è solo questione di tempo; ieri, dopo lo scoppolone elettorale del suo partito di settimana scorsa, twittava qualcosa contro Berlusconi, non so nemmeno cosa perché non era molto rilevante.

Ho risposto con un mio tweet: ma ancora?!? ma basta con questi temi, pare che non premino molto!!!!

E lui mi ha risposto che il tema è vivo perché abbiamo buttato via dei soldi per colpa di Berlusconi. Niente, non c’è niente da fare. Sono irrecuperabili. Sono senza speranza. Ha ragione Grillo, sono morti che parlano, il punto è che non lo sanno.

Hanno praticamente perso le elezioni, perché hanno più voti degli altri  ma non hanno i numeri per fare un governo, ma anzichè interrogarsi sul perché continuano sui temi che li ha portati al fallimento elettorale di soli 7 giorni fa.

Ma cosa ci vuole perché capiscano? Ditecelo in che modo ve lo dobbiamo spiegare e noi faremo il possibile, ma non scendete sotto un certo limite, perché i nostri neuroni hanno un limite di decenza. E mentre i Sassoli del mondo insultano ancora Berlusconi, che è un po’ come insistere a parlare del rigore di Baggio del 94 oggi che siamo nel 2013, Grillo avanza inesorabile.

Che sia un bene non ne sono sicurissimo, ma sicuramente sta scardinando un sistema che altrimenti sarebbe immobile al tempo dell’ultimo dopoguerra.

E la reazione del sistema qual’è?!? La più banale del pianeta, lo sputtanamento del grillino. Avete visto come ha cominciato a muoversi la macchina?!? Quel grillino là non sa nemmeno dove sia il senato, quell’altra non sapeva quanti sono i senatori, prepariamoci a leggere di tutto e di più.

Perché questo è il modo di affrontare le questioni in Italia. Se non posso battere il nemico, posso sempre sputtanarlo. Faccio titoloni pazzeschi, lo derido e poi vediamo come va. La verità è aspetto secondario, tanto se poi devo rettificare lo faccio in un angolino in basso sull’ultima pagina.

E ne vedremo delle belle, perché i grillini hanno un peccato mortale: la lesa maestà dei signori giornalisti, che offesi del fatto che non vadano a prostrarsi nelle redazioni stanno preparando la loro vendetta. Che secondo me porta ancora più consensi ai grillini maltrattati, ma dubito che i “vecchi” se ne accorgano. Bontà loro.

Come sono finito dal mio mal di schiena ai grillini maltrattati?!? Questo ormai non è un blog, è un minestrone.

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