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Lo so, lo so, io ve ne ho parlato tante volte, qualcuno potrebbe pensare troppe. Ma solo dopo un weekend alla Finestra sul Fiume potete capire perché ve ne parlo in questo modo e con l’entusiasmo che ho sempre ogni volta che riesco ad andarci.

Dico riesco ad andarci perché gli impegni sono sempre tanti e perché trovare una camera libera è un’impresa non facile. Partiamo dall’inizio, come si fa di solito con le storie raccontate bene: La finestra sul fiume è un B&B a Valeggio sul Mincio, sulla strada che dal paese (dove c’è il parco Sigurtà) scende verso Borghetto.

borghetto di valeggio

Borghetto è un paesino di 4 mq, forse 5, che hanno la caratteristica di essere a ridosso del fiume, in un dedalo di stradine con tanto di mulini.

Il pezzo forte è questo terrazzino che sta in mezzo tra due mulini che viaggiano ancora spinti dalle acque del fiume, con un affaccio sul ponte che attraversa il Mincio che è un vero pezzo di storia.

ponte romano

A due passi dal borghetto, si arriva a piedi con una camminata di cinque minuti, c’è la Finestra sul fiume.

la finestra sul fiume - 010

Per me è uno dei posti più belli del mondo che offra ospitalità. Un vecchio mulino ristrutturato a ridosso del fiume offre cinque stanze, tutte arredate con un gusto sublime da Pietro e Mattea, che gestiscono la struttura.

la finestra sul fiume - 007

Al netto del disordine lasciato da mio figlio, come sempre, le stanze sono deliziose ed è facile capire il perché del nome della struttura. Ecco cosa potrebbe capitarvi di vedere al risveglio la mattina, accompagnato dal rumore del Mincio che scorre.

la finestra sul fiume - 006

Se non ci sono patacconi rumorosi al seguito come mio figlio, l’unico rumore che vi può disturbare è quello delle oche che starnazzano nel prato, perché nella camera non è installata alcuna tv, ma la musica è sempre presente e vi accompagna nei momenti della giornata che trascorrete ad esempio nell’area delle colazioni, che è una specie di sogno ad occhi aperti.

la finestra sul fiume - 011

Vogliamo parlarne? Quando trovate una sala colazioni più bella, fatemi sapere…

la finestra sul fiume - 012

Questa è l’area relax che trovate di fronte al giardino, che arriva al fiume. Ma se volete, quando il tempo è bello potete fare colazione sull’isoletta che appare di fronte a voi quando vi svegliate. Cliccando sull’immagine qui sotto potete vedere l’isoletta di cui vi parlo e la struttura del B&B che io trovo spettacolare.

la finestra sul fiume - 014

Ovviamente, la parte fondamentale dell’esperienza che fate in un luogo di vacanza e relax è il senso di ospitalità che ricevete. Pietro e Mattea sono straordinariamente bravi ed accoglienti, li vorreste come vicini di casa.

Ieri ho passato una giornata stupenda, in un clima spettacolare. Nemmeno il nano a molla è riuscito a guastare il senso di relax infinito che questo posto riesce a dare.

Tutte le volte che vai via speri che sia un arrivederci. La porta di accesso passa da qui.

 

 

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Ho appena attraversato la mia città a poche ore da uno degli incontri di calcio più caldi della stagione: tra qualche ora comincerà infatti allo stadio di Bergamo la partita tra Atalanta e Verona.

A giudicare da quello che vedo sulla strada, sembra sia ormai imminente la guerra civile, dato che ho trovato schierati poliziotti in assetto antisommossa, carabinieri con le divise antiguerriglia vigili urbani con il casco e varie ed eventuali.

Ma ha senso tutto questo?!? Non si chiama il “gioco” del calcio?!? Che cosa c’è di giocoso in questa follia?!?

Ma soprattutto, che senso ha spendere tutto questo denaro pubblico per una manifestazione che alla fine è strettamente privata? Certo, c’è la valenza sociale del gioco del calcio, ma fino a quando questo potrà essere un alibi?

Perché alla fine, quello che succede dentro quel catino è il motore per spostare denaro, che sia delle televisioni o sia delle società di calcio, sempre denaro é.

Lo trovo un non senso totale. Se potessi governare io questo genere di situazione, avrei una posizione molto diversa: quella della responsabilità.

Se chi ruota intorno a questo straordinario fenomeno che è il calcio non è in grado di gestire i propri istinti, vuol dire che la macchina va gestita in un modo diverso. Non si può pensare di bloccare una città e di trasformarla in una zona militare solo perché ci sono rischi di scontri.

Se il senso di responsabilità non prevale, deve farlo la legge: una partita come questa la giocata a Trapani, senza pubblico e senza diretta televisiva.

E ovviamente già sento le obiezioni: le televisioni non lo permetteranno mai, le società non saranno mai d’accordo, lo Stato non farà mai una cosa di questo genere…

Perché il problema è sempre quello, si fa sempre la cosa più conveniente, mai la cosa giusta.

Ma fino a quando?

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