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Quando me le ripeteva in continuazione, non avrei mai immaginato che le frasi di mia nonna potessero rimanere poi nella mia memoria per un tempo così lungo e in modo così nitido.

Una delle sue preferite era: il tempo è galantuomo.

Quella frase mi è tornata in mente ieri quando ho letto una notizia sul giornale cittadino: qualcuno di voi potrebbe ricordare la polemica, secondo me delirante, che ci fu un paio di anni fa quando la piazza centrale della città vecchia di Bergamo fu allestita come un grande parco verde.

La parte politica della città che allora era all’opposizione gridò allo scandalo, presentando ordine del giorno al consiglio comunale perché si vietasse espressamente l’uso di quella piazza per quelle manifestazioni.

Quello che era da sottolineare è che in circa 10 giorni quell’evento portò circa 200.000 persone a Bergamo per vedere l’allestimento.

In quella occasione io scrissi in questo spazio un articolo in cui espressi tutta la mia perplessità, lasciando spazio solo a due ipotesi: chi si oppone ad una iniziativa di questo tipo è stupido o è ubriaco.

Una testata della città, Bergamonews, riprese il mio articolo e il risultato fu la minaccia di querele nel caso io non lo avessi ritirato.

Ovviamente, perché ho un’altra idea della libertà di espressione, non lo feci, non lo ritirai, modificai solo qualche frase.

Cosa mi tocca leggere oggi, a circa tre anni di distanza da quell’evento? l’amministrazione comunale é cambiata, l’opposizione é oggi al governo e ATTENZIONE quella parte che aveva chiesto di vietare l’uso della piazza oggi chiede di moltiplicare per tre l’evento, facendolo non solo nella piazza vecchia ma anche in altre tre piazze della zona alta della città.

Ovviamente, se dovesse accadere, io sarei particolarmente felice. Ma se fossi nel signore, rinomato professionista e politico di lunga data, che minacciò me di querele perché non ero d’accordo con lui, forse un po’ di vergogna la proverei.

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Maledetti voi, che avete figli da più tempo di me e che non mi avevate avvisato di alcune controindicazioni! 🙂

Ore 5.30. Con una puntualità che nemmeno gli svizzeri conoscono, nel silenzio della notte si avvertono dei passi a piedi nudi sul pavimento in legno della casa. Il famoso passo felpato.

Dopo qualche secondo appare un’ombra nel buio, quella di un bambino cicciottello che tiene in mano il suo pupazzetto della nanna. Ancora qualche secondo e quella sagoma indefinita nell’oscurità si materializza piazzandosi in mezzo al papà e alla mamma.

Fino a qui tutto bene.

É dopo qualche minuto che comincia il lato brutto della vicenda, perché il piccolo fagottino avvia una sorta di rotazione orizzontale che lo porta con i piedi all’altezza del mio viso. Bastano ancora pochi secondi perché quella semplice prossimità si trasformi in una sorta di esperimento di fisica, in cui la leva è il principio fondamentale.

Per inspiegabili ragioni, uno dei due piedini paffutelli viene puntato sulla mia spalla, l’altro sulla mia spalla e subito dopo entrambi gli zamponi cominciano a spingermi verso l’esterno del letto.

E’ a quel punto che li afferro entrambi, li raddrizzo e li porta nella posizione corretta, con il super nano parallelo al papà e alla mamma.

Ma è solo questione di attimi, perché dopo pochi secondi l’operazione ricomincia. Riprende la rotazione e basta un frangente brevissimo perché gli zamponi stiano giocando alla leva sulla mia testa. E io, paziente, riporto le gambine al loro posto, rimetto Andrea bello preciso e parallelo.

Ma subito dopo, si ricomincia. E’ così che le 7 arrivano dopo una sequenza infinita di questi strani riti.

E quando finalmente mi alzo, cosa succede?!? Appena esco dal letto, la jena si rimette perfettamente al suo posto, con una posizione parallela alla mamma, così precisa che pare disegnata.

