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Solo se dentro ci sono i Kasabian che presentano il loro nuovo disco!

Oggi ho partecipato ad una iniziativa originale, la presentazione del nuovo disco di Kasabian che si é tenuta a bordo di un tram, attraverso la città di milano.

Un modo originale per lanciare 48:13 che esce proprio in questi giorni.

Vi assicuro che in una giornata come questa non era difficile sentire il “calore” dei presenti nei confronti del nuovo disco.

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Leggo oggi la prima pagina del giornale della mia città: candidato 1 trionfa contro candidato 2.

Scendo nel dettaglio e guardo i numeri: candidato 1 53%, candidato 2 46%.

Mmmm… ‘petta un attimo… Trionfo?!? Forse ho il vocabolario scaduto. il mio riporta questa definizione:

[blockquote source=”Trionfo”] Manifestazione di entusiastica approvazione, successo strepitoso[/blockquote]

Il partito del candidato 1 al voto europeo ha doppiato tutti gli avversari, nella mia città ha preso 2.500 voti in più, una differenza tutto sommato esigua se confrontata con ciò che ha fatto il partito. E questo si chiama trionfo?

Sia chiaro, questo non ha niente a che vedere con le valutazioni di merito sul candidato 1 o candidato 2, non è mio compito fare analisi politica. Io parlo della mistificazione della realtà ormai senza soluzione di continuità.

Perché trionfo è 60 a 40, 65 e 35, 70 a 30: vincere 53 a 46 è una vittoria, punto.

Il mio vocabolario è molto vecchio, ma chi si inventa titoli così, secondo me non ne ha nemmeno uno a casa.

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Quest’anno siamo stati un po’ pigri, e quando uso il plurale ovviamente e il plurale maiestatis, perché in questi giorni ho tergiversato un po’ prima di scrivere il richiamo ufficiale alla tribù del blog!

Questa sera invece con tanto di squillo di trombe, dopo aver steso una passarella rossa per darvi il benvenuto e dopo aver accertato che il menù sarà ricco e abbondante, vi posso confermare che quest’anno il blog party sarà il 22 giugno!

Ecco i dettagli di cui abbiamo parlato nel consiglio supremo delle feste, riunito in seduta plenaria virtuale nei giorni scorsi.
Ecco i dettagli su ciò che abbiamo organizzato:
Cascina buona speranza, via pradone 23, zanica.(www.cascinabuonasperanza.it) domenica 22 giugno x le ore 12,30! Siccome è davvero in mezzo ai campi meglio calcolare che si potrebbe sbagliare strada, ma Cristiana ha promesso che organizzerà le frecce ai pali tipo matrimonio per guidarvi sino a destinazione.

Non mi preoccupate, nel caso proprio non riusciste a trovare la strada, comunque un volontario dell’organizzazione di raggiungerà con un piccolo cestino per il pranzo al sacco.

Faremo riciclone! costo del pranzo eur 35 (bimbi sotto 10 anni eur 15) menù:
Antipasti della casa (pizzette, focacce con salumi nostrani e verdure grigliate) casoncelli alla bergamasca, risotto con verdura di stagione, carpaccio nostrano con olio, limone e grana con insalata, punta di vitello ripiena con polenta ( che menù bergamasco sarebbe senza polenta???) Formaggi, caffè (corretto con grappa), acqua e vino in brocca.
Per conferme/richieste particolari/ info, basta scrivere a Cristiana, che come ogni anno sta occupandosi di tutti i dettagli per l’organizzazione.

Ovviamente, essendo una giornata di svago, potete benissimo portare anche amici che il blog non hanno mai letto. Ovviamente per loro il costo del menu sarà il triplo! Non devo specificare che sto scherzando, vero?

Proporrei magari a Cristiana di chiedere anche un menù più leggero, a costo ridotto.

Poco prima del nostro appuntamento, faremo un giro chiedendo pesante o leggero, così avremo anche alternative a tavola e la possibilità di scegliere quantoe cosa consumare consumare!

L’indirizzo a cui scrivere é: cristiana3@hotmail.it

Vi aspetto!

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È solo quando hai un figlio che ti rendi pienamente conto di quanto infami siano coloro che studiano le strategie di vendita delle aziende.

