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Finalmente a casa

Dopo un viaggio al limite dell’allucinante sono finalmente a casa.

Sono partito ieri alle 11 da Trani, ho lasciato il nanetto e la sua mamma all’aeroporto di Bari e sono partito alla volta di Bergamo.
Il viaggio fino a Pescara si è svolto senza alcun tipo di difficoltà, poi il buio, per cui ho lasciato autostrada e fatto pausa con amici; in tarda serata ho ripreso il viaggio fino a Cesena, stamani prestissimo ho terminato il pellegrinaggio con l’ultimo tratto di quasi 300 km. Come dire, mai più di sabato, mai più in queste date.

Ho quanto meno scoperto un nuovo strumento eccezionale: il google navigator. E’ gratis ed è a bordo di tutti i prodotti di casa android, con un pezzo da 90: le informazioni sul traffico che sono incredibilmente puntuali. Impossibile farsi sorprendere dalle code con uno strumento così. io ieri, in pratica, non mi sono fermato nemmeno un secondo. ho evitato le code con soste strategiche: i vecchi tempi dei blackout con informazioni frammentarie e imprecise sono finiti. O quasi.

E poi ho davvero incamerato certezza che le ferie con un bambino piccolo vanno pensate solo ed esclusivamente per il suo benessere, che poi si riflette nella serenità dei genitori. Bella scoperta, noi l’abbiamo fatta dopo due giorni di Salento, posto del tutto inadatto alla presenza dei bambini. Non vi nascondo che quest’anno il Salento mi ha un po’ deluso, mentre ho amato ogni angolo della zona “B-A-T”, Barletta, Andria, Trani, a parte uno dei capoluoghi di cui ho diffusamente scritto.

Una splendida sorpresa Giovinazzo, bellissima Bisceglie nella parte vecchia, un vero capolavoro Trani, una perla che forse non abbiamo valorizzato a sufficienza. Quanto è bella?!? Semplicemente stupenda.

Ora sono a casa, carico come una molla per una nuova stagione, che secondo me si prevede durissima su mille fronti, ma affiliamo le armi per prepararci alla battaglia!

Bentornati a tutti quelli che sono andati via, ben trovati a quelli che non si sono mossi. Io per non perdere le buone abitudini, tra poco vado allo stadio! 🙂

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Paese che vai, casa che trovi

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Bisceglie, vicino al lungomare.

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In mezzo alla strada appare questa sagoma. Sull’ingresso di casa questa scritta.

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Il mondo é più che vario.

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Barletta, cosa ti hanno fatto?

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Immagino, ma é solo supposizione, che ai tempi della disfida qui ci fosse qualcosa di meglio per cui combattere.

Dopo un viaggio in luoghi incantevoli, quali Lecce, Ostuni, Cisternino, il Salento in generale, ecco Barletta.

Sarebbe curioso sapere come si è riusciti a far crescere una città tanto brutta. E non ci sono se oppure ma, si tratta semplicemente di una città orribile. Il centro offre una castello Svevo e una cattedrale molto belli ma per il resto è buio fondo.

La cosa strana è che a pochi kilometri da qui si trova Trani chi invece è un piccolo capolavoro. Quello che mi chiedevo in questi giorni vedendo delle città di aspetto abbastanza discutibile é dove e quando ci siamo persi.

E mi faccio questa domanda perché se guardiamo quello che il passato ha costruito in queste zone ci sono delle testimonianze semplicemente meravigliose di cultura, di capacità di esprimere il bello, di voglia di poter tramandare ai posteri esempi di architettura straordinari.

Dove però il passato si ferma e arriva il presente ciò che appare agli occhi è semplicemente orrendo. Perché?

Non mi si venga a dire che è solo questione di nord e sud perché se guardiamo bene anche le città del Nord abbiamo degli esempi di bruttura semplicemente eclatanti: Alcuni quartieri recenti a Milano, ma anche a Bergamo, piuttosto che a Brescia sono dei pugni negli occhi di una certa violenza.

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La qualcosa però non risponde alla domanda: quando ci siamo persi?

Sento dire in continuazione: siamo un paese che può vivere di turismo! Ma ne siamo sicuri? Correggerei l’affermazione con una più precisa: siamo un paese con le doti naturali che ci dovrebbero permettere di vivere (e alla grande) di turismo, ma stiamo rovinando praticamente tutto. Siamo ancora in tempo per salvare la situazione?

Non ho la risposta, cerco qualcuno che me la trovi.

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Volevo immagini di alto livello. E invece solo alta quota.

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Il ghiacciaio Morteratsch: toccare con mano il global warming

Ieri con tutta la banda, come accennato in altro post, abbiamo deciso di visitare la base del ghiacciaio del Morteratsch, a circa 2000 metri di altezza. La cosa più impressionante da vedere è quanto galoppi il riscaldamento del pianeta.

Gli svizzeri, precisi, ci fanno sapere dove arrivava il ghiacciaio nel 1900.

E salendo lungo il percorso danno notizia di quanto sia arretrato nel corso degli anni, con una scansione temporale di 10 o 20 anni. Ed è facile vedere come l’arretramento dei ghiacchi acceleri con il passare del tempo.

in 20 anni, si erano persi circa 200 metri di ghiacci, ma la progressione successiva è davvero impressionante, perché si passa agli oltre 500 nel giro di un altro ventennio.

Vi risparmio tutta la via crucis e vado dritto ai giorni nostri.

in 100 anni, il ghiacciaio è arretrato di 1870 metri. se pensate che nei primi venti ne aveva “persi” solo 200, capite facilmente come il riscaldamento è accelerato in modo drastico. ma ciò che colpisce ulteriormente è il salto fattto in soli due anni dal 2010 ad oggi.

guardate dove è il segno del 2010 e dove arriva oggi il ghiaccio. direi che chi sostiene che il global warming sia una bufala dovrebbe fare un giretto qui.

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Pontresina: concerto nel bosco e dintorni

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