C’è qualcuno, ma in realtà sono solo pochissime persone, che ogni tanto, ma solo raramente, mi accenna al fatto che io ho un vago, ma molto limitato, proprio solo accennato spirito polemico.

Avendo anche un carattere piuttosto analitico, di questo piccolo dettaglio mi sono accorto anche da solo.

In realtà mi sono accorto che io sarei la persona più solare, positiva, divertente, allegra e sorridente del mondo se non fosse per il mondo che mi circonda.

Lo sono comunque, solo che ad un livello un po’ più contenuto. 🙂

Ci sono però occasioni in cui ho quasi l’impressione di vivere dentro un vero truman show (ricordate il film di una vita fittizia che in realtà è un programma tv?), con un unico scopo del programma: capire fino a che punto il mio sistema nervoso reggerà senza commettere una strage.

Avviso ai naviganti: il livello di saturazione ormai non è lontanissimo, quindi il rischio di trovare il mio nome (e quello delle incolpevoli vittime) sul giornale aumenta di giorno in giorno.

Il caso di ieri: da qualche tempo ho qualche acciacco dovuto alle da ormai veneranda e dopo aver provato diverse soluzioni farmacologiche il medico mi consiglia di fare un esame.

Valuto il fatto che il mio medico quando fissa appuntamenti, di solito non li rispetta e genera ritardi anche fino a due ore. (Mica é colpa sua, ma accade).

Faccio due conti su quanto mi costa stare due ore in coda dal medico in termini di perdita di lavoro, impegni e cose che posso fare e chiamo un centro di esame privato.

Verifico quanto costi la prestazione da privato e quale sia il ticket da pagare e la differenza è di circa € 20. A quel punto la scelta é ancora più ovvia.

Decido di pagarmi l’esame e di farlo da privato senza la prescrizione del medico.

Chiamo il centro di esami, mi chiedono se ho la prescrizione medica, dico di no e avviso che voglio farlo da privato.

Fisso l’appuntamento; per la cronaca da privato l’attesa é di 18 ore, chiamato giovedì e fissato per venerdì e ieri mi presento.

Arrivo alla reception del centro dove si fanno gli esami e mi chiedono se ho la prescrizione del medico. Rispondo no, perché voglio fare l’esame da privato.

A quel punto, si accende il Truman show: “mi spiace, ma questo esame, senza una prescrizione del medico non si può fare”. (Per la cronaca é una radiografia)

Scusi, non ho capito. Io decido di fare un esame da privato perché non voglio fare le code, perché voglio evitare i tempi di attesa, perché voglio snellire tutto quanto, ma mi viene richiesto di fare tutto ciò che rende il servizio sanitario un servizio lento e farraginoso rispetto alle scelte del libero cittadino che si muove da privato. Che senso ha?

Non solo: da lavoratore pago le tasse al servizio sanitario nazionale, decido di non incidere sui costi dello Stato pagando ulteriore denaro e il sistema cosa risponde? non si può.

Ma il truman show non é finto. Cerco, con moltissima fatica, di mantenere la calma e chiedo se esista un medico che mi può visitare nel centro, per verificare immediatamente i miei sintomi e quindi chiedere l’esame. Pagando, ovvio.

No, non si può. Ormai prossimo a quella soglia pericolosa oltre cui scatta la strage, chiedo, un po’ meno gentilmente, per quale ragione non avessero dato il particolare al telefono in fase di prenotazione.

“Eh, non lo sapranno”

Ma adesso arriva la chicca: guardi, a noi serve una prescrizione del medico, non importa che sia il suo, ma basta che sia un medico.

In pratica, io posso andare anche da un veterinario, farmi prescrivere un esame e poi andare a farlo. Ma non posso, in una struttura privata in cui io mi assumo tutte le responsabilità su ciò che “compro”, accedere ad un esame che riguarda la mia salute.

Pagando per altro una seconda volta ciò che già pago.

No, non ce la possiamo fare. Sto andando dal veterinario a farmi fare la prescrizione.

Condividi:
Tempo di lettura:3 min

Devo dire la verità, io sono abbastanza nauseato da ciò che sto leggendo in queste ore, ma soprattutto da come ci stiamo comportando in queste ore nei confronti di un ragazzo di 24 anni.

Che Mario Balotelli non sia un fenomeno, che sia particolarmente antipatico e probabilmente nemmeno tanto bravo come si crede a giocare al calcio io penso sia una certezza.

Avete letto bene? Avete capito bene la frase che ho appena scritto? Lo chiedo perché è fondamentale partire da questa mia convinzione, cioè che Mario Balotelli non sia un fenomeno, per capire bene il perché di una certa reazione che mi si sta scatenando dentro.

