Questa sera il 2016 é arrivato portandomi i suoi saluti fino a Genova, dove ci ha accolti una piazza festante davvero stupenda!

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Un sacco di gente ha festeggiato con noi il nuovo anno!

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Capodanno del secolo - Genova

Bello, bellissimo, non poteva cominciare meglio e  c’era anche un pezzo di blog!

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Il porto antico

Un capodanno dell’altro mondo, anzi, spaziale!

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Androide a capodanno

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Quasi non ci credo, ma devo raccontarvi quello che é capitato in questi giorni.

Il 24 novembre, come scritto durante lo scorso weekend, abbiamo avviato la nostra ormai abituale asta di beneficenza, un meccanismo per cui mettiamo “in vendita” una puntata del nostro programma al migliore offerente, il tutto per raccogliere fondi per il Comitato Maria Letizia Verga di Monza, impegnato nella cura e nella ricerca sulla leucemia infantile.

Nel weekend, un colpo di scena: dopo qualche giorno di sonnolenza, scatta una corsa al rialzo. 2.100 – 2.200 – 2.500 – 2.800, in una rapida sequenza di rilanci.

Un’azienda italiana mi aveva contattato in settimana, segnalando la voglia di aderire. É una giovane startup tecnologica, Satispay, che opera nel campo della transazioni monetarie elettroniche. 

Consiglio di fare la propria offerta su eBay, ringrazio e sono contento della sensibilità manifestata.

Martdi si chiude l’asta e quando il Comitato mi comunica il nome del vincitore, mi accorgo che é diverso: l’offerta più alta, 3.010 euro arriva da LAB 42, azienda lombarda che si occupa di chirurgia estetica. Immediatamente dopo c’è l’offerta di Satispay, che é di 3.000 euro.

É a quel punto che mi viene l’idea: e se prendessimo entrambi le offerte, facendo due dirette?!?

Ecco quello che faremo!!! Portiamo a casa tutto! Prima però devo chiedere al “vincitore” se é d’accordo. Chiamo il contatto ricevuto e dall’altra parte trovo Patrizio, che mi conferma l’entusiasmo suo e della famiglia per la nostra iniziativa, ma anche la disponibilità a condividere la gloria con l’autore della seconda offerta.

17 dicembre, saremo a Verona, per la diretta dalla sede scaligera di LAB 42, mentre il giorno 18 dicembre saremo a Milano presso Satispay.

Ma non solo: il 18 dicembre, in contemporanea, faremo anche una grande festa dedicata ai bimbi del centro.

Ho aperto l’agenda e on ho lasciato scampo: Claudio Chiari e Chiara De Pisa saranno a Monza presso il centro Maria Letizia Verga e porteranno i regali che molti nostri sponsor/amici hanno messo a disposizione. 

Quali non ve lo svelo adesso, ci sarà il tempo per farlo, ma é fantastico vedere come tutti siano attivi per aiutarci.

E non finisce qui: Satispay ci fa un regalo ulteriore semplicemente incredibile. Da domani ci mette a disposizione la sua piattaforma, attraverso il nostro sito, per raccogliere le donazioni più piccole, il cosiddetto crowdfounding, raddoppiando le offerte dei nostri ascoltatori.

Spiego meglio: a tempo di record oggi stiamo allestendo una pagina che permetterà di donare 1, 5, 10, 15 o 20 euro. Per ogni donazione fatta, verrà aggiunta una cifra identica. Tu doni un euro? Satispay ne aggiunge un altro. Tu doni 20 euro? Satispay ne aggiunge 20,  fino a 100.000 euro.

Ho detto 100.000. Basterà andare sul sito, inserire la cifra che si vuole donare e mettere il proprio numero di telefono.

Quindi arriveranno le istruzioni per installare Satispay, che é una figata pazzesca.

Non so quanto raccoglieremo, ma partiamo da 6.000 euro, tre volte quello che abbiamo raccolto lo scorso anno.

E il meglio deve ancora venire. 

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Oggi esce in tutto il mondo il singolo di Adele, il titolo è così semplice da essere bello: Hello. Ecco il video. Altra storia di amori andati male, le Bridget Jones del mondo stanno già piangendo. Ma il pezzo è una bomba atomica.

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Ai VMAs, i Video Music Awards americani ieri è probabilmente nata una stella. Si chiama Tori Kelly, è giovanissima e ha presentato un pezzo che è scritto per diventare un successo, “should’ve been us”.

Ieri sera ha raccolto il maggior numero di “spazzamare” dell’evento; nessun altro artista è stato cercato quanto lei.

Ma provate a sentire la perfomance qui sotto fatta qualche mese fa in tv.

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A chi raccontiamo delle donnine adesso?!? Nel mio primo giorno di vacanza leggo una notizia tristissima, quella della scomparsa di Tommy, che era un appassionato di montagna, era un ragazzone di più di 40 anni, ma per me era soprattutto uno degli ascoltatori più accaniti del programma che conduco su Radio Number One con Grant Benson.

Ogni giorno sono più di 100.000 le persone che scelgono di ascoltare le nostre stupidate, ma tra questa moltitudine ci sono alcuni “amici” che diventano parte della famiglia: Tommy era uno di loro.

Non ricordo un giorno degli ultimi anni senza qualche suo messaggio per dirci dove fosse e cosa stesse facendo, ma soprattutto per spronarci ad evitare argomenti pesanti e ad approfondire quelli più divertenti, con il nostro tema preferito: le donnine!

Che poi non era niente di pruriginoso ma solo lo stimolo a trasmettere allegria e non storie angosciose e angoscianti.

Che poi é quello che lui faceva con noi, trasmettere un sacco di allegria e di positività. 

E  la cosa curiosa é che non ci siamo mai visti, mai incontrati, eppure Tommy era uno di noi.

É a lui che devo scrivere un messaggio io adesso.

Il suono della radio ha la magia di arrivare nei posti più lontani, quelle onde vagano ovunque, chissà magari arrivano anche da te.

Noi, per non sbagliare, continueremo a parlare del tuo argomento preferito, come se fossi sempre lì, ma quei messaggi pieni di allegria ci mancheranno un sacco.

Il nostro mestiere ha un senso quando c’è chi lo apprezza come hai sempre fatto tu.

It’s all about the listener, it’s all about you. 

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Ieri sera, a più di sette anni dall’ultimo surreale appuntamento, quando ne facemmo il funerale ubriacandoci al bar Bianco, grazie alla precisione e organizzazione di Francesca e Michaela, il gruppo di lavoro di Play Radio si è ricostituito per una sera.

La cosa straordinaria da constatare in queste occasioni è come spesso le persone siano i custodi migliori di alcuni momenti della tua vita, professionale e non.

Cosa straordinaria è che non conservano i ricordi per quello che dicono o per quello che raccontano, ma per quello che sono.
Ieri dopo sette anni c’erano le persone che per due anni hanno condiviso con me un’avventura unica e irripetibile.

Dopo sette anni certi sorrisi, certe espressioni, certi modi di affrontare i discorsi erano esattamente quelli che per due anni sono stati il motore di una delle più belle espressioni radiofoniche degli ultimi anni del nostro paese.

Non importa come sia andata e non fa nulla se quella radio oggi non ci sia più: la cosa più bella, l’umanità che conteneva, noi l’abbiamo vissuta e la ricorderemo per sempre.

Le vite si incrociano, si toccano, si lasciano, ma la cosa bella é ritrovarle tutte sempre accese e sorridenti.

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