Perché è lecito provare ogni strategia possibile per convincere gli adulti a fare qualcosa, ma è veramente da infamoni mettere gli stessi adulti davanti ad una specie di percorso a ostacoli dentro ad ogni maledettissimo supermercato.

Sto scrivendo tutto questo con il sorriso sulle labbra, perché non vorrei mai sembrare uno di quegli attivisti un po’ attempati che sono contrari alle diavolerie del mercato libero, ma mi rendo conto (ogni volta che si entra in un supermercato) che chi lavora in quel segmento deve avere un grado di perversione superiore a quello di qualche serial killer. Il rischio però é superiore quando sei in corsia.

Perché i serial killer sai come sono e sei conscio del pericolo, ma gli infami che organizzano le corsie dei supermercati sembrano persone per bene!

Perché tutto questo preambolo?!?

Perché la posizione degli ovetti Kinder dentro i superstore è veramente da reato penale!!! Non so quanto tempo io abbia sprecato nella mia vita, da quando Andrea fa la spesa insieme a noi, per convincere la creatura che non è il momento giusto per comprarli.

Le strategie utilizzate sono le più disparate: la minaccia, il ricatto, la persuasione, l’illusione che ci sia qualcosa di migliore da comprare qualche metro dopo. Ormai non so più quale stratagemma utilizzare per evitare quel maledetto momento dell’adorazione.

Eppure, lui è sempre lì: in piedi, davanti a quegli scaffali pieni di ovetti tutti colorati, ogni volta con una scusa diversa per cui dovremmo comprarli.

Oggi credo abbia superato se stesso: mi ha detto che avremmo dovuto comprare gli ovetti perché ce ne erano troppi e c’era il rischio che cadessero.

E da dove viene una teoria del genere? Secondo me gli infami che organizzano le corsie di supermercati, durante la notte si collegano telepaticamente con i poveri bambini dormienti e suggeriscono loro delle scuse altamente improbabili per comprare una di quelle maledette uova.

Sappiatelo: noi non cederemo tanto facilmente! Non ci avrete con una scusa così banale!!! 😀

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Tutto avrei immaginato per la mia vita, tranne che inseguire i campanili.

Dopo aver frequentato treni a vapore, treni elettrici, treni a manovella, avere riempito la casa di treni di ogni genere, adesso è il clamoroso momento del campanile.

O meglio, del pampanile, perché ancora la conformazione delle parole è un’idea approssimativa e non sempre si riesce a trasferire la correzione linguistica adeguata e necessaria.

Pampane e pampanili sono la nuova frontiera, cosa che si traduce nel fatto che quando siamo in viaggio in auto, piedi o in bicicletta, la domanda continua: questo pampanile come si chiama?

Una passione del genere negli Stati Uniti sarebbe tutto sommato abbastanza innocua, visto che c’è una pampanile ogni 4000 km. Da noi, terra di cultura cattolica, è una specie di stillicidio ininterrotto.

Siamo arrivati al punto di avere alcune richieste specifiche di itinerari, in modo da passare vicino ad alcuni pampanili che ci piacciono particolarmente.

Quello del quartiere boccaleone, poi, è davvero il massimo: è doppio!

Non solo, il passaggio dal suddetto quartiere rappresenta una sorta di eden, visto che al pampanile doppio si abbina anche il passaggio a livello e magari ogni tanto la possibilità di vedere il treno.

Non mancano gli intoppi: perché la torre dei caduti che si trova in centro a Bergamo, in tutto per tutto uguale a una pampanile non ha le pampane?

E perché il famoso pampanone di città alta suona solo alle 10 di sera e non quando c’è il sole?

Il massimo di questo momento delirante è stato quello in cui è arrivata la richiesta di un pampanile giocattolo. La perversa mente umana ha immaginato giochi di ogni genere, ma ha limiti talmente evidenti non aver mai pensato ad un pampanile.

Dirò di più: non è arrivato solo la richiesta di una pampanile giocattolo, ma con la precisa specifica che fosse in legno.

Poteva, in questo delirante contesto, mancare una gita domenicale in cima al famoso e storico pampanile di città alta a Bergamo? Prima, però, pausa al caffè sottostante per ammirare le campane dal basso.

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Ovviamente, per non farsi mancare nulla abbiamo anche aspettato per oltre mezz’ora che le pampane suonassero.

Quale la prossima passione? Attendo con qualche timore.

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