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Il digital divide mobile

Da qualche giorno sono in Salento per le ferie. Chi mi conosce sa quanto ami questa terra, non nascondo che ci sono rimasto un po’ male tornando dopo un po’ di tempo, ma di questo scriverò diffusamente a parte.

Quello che mi ha colpito negli ultimi giorni é il digital divide mobile che ancora una volta ci pone agli ultimi posti nel mondo in quanto a sviluppo tecnologico. Siamo un paese pieno di telefonini, senza reti adeguate su cui farli funzionare.

Settimana scorsa ero in svizzera, in engadina, zona sperduta a circa 1800 metri di altezza base. La rete mobile andava a circa 7 mbps costanti. Con altri due apparati connessi al mio iPhone tutti navigavano velocemente, scaricando video e applicazioni, dopo Pescara qui in Italia ho trovato sempre più spesso la rete edge anziché la 3G.
Dove c’é il 3G si va a velocità ridotta. Ho appena fatto uno speed test: 3.03 mbps in download, 0.06 mbps – zero punto zero sei – in upload!!!

Sto parlando della rete di Tim, la rete di h3g é praticamente assente con buchi pazzeschi e dove c’é viaggia con velocità ridicole.

L’unica rete davvero performante, ma non nell’ora di punta del saluto alla mamma é quella di Vodafone, che viaggia davvero alla grande. Non dovete però pensare di navigare alle sette di sera, ora in cui faticate addirittura ad accedere alla rete.

Sorrido se penso alle chiavette pubblicizzate per una velocità di 41 mbps, praticamente una presa in giro. Anche su questo il garante dovrebbe chiedere chiarezza agli operatori.

Di fatto però , é impressionante un paese in cui la rete, già inferiore a quella degli altri paesi, é addirittura spezzata in due o tre tronconi qualitativi a seconda della latitudine.

Ci sono mille problemi enormi, più grandi della connettività mobile, ma dobbiamo cominciare a pensare alla rete come ad una risorsa primaria, irrinunciabile a qualunque latitudine perché é la nuova autostrada del commercio.

Agli operatori lo stato dovrebbe chiedere standard qualitativi elevati, non si può pensare che pretendano i guadagni degli inglesi, ma fornendo il servizio del Mozambico.

Temo che anche questo sia il segnale di un paese che arranca, i dati in arrivo dall’Oriente ci dicono che luoghi per noi sempre risultati retrogradi e pittoreschi presto ci restituiranno il pregiudizio, guardando a noi come ad un museo di modernariato a cielo aperto.

Spero di essere smentito dai fatti, sarei felice di avere torto.

Di Luca

Luca Viscardi è da anni una delle voci presenti nell'etere italiano. Qualcuno pensa che quegli anni siano troppi, Luca di solito risponde con una frase lapidaria: "Hanno ragione, ma tengo famiglia!" Ogni mattina conduce "Gli inaffidabili" su Radio Number One; nel fine settimana si dedica alla tecnologia e conduce "Mr. Gadget"

9 risposte su “Il digital divide mobile”

Caro Luca come non essere d’accordo……e pensa che alla 3 il boss si offende per un giornalista che parla male del servizio clienti,cosa dovremmo dire del servizio di rete che paghiamo regolarmente senza riceverlo?

Appena rientro cambio operatore! Lago di garda, segnale zero ovunque, sud zero quasi ovunque, casa segnale scarso, ufficio segnale debole, direi ciao!!! 🙂 se riesco a chiamarli!!!! 🙂

Nel resto del mondo non ci sono i comitati di cittadini che fanno le barricate ogni volta che un gestore deve montare un’antennina. Gli stessi che poi si incazzano come pazzi se l’Iphone va lento.

Il mio tetto é disponibile, anche quello di vacanza! Ma dubito che il problema sia quello.

Il problema di velocità della rete mobile e strettamente collegato a quello della rete fissa. Si chiama backhauling ovvero la rete che collega le BTS a Internet. Se nn arriva la fibra ottica sulla BTS (ovvero quasi mai se nn nelle grosse città), la velocità di collegamento a Internet che tutti gli utenti di una BTS condividono è circa 2mbps, Max 8.

Quindi prima di tutto bisogna fare i collegamenti in fibra del paese e poi potrà funzionare anche la rete mobile. È provato scientificamente che una rete digitale più veloce comporta un risparmio importante per lo stato e per i cittadini.

Noi siamo il fanalino di coda del mondo in termini di sviluppo della rete. In Romania la velocità reale di connessione (misurata da akamai) è 35 mbps con una penetrazione del 50% della popolazione. In Italia 15 mbps per il 12% della popolazione.

Inoltre un problema ancora più grosso è sul servizio voce delle reti mobili. In molte zone d’Italia, specialmente a Sud, non si riesce a telefonare.

http://www.akamai.com/stateoftheinternet/?WT.ac=soti_banner

Una settimana a vieste senza copertura rete Tim h24. Dove vogliamo andare? Ora a selva di fasano addirittura wi.fi!

Ciao Luca, mi spiace ma non condivido in pieno ciò che hai scritto.
A me succede la stessa identica cosa ogni week-end in Versilia, che come sappiamo non è proprio a sud. Bene, con tre tipo di connessioni ( Vodafone, Tim e Tre) si naviga solo di notte dopo una certa ora e per navigare intendo max 1,5 mbps, davvero sconcertante.
Io penso che sia colpa della connessione tra ripetitori e il numero troppo elevato di apparati (smartphone, tablet) venduti in queti anni.
Come dire: ci hanno dato l’auto ma senza darci la benzina. Benzina? lasciamo perdere va!!!!

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