L’UOMO CHE VIVEVA IN CAMPAGNA E ODIAVE LE PIANTE

In occasione del weekend di festa, vi racconto la storia dell’uomo che viveva in campagna e odiava le piante.

Perché dopo questa penso di averle viste tutte e di non temere più sorprese nella vita.

Possiedo da molti anni una piccola casetta, dopo per molto tempo ho anche vissuto, ai confini della Brianza, in una zona che è inserita nel parco dell’Adda Nord, l’ultima striscia verde sopravvissuta in zona Milano / Monza, di cui una vasta parte è stata sacrificata per costruire la Teem, la Tangenzia Est Esterna Milano.

L’appartamento è parte di un complesso che ha più di cento anni ed era una residenza di campagna di una nobile famiglia milanese. Ora è frazionata in tanti graziosi appartamenti.

Intorno alla vecchia cascina c’è un’area verde con tanto di galoppatoio, ora in disuso, oltre il quale c’è l’ultima zona non edificata a cavallo tra provincia di Milano e Monza Brianza.

Qualche anno fa è arrivato il progresso: un progetto di sviluppo immobiliare scellerato, che ha portato a sostituire le vecchie stalle della cascina con un nuovo complesso residenziale.

Tutto sommato, tappandosi il naso e facendo finta di niente, si poteva anche digerire il passaggio.

Ma poiché al cattivo gusto pare non ci sia mai un limite, nello stesso contesto in cui si erige una cascina citata dal Manzoni, sono state costruite tre villette, il cui design sembra ispirato ad una residenza di Miami.

Tre abitazioni di colore bianco, con linee squadrate e grandi vetrate, messe dove c’è un insediamento che è un gioiello della tradizione lombarda.

In Svizzera credo abbiamo mandato al rogo per molto meno.

Non bastava l’arrivo di montagne di cemento in quella che una volta era una residenza di campagna, forse tre villette in stile Miami Beach nel cuore della Brianza non sembrava un’opera sufficiente e allora ecco la ciliegina.

Proprio accanto alla mia proprietà, dove una volta “c’era tutta campagna”, arriva un signore che appena insediato nella sua nuova casa mi chiama e mi chiede se possiamo vederci perché c’è una pianta che gli dà fastidio.

Le foglie gli cadono in giardino ed è una scocciatura.

La pianta è lì da trenta o quaranta anni. La villetta è stata costruita l’altro ieri, ben consapevoli che lì ci fosse un albero.

Non solo, perché in tutta questa operazione è stato tracciato un nuovo confine, che prima non c’era.

Sottolineo che il confine non c’era, ma le piante sì.

Bastava tracciarlo un metro più in là, tutto sommato il genere umano sarebbe sopravvissuto al danno economico di perdere qualche metro di superficie in un’area di centinaia di ettari.

No, ovviamente era molto meglio tracciare un confine proprio in prossimità di tre o quattro alberi, che adesso danno pure fastidio e qualcuno vuole abbattere.

Chiedo a voi, gentili lettori, proiettandomi nel futuro: che destino poteva avere un mondo in cui c’era un uomo che viveva in campagna e odiava le foglie di un albero?

La parte divertente è che, pur con un certo fastidio, ho accondisceso e potare la piante nella parte che “dà noia”, incaricando il giardiniere di fare un sopralluogo.

Ho negato la disponibilità a fissare un incontro per guardare tutti insieme appassionatamente un albero che dà fastidio, ma ho deciso di rispettare fino in fondo le disposizioni di legge e i diritti del vicino.

Il giardiniere, con grande diligenza, va a fare il suo giro di perlustrazione e decide che per tagliare la pianta in sicurezza ha necessità di entrare nella proprietà dell’uomo che viveva in campagna e odiava le foglie.

Scrivo un messaggio. Nessuna risposta.

Scrivo un secondo messaggio. Nessuna risposta.

L’altro giorno, il colpo di scena. Mi chiama il costruttore delle famigerate villette e mi avvisa che l’uomo che viveva in campagna e odiava le foglie ha inviato una lettera di un avvocato.

A quanto pare, la disponibilità a tagliare una pianta che è lì da quarant’anni prima di chi oggi si lamenta, non basta.

Sembra anche che non sia gradito l’accesso del giardiniere alla sua proprietà per svolgere un compito che lui stesso ha richiesto.

Forse, per transizione, oltre alle foglie odia anche chi le taglia.

Voi, al posto mio, come vi sentireste?

Io mi accorgo che non ho alcun fastidio per le foglie che cadono, ma sto sviluppando allergia ad una buona parte del genere umano. Sarò grave?!?