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Pranzo con atmosfera speciale

Se avete qualche ora di tempo, vi consiglio una gitarella qui.

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In realtà vi mostro in questa foto solo la parte più nascosta del Monastero di Astino, che é nella omonima valletta, di cui vi avevo già scritto nel giorno della sua inaugurazione, in una zona collocata alle porte della città di Bergamo.

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Una struttura di 750 anni fa che é tornata agli antichi fasti e che oggi é sede di una mostra di national geographic, che é una delle manifestazioni collaterali expo.

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Non tutta la struttura é agibile, ma nella zona già ristrutturata c’è anche una seconda mostra dedicata a Luigi Veronelli.

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Sotto la struttura, nelle vecchie cantine, trovate invece un presidio slow food che propone piatti, drink e anche gelato.

Prima della fine di Ezpo, prendetevi il tempo per una visita, ne sarete felici.

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storie

Ma come siamo messi?

Mattina. Ore 7.30. Esco di casa e faccio una pausa di circa tre minuti al bar che frequento di solito.

Un caffè d’orzo in tazza piccola. Entro, bevo il caffè ed esco. Tempo massimo circa 2.30 minuti, quando dilungo la pratica sono 3.

Per entrare al bar lascio l’auto in una vietta laterale, dove c’è l’ingresso posteriore del bar, parcheggiandola sui posti dedicati alle moto, circa 30, che a quell’ora sono TUTTI vuoti, non c’è nessuno, ma letteralmente.

Passano da quella via i  miei colleghi che vanno in garage e i dipendenti di una banca, nessun altro perché la strada è a fondo chiuso, termina con l’ingresso del garage di radio number one.

Esco dal bar e in prossimità della rastrelliera c’è una moto. La conosco, parcheggia lì tutte le mattine, di solito arriva quando io esco dal bar. E’ la prima.

La mia auto occupa circa 6/7 posti moto ne rimangono credo 20/25. Il motociclista ancora in sella alla modo solleva la visiera e mi dice: “oh, tu parcheggi lì tutte le mattine, questo è un posto per le moto”.

io, sereno, non rispondo e guardo alle sue spalle, dopo di che segnalo che ci sono circa 25 posti liberi, forse riesce a parcheggiare.

La risposta: “vai a cagare, coglione, se la trovo ancora lì te la rigo tutta, hai capito?”.

La replica, sorridendo. “Boh… Faccia lei… Sono assicurato per queste cose…”

Il tipo (avrà quasi 60 anni), muove la moto verso di me e dice “Spostati!”, io decido che non è il caso di prendersela per minchiate così e vado verso la mia auto per dirigermi verso il garage. Nel frattempo, alle nostre spalle, rimangono i 25 posti vuoti.

Perché cosa fa il centauro esaurito? Non la parcheggia lì e scende nel garage della banca.

Una volta mi  incazzavo, oggi provo profonda pena. Chi agisce così, deve vivere una vita di merda.

Pensando a quanto mi piaccia la mia, vado oltre. Ma la domanda su come siamo messi mi sorge comunque…

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Flames

Sono una cosa che odio. Le cosiddette “flames” sono gli scazzi su Twitter.

Oggi mio malgrado sono stato protagonista forse di uno dei pochi a cui ho preso parte con tale @moninamichele che il giorno prima, cioè ieri, ha scritto un articolo su Linus e i suoi post on line sui dati d’ascolto.

Sul tema Linus e sue posizioni circa l’indagine non entro perché sono questioni che non mi riguardano, ma quando ho letto la frase

 E figuriamoci se ha senso dare troppa attenzione, oggi, fine febbraio dell’anno del Signore 2015, al mondo delle radio

mi é venuti un travaso di bile, per cui ho scritto su Twitter che prima di scrivere cazzate, forse studierei meglio il mezzo radio.

Ne approfitto per dirlo anche a voi. Oggi i giornali vendono 4 milioni di copie in tutta Italia. Una miseria. Poi sapete come va, il giornale gira in famiglia, al bar e in ufficio e si applica un coefficiente (molto dubbio) di penetrazione per cui i lettori diventano 22.5 milioni.

Internet: raggiunge oggi un totale di circa il 55% della popolazione in costante crescita, ma audiweb  2014 ci dice che OGNI GIORNO coloro che navigano sono circa 21 milioni. 

Tenete bene a mente questi numeri.