Che ce l’abbia con me?!? Mi viene una sottile voglia di prenderlo per gli zamponi e di farlo girare come una trottola sfruttando il qualche modo il principio della leva.

E invece uso io il passo felpato ed esco piano piano, perché è così comodo  in quel letto che sarebbe un reato svegliarlo.

Maledetti! Potevate dirmelo che ci si riduce così…

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Non so voi, ma io comincio a pensare che esistano diverse realtà, in particolare quella raccontata dei mezzi di informazione e quella che poi si riscontra nella vita di tutti giorni.

Prendo lo spunto da una vicenda che interessa la mia città, Bergamo, dove da anni, non si ricorda più nemmeno quanti, ferrovie dello Stato sta lavorando per rinnovare la stazione.

Ma dovrei dire “ha lavorato”, perché ho letto sul giornale che gli interventi erano terminati e la stazione era stata consegnata alla città.

Ah. Ecco. Forse però abbiamo modi diversi di interpretare la parola “finita”.

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Non so voi, ma a casa mia quando i lavori sono “finiti” gli operai vanno via, i trabatelli sono smontati è tutto quanto é in perfetto ordine.

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Anche a Bergamo alla stazione funziona così, vero?!?

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Ero in leggero anticipo per il treno e ho fatto un giretto.

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In effetti di operai non se ne vedevano in giro, ma sulla definizione di “finito” nutro dubbi.

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Sono io il pazzo o la realtà é un po’ diversa da quella raccontata?!?

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Il pezzo forte, a due anni dall’inizio dei lavori, é l’insegna del bar.

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Oh ditemi quale é l’impresa, così sono sicuro di evitarla a casa mia! 🙂

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Credo di avere una nuova malattia. Credo di aver sviluppato l’allergia agli allergici.

Penso di aver raggiunto un livello di saturazione massima rispetto a coloro che hanno sempre una risposta migliore di quella della maggioranza.

Leggo in queste ore diverse ironie sul Web relative a coloro, io sono uno tra quelli, che hanno scelto di mettere come immagine del proprio profilo sui Social network la frase che viene utilizzata in tutto il mondo come risposta alla violenza di giorni scorsi, ovvero “Je Suis Charlie”

Non va bene nemmeno quella. Non è chiaro perché, ma l’importante è riuscire a fare la parte di quelli fighi, quelli alternativi, quelli che non si allineano alla grande massa in ogni angolo del mondo, ma quelli che devono necessariamente dare una visione anticonformista, più originale di quella degli altri, necessariamente fuori dal coro.

In tutta onestà, cari alternativi, avete rotto i maroni.

Cosa c’è che non va nel dare un segno di adesione? Cosa c’è di sbagliato nel manifestare la propria solidarietà? Cosa c’è che vi disturba nello schierarsi in modo del tutto pacifico e simbolico a baluardo della propria idea di libertà?

C’è solo una cosa che non va: voi. Ma la battaglia per la libertà viene fatta anche per chi, come voi, si ostina a dire cazzate anche quando non é il caso di farlo.

Oltre che per la libertà dovremmo combattere anche per qualche dovere: in particolare quello di tacere al momento opportuno. Sarebbe la cosa più alternativa in assoluto, forse per questo non ci riuscite mai.

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Mar rosso. Vento a 15 nodi, temperatura esterna particolarmente bassa.

Ma due ssquilibrati affrontan8o il freddo senza paura.

Vorrei far notare in quanti sono dentro la piscina.

Non conosco il numero locale della neuro, qualcuno mi aiuta?

2015-01-04 16.35.04

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É giunto il tempo di dire ciao! Valigia chiusa, tutti con il costumino e si va al caldo!

Auguri a tutti per la befana. Non provate nemmeno a ricordarmi che tra qualche giorno invecchio!!!

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