Proprio oggi mi diceva Shaggy che se avesse un dollaro per ogni volta che gli hanno detto Boombastic! Fantastic! oppure la frase Mister Lova Lova sarebbe probabilmente un uomo ricchissimo.

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Alla scadenza dei 50 anni arriva la necessità di rinfrescare qualcosa nella propria vita.

C”è chi sceglie di abbandonare tutto e raggiungere una capanna su un’isola remota, chi invece abbandona solo la moglie a favore di una più giovane con origine remota, il terzo ed ultimo stadio è il rinnovo della propria attività professionale o di parte di essa.

Escludendo tutte le opzioni precedenti, ho optato per abbracciare un cambio di logo della radio per cui ho il piacere di lavorare.

Quello nuovo mi piace molto: è elegante, dinamico, contiene un elemento grafico che può diventare una realtà che vive di luce propria.

Ma soprattutto rispecchia lo spirito di una radio che non smette mai di trasformarsi.

Piace anche a voi?

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Guardate questo video e poi fatemi sapere se non vi viene da piangere, pensando a come trattiamo noi la musica di solito. Certo, ci vogliono le dovute proporzioni: il Super Bowl è uno dei più grandi eventi televisivi mondiali, è uno degli eventi con la più elevata raccolta pubblicitaria nel mondo, i budget disponibili sono semplicemente infiniti, ma…

Noi lo sapremmo fare a parità di mezzi?

© foto di copertina by Getty Images

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Non so se si possa pensare ad una nuova teoria tipo quella Murphy, ma sto prendendo in seria considerazione la legge del Festival quella per cui mi ammalo sistematicamente in prossimità dell’evento.

Qualcuno potrebbe chiedere: perché il tuo corpo reagisce così? Cosa ti sta dicendo? Se avessi già sentito tutte le canzoni di Sanremo, potrei pensare ad un effetto collaterale della musica festivaliera, ma ho ascoltato solo una parte dei brani in gara e non mi parevano così strazianti.

Giovedì sono sceso dall’aereo in Germania e ho avvertito un leggero brivido, la visita alla farmacia mi ha messo in condizione di sapere che quel brivido era febbre a 38, che la sera stessa era salita a 40.

Sono tornato a casa, ho cominciato a prendere farmaci di ogni tipo ma ad oggi sono ancora modello straccetto prima di aprire il bidone dell’immondizia per buttarlo via.

Confido in recupero miracoloso e conto domani di essere diretto a Sanremo come se nulla fosse, ma se poi le canzoni mi facessero male?!? 😁😁

Odio le ricadute….

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Ve ne ho già parlato, ma torno a farlo ora che l’operazione si è conclusa con il risultato finale della raccolta: quest’anno la nostra azione di beneficienza “Benson & Viscardi all’asta” ci ha dato un sacco di soddisfazioni.

Quella che abbiamo vissuto in queste settimane è la radio che ci piace, è quella che rappresenta perfettamente la sintesi dei miei pensieri: uno svago leggero in grado di stimolare pensieri ed azioni.

Parto da un dato: la raccolta che abbiamo attivato con il nostro gioco di metterci all’asta ha generato 8.745,32 euro.

Ci tengo particolarmente a sottolineare quei 32 centesimi che potrebbero fare la differenza! 🙂

Al netto della mia stupidità, abbiamo più che triplicato la raccolta rispetto alla prima edizione, quadruplicato rispetto a quella di un anno fa.

Il mio primo grazie va a LAB42 e a Satispay. Queste due aziende hanno offerto 3 mila euro l’una e a loro si è aggiunta la sensibilità degli ascoltatori della radio, che ci hanno permesso di raccogliere ulteriori 3.000 euro, più o meno.

La giornata ieri era cominciata così, con due tiri a Ping Pong dentro i divertentissimi uffici di Satispay dove abbiamo vissuto l’atto conclusivo della nostra maratona.

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Benson vs Viscardi

Dopo aver stracciato Grant abbiamo avviato la diretta e presentato la realtà di Satispay, un sistema di pagamento mobile, che permette di trasferire denaro come se si spedisse un sms.

Abbiamo conosciuto alcuni dei componenti del team, tra cui James, proveniente dall’Australia e residente a Como ma impiegato a Milano.

Benson & Viscardi con James Kenneally

Benson & Viscardi con James Kenneally

Una delle tante storie curiose legate al mondo di Satispay, ma il dettaglio più curioso di tutti è stato la somma raccolta.

Sono contento: abbiamo messo a disposizione la nostra passione, il nostro lavoro, per aiutare una struttura, il Centro Maria Letizia Verga, che è un esempio straordinario di dove possano arrivare  dedizione e determinazione. Si cura la leucemia infantile, si studiano i protocolli più avanzati, si supportano le famiglie.

Sono affascinato da chi lavora “Per gli altri”, a volte quasi in soggezione, perché mi sembra che tutto ciò che faccio al confronto sia inutile. Ma quando si raggiungono obiettivi come questo mi piace la sensazione di essere parte di una grande impresa.

La nostra cifra è poca cosa rispetto a ciò di cui il Centro ha annualmente bisogno, quasi una goccia rispetto al fiume di denaro che è necessario per gestirlo.

Ma è la nostra goccia, il nostro contributo per salvare quel bambino in più. Dateci dentro.

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Questa sera il 2016 é arrivato portandomi i suoi saluti fino a Genova, dove ci ha accolti una piazza festante davvero stupenda!

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Un sacco di gente ha festeggiato con noi il nuovo anno!

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Capodanno del secolo - Genova

Bello, bellissimo, non poteva cominciare meglio e  c’era anche un pezzo di blog!

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Il porto antico

Un capodanno dell’altro mondo, anzi, spaziale!

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Androide a capodanno

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