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Street art in berghem!

Quando la Street art é scarabocchio non si sopporta.  Ma quando é creatività merita rispetto.

Questo é comparso ad un passo da casa mia,  speriamo che i miei poco progressisti vicini non preferiscano una mano di bianco.

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Un po’, ce lo meritiamo

Siamo, come è noto, il paese dei santi, dei poi metti, dei navigatori e secondo me anche quello dei lamentoni di professione.

Ogni occasione è buona per esprimere la nostra capacità migliore in assoluto, quella del lamento, quella per cui noi comunque una cosa l’avremmo fatta meglio di chi è preposto a farla.

Ma sia chiara una cosa, quando qualche cosa non funziona è sistematicamente colpa degli altri.

Ogni tanto mi sorge una domanda: ma se noi siamo tutti così bravi, così intelligenti, così coscienziosi, così attenti ai dettagli della vita, com’è che siamo in questo mare di merda?

La risposta è facile: colpa della politica!

Peccato che un signore che si chiama Churchill dicesse una cosa abbastanza curiosa: in democrazia è sempre colpa del popolo.

E guardando le immagini dell’altra sera di Armando Maradona allo stadio di Napoli, mi viene il dubbio che quel signore inglese che ha fatto la storia avesse vagamente ragione.

C’era un nanetto che si aggirava allo stadio, che avrebbe rubato allo Stato italiano circa 40 milioni di euro. Ovviamente gli innocentisti dicono che lui sia assolutamente estraneo e sia schiacciato dalla malefica giustizia italiana, che lo perseguita.

Di fatto, c’è un’altissima probabilità, non sto a spiegarvi i dettagli, che questa cosa sia comunque vera. Se anche i milioni fossero quattro, piuttosto che se la cifra fosse di 400.000, parliamo sempre di qualcuno che avrebbe tentato di rubare al fisco, quindi a noi.

E cosa fanno i derubati di fronte a colui che li ha scippati? Un tripudio e un tributo che nemmeno madre Teresa di Calcutta si sarebbe sognata se fosse entrata in quello stadio.

Se siamo disposti a trattare come eroi coloro che rubano al fisco, quindi a noi, forse, un po’, lo stato di sfacelo che ci circonda ce lo meritiamo.

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Ci credereste?!? Provano anche!!!

Ci credereste?!? Provano anche!!!

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La valigia sul letto

Siamo pronti! Anche quest’anno si va a a Sanremo! Devo dire che ormai nilla pizzi mi fa un baffo, nemmeno Pippo Baudo riesce a tenere il mio passo e il compianto Mike Bongiorno sembra un principiante!

Perché la prima volta che sono andato al festival era il 1988. Se i calcoli sono corretti, questo dovrebbe essere il mio 25º o 26º festival.

Per alcuni versi, è quasi un festival dei ritorni, perché con radio number one tornerò in vetrina, così come fatto per molti anni nella mia prima famiglia.

Grande ed io saremo infatti in collegamento diretto dalla vetrina di Celiò che è in via Matteotti a pochi passi dal casinò.

Vista l’età dei soggetti in vetrina, faremo una stagione speciale di sconti, se no chi volete che ci porti a casa? 🙂

Oltre al rientro in vetrina, c’è anche un altro gradito ritorno, quello all’hotel royal: saremo nello splendore barocco della suite che si chiama sissi da cui trasmetteremo tutte le interviste agli artisti del festival 2014.

Tra una vetrina e una suite, c’è il solito delirio di Sanremo, dove la settimana del festival si radunano nani, disc-jockey e ballerine.

Sarà una bella guerra capire quale delle tre razze sia la più strana!

Se qualcuno di voi passa a Sanremo, ovviamente è il benvenuto.

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C’era una volta la radio dei capelloni. Una volta.

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Voce del verbo high tech