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La mia citta’ e’ meravigliosa

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Quando ci vuole, ci vuole. Dobbiamo dire grazie a chi ha idee di questo tipo, perchè uno scorcio meraviglioso di Italia per due settimane sarà ancora più bello, grazie a questo giardino urbano che sarà installato fino al 16 settembre. Lo avevo scritto anche lo scorso, ma questa volta il lavoro è ancora più bello e la piazza ancora più affascinante.

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E vista dall’alto la piazza è ancora più bella. Per altro, si vede anche dalle persone presenti che il pubblico ha apprezzato chiaramente l’iniziativa; tenete conto del fatto che questa foto è stata scattata dopo le 18, quando la città cominciava un po’ a svuotarsi. L’iniziativa della città con un giardino “temporaneo” è inserita nel contesto di alcuni incontri sul tema del verde nelle città, viene ripetuto per la seconda volta e merita davvvero applausi. Certo, si parte da una base di tutto rispetto, perché guardandosi in giro ci sono degli scorci  semplicemente stupendi.

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Mi piace la mia città quando offre spunti interessanti come questo; c’è da dire che in città in questi giorni c’è anche un’installazione di arte contemporanea che dà la possibilità di visitare una delle cannoniere sulle mura che di solito non si può vedere. C’è una cannoniera ristrutturata, ma quella in cui c’è l’installazione non è tra quelle visitabili regolarmente.

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Dal pomeriggio, torno alla mattina della domenica, per mostrare quanta gente ha apprezzato l’iniziativa, che per altro prosegue quest’anno in un altro punto della città dove è aperto un mercatino biologico.

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Il piccolo negozio a kilometro zero è piazzato in uno dei punti più affascinanti della città vecchia, ovvero presso l’antico lavatoio, che da solo rappresenta un capolavoro. Così allestito è ancora più affascinante.

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Non c’è nulla da dire, bene, bravi, bis. Questo evento è davvero stupendo.

 

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Signor Sindaco, avrei una domanda

Scusate, voi che leggete da città diverse dalla mia, ma non riesco ad ignorare ciò che ho letto ieri sul quotidiano di bergamo. In pochi mesi, la mia città  ha distribuito 20.000 multe a coloro che sono entrati in città alta, passando dai varchi elettronici. Un numero impressionante nell’insieme, che “spacchettato” porta ad una cifra di circa 150 auto al giorno.

In aggiunta a tutto questo, arriva la notizia quasi buffa che così tante multe impongono spese più alte e quindi le spese di riscossione salgono a 13 euro per multa. Una cifra quasi imbarazzante. Ma l’economia di scala a rovescio mi fa abbastanza sorridere: in tutte le attività del mondo, se aumentano i volumi i costi “per pezzo” diminuiscono. Ma sappiamo che Bergamo è originale e quindi le leggi economiche vengono sovvertite. E quindi, con buona pace di chi viene a visitare la nostra città, ci sarà una sovrattassa di 13 euro a tutte le multe spedite. Perché la quota di riscossione non è uguale per tutti? Intendo perché le città di Italia non hanno tutte la stessa cifra imposta per la riscossione delle multe? Non voglio sapere la risposta, potrei trasformarmi in un serial killer e poi ricevere una multa. (con sovrapprezzo).

Ma torno al titolo. Signor Sindaco, avrei una domanda: a cosa servono le telecamere? A fare cassa o a ridurre il traffico in città alta? Se l’obiettivo è il primo, ce lo ricorderemo quando andremo a votare, se l’obiettivo è il secondo, l’esperimento direi che è fallito. Perché le macchine multate, in città alta ci entrano comunque e 150 auto in quella zona così ristretta (come quella controllata dalle telecamere) fanno la differenza.