La radio OGNI GIORNO, raggiunge circa il 63% della popolazione italiana, con 34 milioni (e mezzo) di utenti, che diventano circa l’83% della popolazione in una settimana. Nell’arco di sette giorni, circa otto italiani (e mezzo) su dieci ascolta la radio.

Nell’arco di sette giorni, 21 (VENTUNO) italiani su cento leggono un giornale.

Spotify fa nel mondo 15 milioni di utenti paganti, in totale 60 milioni. RTL 102.5 in Italia, fa 20 milioni di utenti in 7 giorni.

Questo non significa che la radio vada bene e internet vada male, come il presunto giornalista scrive (e dico presunto perché scrive cose non supportate dai dati di fatto), ma che nel 2015 ha senso parlare di radio, ha senso seguire ciò che la radio fa perché la ascoltano 8 italiani su 10 ogni settimana.

Ma é una delle tante cose sepolte, che vanno negate, che vanno piano piano smantellate, spesso per pura ignoranza (non conoscenza della cose).

Ho scritto questi numeri su Twitter e la risposta é stato un attacco personale:’sei vecchio, non ti ascolta nessuno, benvenuto nella rete.

Rispondo sottolineando che forse di rete qualche cosa ne so: 8 milioni di visualizzazioni su Facebook, 14000 followers su Twitter (venti volte quelli di chi mi dice che devo imparare a conoscere internet), un blog discretamente apprezzato proprio per parlare di tecnologia.

Non é una gara a chi ce l’ha più grosso, ma una spiegazione con i numeri, ancora una volta, che provano che qualche cosina mastico.

Risposta del @moninamichele? Vuoi fare a gara di curriculum con me? Ma… In realtà no, fuori é una bella giornata, c’è il sole, preferisco godermi quelli.

Ma funziona così. Quando presenti numeri, quando mostri la realtà per quello che é, la via di fuga é l’insulto, mai un’argomentazione per dire “no, guarda, i numeri non sono proprio quelli, ho informazioni diverse”

Ma la realtà é una sola, non ce ne possono essere mille. Oggi la radio cala, come tutti i mezzi tradizionali, ma lo fa molto meno di quanto accada a cinema, tv e giornali.

La tv in usa ha perso il 12% degli utenti tra 18 e 24 anni in sei mesi. La radio ha subito una flessione nell’ordine del 4% in un anno.

Ma anche con il calo, che nessuno nega, rimane un mezzo straordinario che raggiunge una percentuale elevatissima della popolazione italiana.

Ed é per il rispetto a chi la sceglie, a chi la ama e la segue che le  si dovrebbe dare un’attenzione maggiore, o quanto meno il peso che merita.

Odio i Flames, ma se dovete scrivere cazzate sulla radio preparate argomenti più seri e motivati del qualunquismo letto ieri sul fatto.

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Le diverse realtà

Non so voi, ma io comincio a pensare che esistano diverse realtà, in particolare quella raccontata dei mezzi di informazione e quella che poi si riscontra nella vita di tutti giorni.

Prendo lo spunto da una vicenda che interessa la mia città, Bergamo, dove da anni, non si ricorda più nemmeno quanti, ferrovie dello Stato sta lavorando per rinnovare la stazione.

Ma dovrei dire “ha lavorato”, perché ho letto sul giornale che gli interventi erano terminati e la stazione era stata consegnata alla città.

Ah. Ecco. Forse però abbiamo modi diversi di interpretare la parola “finita”.

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Non so voi, ma a casa mia quando i lavori sono “finiti” gli operai vanno via, i trabatelli sono smontati è tutto quanto é in perfetto ordine.

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Anche a Bergamo alla stazione funziona così, vero?!?

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Ero in leggero anticipo per il treno e ho fatto un giretto.

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In effetti di operai non se ne vedevano in giro, ma sulla definizione di “finito” nutro dubbi.

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Sono io il pazzo o la realtà é un po’ diversa da quella raccontata?!?

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Il pezzo forte, a due anni dall’inizio dei lavori, é l’insegna del bar.

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Oh ditemi quale é l’impresa, così sono sicuro di evitarla a casa mia! 🙂

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Noi andremmo, se non vi dispiace!

É giunto il tempo di dire ciao! Valigia chiusa, tutti con il costumino e si va al caldo!

Auguri a tutti per la befana. Non provate nemmeno a ricordarmi che tra qualche giorno invecchio!!!

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operazione mammo storie

un nuovo meraviglioso spot da Fisher Price

Girato la notte di capodanno, m o tato in 24 ore. Quale é il desiderio per tuo figlio?