Quello che stiamo leggendo in questi giorni è un linciaggio davvero incivile nei confronti di uno degli 11 componenti di una squadra, anzi a dire il vero erano 23 più l’allenatore e tutto lo staff è che lo accompagnava.

In campo c’erano tutti, non solo Mario. Perché se gli altri 10 si fossero dannati, magari non avremmo vinto tre a zero, ma sicuramente non avremmo nemmeno perso con il costa Rica.

Trovo un lestamente disgustoso quello che leggo e anche questo atteggiamento per cui tutto sommato sia trovato un capro espiatorio. Ma siamo sicuri che nella vita debba andare davvero così?

Cosa ha fatto di meglio thiago Motta quando è sceso in campo?

Quale impatto ha dato e mobile alle partite in cui è entrato? Cosa è stato desciglio sulla fascia nella partita con l’Uruguay?

E se nessuno correva, è colpa di Mario? Se abbiamo scelto un ritiro in un luogo il cui clima era totalmente diverso da quello delle località in cui abbiamo giocato al calcio, creando notevoli problemi di adattamento, è colpa di mario?

La verità è che è colpa di tutti, anche nostra che diamo loro così tanta importanza.

Condividi:
Tempo di lettura:1 min

Troppo facile per non vederlo. Troppo evidente per farselo sfuggire.

Dopo settimane di vita da commissari tecnici, dopo che per mesi abbiamo preparato questo mondiale come se fosse la cosa più importante della nostra vita, dopo che per una striminzita vittoria abbiamo cominciato a gridare al miracolo facendo proclami sulla nostra capacità di vincere il mondiale, da ieri siamo fuori.

Abbiamo perso, capita, ma c’è sempre modo e modo per farlo.

Puoi perdere dopo aver preso tre pali e una traversa, dopo aver fatto 10 tiri in porta di cui non è entrato nemmeno uno, puoi perdere dopo aver dannato l’anima ma purtroppo con un avversario più forte davanti.

Oppure, puoi perdere come ieri. Sempre al piccolo trotto, con un ritmo che sembrava quasi quello di una partita di allenamento a cui sei relativamente interessato, ma soprattutto con i giocatori che al 60º minuto di una partita avevano già i crampi come se fosse la fine del secondo tempo supplementare.

Certo, cado anch’io nella tentazione di fare l’allenatore di turno, ma io non guardo tanto al calcio quanto al fatto che mentre ero lì davanti alla televisione ieri pomeriggio vedevo tristemente un intero paese schierato in campo.

Noi in questo periodo siamo così: con l’acqua alla gola, con una condizione che ci riguarda che quasi disperata, con le prospettive per il futuro altamente incerte, eppure andiamo ancora così, al piccolo trotto.

È quello che è peggio è che altri aspetti visti ieri sera sono tristemente simili a ciò che viviamo e vediamo tutti i giorni della nostra vita che definirei più surreale che reale. Faccio l’esempio del commento della nostra televisione di Stato. Nel momento del morso di Suarez a Chiellini si è accorto tutto il mondo di che cosa fosse successo, tranne i due commentatori della nostra televisione

Basta fare una ricerca su Twitter o su Facebook per vedere come in particolare i media inglesi e americani abbiano lanciato una campagna contro Suarez per quel comportamento antisportivo, addirittura McDonald’s ci ha fatto uno spot pubblicitario, ma i nostri commentatori Rai erano lì ancora dire che a Chiellini era uscita la spalla.

Sembrava tutto una grande parodia di una tragedia annunciata, in cui i tifosi da casa sembravano quelli veramente più interessati alla situazione rispetto a chi era in campo.

Sapete qual è l’unica cosa che trovo abbia un briciolo di dignità di tutta la giornata di ieri? Le dimissioni di Prandelli.

In un posto in cui mai nessuno si prende le responsabilità, lui ieri sera l’ha fatto. Avremmo preferito tutti che non ce ne fosse stato bisogno, ma è davvero un esempio di integrità per tutti la decisione presa.

Non mi meraviglierei se al ritorno ci fosse un teatrino per cui vi verrà chiesto di rimanere o altre amenità di questo genere però intanto almeno il gesto fatto. Chi altri avrebbero fatto come lui?

Condividi:
Tempo di lettura:2 min

Devo dire la verità non ho proprio idea di quanti siano in realtà questi nostri raduni. saranno 8 9 oppure 10?

Non importa quanti ce ne siano stati e neanche a quanti siate venuti tutti o solo in parte.

Nella peggiore delle ipotesi, se i calcoli sono quelli corretti, questo dovrebbe essere il settimo anno consecutivo del nostro raduno perché il primo avvenne nel 2007.