Non sarebbe il caso di mettere un presidio di vigili? Non sarebbe il caso di rendere più visibile l’area ristretta? Io detesto questo modo di amministrare la città. Perché i cittadini vanno aiutati, non puniti. A Bisceglie la settimana scorsa ho scoperto che se non si mettono “i grattini” della sosta, viene messa una piccola multa che corrisponde al valore dell’ora di parcheggio moltiplicata per le ore trascorse dall’inizio del periodo a pagamento. (traduco: se la multa viene fatta alle 11 del mattino e si paga dalle 7, la multa è 60 cent per 4 ore, 2.40 euro). La multa va pagata entro due giorni, dopo di che scatta la multa per divieto di sosta. A me pare civile. A rischio di furbetti, ma civile.

In un paese in cui tra imu, irpef, tric e trac e bombe a mano paghiamo il 60% dei nostri emolumenti in tasse, mi aspetto che lo stato (a cui le mie tasse io verso) mi restituisca il favore aiutandomi, non prendendomi per il culo con gli ausiliari nascosti dietro le piante. E se proprio ci devono essere gli ausiliari, mi aspetto che al parcometro io riesca a pagare facilmente, non con le monetine contate. Invece no: parcometri che prendono solo le monetine, non accettano nè contanti nè pagamenti elettronici.

Vorresti pagare, arrivi senza moneta, decidi di rischiare, ma c’è l’ausiliario appollaiato sull’albero dietro l’angolo. mi viene quasi il dubbio che rendere difficile il pagamento sia una strategia per aumentare le multe.

Io glielo dico, Signor Sindaco, prima o poi qualcuno si incazza. Poi non mi dica che non l’avevo avvisata. 🙂

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Cominciamo bene

Ieri al primo giorno di lavoro mi è subito montato un giramento di maroni che rischiava di farmi sollevare da terra. Ho la ormai totale certezza che la crisi di questo paese sia accentuata dalla conclamata e certificata incapacità di lavorare che ormai ci ha colpito come un virus mortale.

Lavoro in un settore in cui la soluzione dei problemi pare sia svaccare. E possibilmente sputtanare i competitors. Peccato che la cosa si traduca nel medio periodo in una debolezza generale di comparto che non aiuta nessuno. E io mi incazzo.

In 25 anni, nessuno mi ha mai sentito sputtanare un competitor. Posso in alcuni casi spiegare quali sono le differenze e perché con determinati obiettivi in programma l’investimento su un mezzo sia più efficace rispetto ad un altro, ma mai e poi mai il metodo di trattativa è stato “scegli me perché quelli lì fanno cagare”. A quanto pare, invece, il mercato è inquinato da soggetti che non avendo alcuna freccia da scoccare, hanno come unico argomento la demolizione della concorrenza. In bocca al lupo.

Evito poi la tematica: “ma come? quelli là vengono gratis…” Appena divento presidente del consiglio plenipotenziario e con tutte le deleghe previste dalla legge, promulgo una legge per dare dieci anni di galera a chi lavora gratis e quindi sputtana il valore del lavoro altrui. E’ la seconda tematica apparsa ieri, in modo ancora più prepotente rispetto al passato.

Forse ieri, complice il clima mezzo vacanziero, non avevo ancora elmo e giubbotto antiproiettile. Oggi però li ho indossati. Siete avvisati.

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Finalmente a casa

Dopo un viaggio al limite dell’allucinante sono finalmente a casa.

Sono partito ieri alle 11 da Trani, ho lasciato il nanetto e la sua mamma all’aeroporto di Bari e sono partito alla volta di Bergamo.
Il viaggio fino a Pescara si è svolto senza alcun tipo di difficoltà, poi il buio, per cui ho lasciato autostrada e fatto pausa con amici; in tarda serata ho ripreso il viaggio fino a Cesena, stamani prestissimo ho terminato il pellegrinaggio con l’ultimo tratto di quasi 300 km. Come dire, mai più di sabato, mai più in queste date.

