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Ma quando impareremo? Un paese contro.

Un amico tempo fa mi aveva detto che l’unica differenza che esiste veramente tre italiani e i tedeschi è che i tedeschi sanno cosa vogliono, gli italiani sanno invece solo contro chi andare, ma non sanno mai dove andare.

Oggi leggevo sulla giornale alcune cronache che riguardano forte dei marmi che mi danno ancora una volta la prova che noi siamo proprio così, non impareremo mai.

Il sindaco di forte dei marmi ha deciso di chiudere con una rete metallica un’area della spiaggia che veniva utilizzata come bivacco; la decisione è stata presa per evitare che quell’area della spiaggia rimanesse sistematicamente sporca ed trascurata. Apriti cielo: i soliti benpensanti (sempre loro, il male incurabile che purtroppo non riusciamo ad estirpare) hanno urlato ai razzisti, alla decisione presa contro i poveri immigrati ambulanti che così non possono prendere l’ombra.

Ma a voi non viene da piangere?!? Perché continuando a ridere ci faremo male male… Un sindaco (che non so nemmeno da che parte politica stia) che fa il suo lavoro viene accusato di razzismo perché pone in condizione difficoltosa persone che molto probabilmente non hanno permesso di lavoro, commettono un reato vendendo arte contraffatta, peraltro in barba anche alle leggi fiscali.

No, non ce la possiamo fare.

Di Luca

Scrittore seriale, tecnomane, radiofonico antico e papà.
Le idee espresse qui sono prodotte a titolo personale e in nessun modo rappresentano la posizione o il pensiero dell'azienda per cui lavoro.

3 risposte su “Ma quando impareremo? Un paese contro.”

Il vero razzismo è permettere l’entrata di clandestini senza lavoro che poi delinquono, dobbiamo cominciare a chiederci CUI PRODEST?

Sarà retorica ma, finché la chiesa avrà tale peso nel nostro paese da considerare dovuto ogni atto umanitario, senza considerare che, avere nel paese persone a cui non possiamo offrire nulla non è atto umanitario ma, peggioramento della qualità di vita collettiva x i reati che essi commetteranno, il paese non potrà mai evolvere. La tutela della loro dignità finisce x ledere, paradossalmente, la nostra, arrivando a creare una lotta fra poveri in casa nostra ed i poveri, oggi, siamo anche noi.

Sono pienamente d’accordo sulla questione drammatica dei benpensanti e aggiungo di tutta questa vagonata di cultura che ci innonda con tutte persone culturalmente elevate (nel loro piccolissimo) e fondamentalmente inutili.

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