Se pensate a quante cose sono cambiate dal primo giorno in cui ci siamo incontrati è davvero incredibile pensare che continuiamo a farlo.

Mi piace ricordarvi che nel giorno del nostro primo incontro Facebook era praticamente sconosciuto virgola Twitter praticamente non esisteva ancora e altre diavolerie che oggi ci sembrano consuetudine erano assolutamente sconosciute.

Tutte queste novità hanno cambiato profondamente l’anima anche di uno strumento che una volta aveva un senso oggi ne ha uno totalmente diverso come il blog.

Non so cosa ci riservi il futuro in termini di cambiamenti e non so per quanto ancora un blog abbia senso, continua però ad averlo (ilsenso) lo spirito che lega le persone che anche oggi si sono incontrate in una situazione assolutamente semplice e divertente.

Grazie a Cri che come sempre si è data un gran da fare e a tutti coloro che hanno macinato chilometri per esserci.

Non importa quanti party abbiamo fatto, sono stati comunque tutti speciali.

grazie.

Condividi:
Tempo di lettura:1 min

Diciamolo. Io sono un uomo vero.

No, nulla a che vede con il machismo esasperato, ma con il fatto che se ho 37.1 di febbre io chiamo le pompe funebri e saluto i parenti.

Figuriamoci cosa succede dopo un incidente in moto. O meglio, quello che io chiamo un grave incidente in moto.

É drammaticamente accaduto ieri: appena uscito da casa, ho visto una bicicletta prendere la direzione delle strisce pedonali.

Ho alzato lo sguardo verso il semaforo, ho visto che avevo verde, ma la bicicletta pareva non fermarsi.

Appena ho toccato il freno, la ruota posteriore inspiegabilmente mi ha superato. Dopo mezzo secondo ero per terra.

Picchiato tutto. Gambe, braccia, testa, ma fortunatamente il casco ha fatto il suo lavoro e l’abitudine di avere sempre pantaloni lunghi e giacca in moto hanno dato i loro frutti.

Conta dei danni: una giacca nel bidone dell’immondizia, un paio di jeans in fine di vita, le scarpe rovinate, un gomito che fa un male porco.

Ma resta da capire perché ogni cinque minuti compaia un dolore nuovo.

Devo avere un corpo con lag evidenti. Forse i miei core stanno cominciando ad avere qualche limite di troppo.

Ma sono sopravvissuto. Non so per quanto tempo, perché ho letto di traumi che danno i loro effetti anche a settimane di distanza dal momento dell’impatto.

Nel caso, sappiate che vi ho voluto bene, anche se non vi conosco.

Condividi:
Tempo di lettura:1 min

Per fare festa, si sa, ogni occasione è buona! Ma qualcuna è migliore delle altre!!!

Tra queste, sicuramente una delle più divertenti è il blog party, un evento che noi facciamo ormai da molti anni, siamo alla 10ª edizione.

ogni anno, fissiamo un luogo dove trovarci e ci organizziamo per una mangiata di gruppo tra i lettori che frequentano queste pagine. Qualcuno è ovviamente un frequentatore tradizionale, altri si alternano di anno in anno.

Volendo, siete ancora in tempo per partecipare, vi do tutti i dettagli di ciò che è stato organizzato.

Cascina buona speranza, via pradone 23, zanica.(www.cascinabuonasperanza.it) domenica 22 giugno x le ore 12,30! Siccome è davvero in mezzo ai campi meglio calcolare che si potrebbe sbagliare strada, ma Cristiana ha promesso che organizzerà le frecce ai pali tipo matrimonio per guidarvi sino a destinazione.

Non vi preoccupate, nel caso proprio non riusciste a trovare la strada, comunque un volontario dell’organizzazione di raggiungerà con un piccolo cestino per il pranzo al sacco.

Faremo riciclone! costo del pranzo eur 35 (bimbi sotto 10 anni eur 15) menù:
Antipasti della casa (pizzette, focacce con salumi nostrani e verdure grigliate) casoncelli alla bergamasca, risotto con verdura di stagione, carpaccio nostrano con olio, limone e grana con insalata, punta di vitello ripiena con polenta ( che menù bergamasco sarebbe senza polenta???) Formaggi, caffè (corretto con grappa), acqua e vino in brocca.
Per conferme/richieste particolari/ info, basta scrivere a Cristiana, che come ogni anno sta occupandosi di tutti i dettagli per l’organizzazione.

Cristiana3@hotmail.it

A domenica ormai alle porte, ma se volete unirvi alla banda, siete sempre e comunque benvenuti!

Condividi:
Tempo di lettura:1 min