Ho quanto meno scoperto un nuovo strumento eccezionale: il google navigator. E’ gratis ed è a bordo di tutti i prodotti di casa android, con un pezzo da 90: le informazioni sul traffico che sono incredibilmente puntuali. Impossibile farsi sorprendere dalle code con uno strumento così. io ieri, in pratica, non mi sono fermato nemmeno un secondo. ho evitato le code con soste strategiche: i vecchi tempi dei blackout con informazioni frammentarie e imprecise sono finiti. O quasi.

E poi ho davvero incamerato certezza che le ferie con un bambino piccolo vanno pensate solo ed esclusivamente per il suo benessere, che poi si riflette nella serenità dei genitori. Bella scoperta, noi l’abbiamo fatta dopo due giorni di Salento, posto del tutto inadatto alla presenza dei bambini. Non vi nascondo che quest’anno il Salento mi ha un po’ deluso, mentre ho amato ogni angolo della zona “B-A-T”, Barletta, Andria, Trani, a parte uno dei capoluoghi di cui ho diffusamente scritto.

Una splendida sorpresa Giovinazzo, bellissima Bisceglie nella parte vecchia, un vero capolavoro Trani, una perla che forse non abbiamo valorizzato a sufficienza. Quanto è bella?!? Semplicemente stupenda.

Ora sono a casa, carico come una molla per una nuova stagione, che secondo me si prevede durissima su mille fronti, ma affiliamo le armi per prepararci alla battaglia!

Bentornati a tutti quelli che sono andati via, ben trovati a quelli che non si sono mossi. Io per non perdere le buone abitudini, tra poco vado allo stadio! 🙂

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Barletta, cosa ti hanno fatto?

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Immagino, ma é solo supposizione, che ai tempi della disfida qui ci fosse qualcosa di meglio per cui combattere.

Dopo un viaggio in luoghi incantevoli, quali Lecce, Ostuni, Cisternino, il Salento in generale, ecco Barletta.

Sarebbe curioso sapere come si è riusciti a far crescere una città tanto brutta. E non ci sono se oppure ma, si tratta semplicemente di una città orribile. Il centro offre una castello Svevo e una cattedrale molto belli ma per il resto è buio fondo.

La cosa strana è che a pochi kilometri da qui si trova Trani chi invece è un piccolo capolavoro. Quello che mi chiedevo in questi giorni vedendo delle città di aspetto abbastanza discutibile é dove e quando ci siamo persi.

E mi faccio questa domanda perché se guardiamo quello che il passato ha costruito in queste zone ci sono delle testimonianze semplicemente meravigliose di cultura, di capacità di esprimere il bello, di voglia di poter tramandare ai posteri esempi di architettura straordinari.

Dove però il passato si ferma e arriva il presente ciò che appare agli occhi è semplicemente orrendo. Perché?

Non mi si venga a dire che è solo questione di nord e sud perché se guardiamo bene anche le città del Nord abbiamo degli esempi di bruttura semplicemente eclatanti: Alcuni quartieri recenti a Milano, ma anche a Bergamo, piuttosto che a Brescia sono dei pugni negli occhi di una certa violenza.

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La qualcosa però non risponde alla domanda: quando ci siamo persi?

Sento dire in continuazione: siamo un paese che può vivere di turismo! Ma ne siamo sicuri? Correggerei l’affermazione con una più precisa: siamo un paese con le doti naturali che ci dovrebbero permettere di vivere (e alla grande) di turismo, ma stiamo rovinando praticamente tutto. Siamo ancora in tempo per salvare la situazione?

Non ho la risposta, cerco qualcuno che me la trovi.

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Lo stato e i matrimoni

Lo stato si é accorto che a volte quando ci si sposa si pagano servizi in nero.

Per questo motivo le ragioni hanno mandato un questionario a chi si é sposato negli ultimi 5 anni chiedendo informazioni su chi ha fornito i vari servizi.

I primi dati dicono che molti non si ricordano chi hanno sposato ma il conte del ristorante é ben stampato nella memoria. 🙂