Maledetti voi, che avete figli da più tempo di me e che non mi avevate avvisato di alcune controindicazioni! 🙂

Ore 5.30. Con una puntualità che nemmeno gli svizzeri conoscono, nel silenzio della notte si avvertono dei passi a piedi nudi sul pavimento in legno della casa. Il famoso passo felpato.

Dopo qualche secondo appare un’ombra nel buio, quella di un bambino cicciottello che tiene in mano il suo pupazzetto della nanna. Ancora qualche secondo e quella sagoma indefinita nell’oscurità si materializza piazzandosi in mezzo al papà e alla mamma.

Fino a qui tutto bene.

É dopo qualche minuto che comincia il lato brutto della vicenda, perché il piccolo fagottino avvia una sorta di rotazione orizzontale che lo porta con i piedi all’altezza del mio viso. Bastano ancora pochi secondi perché quella semplice prossimità si trasformi in una sorta di esperimento di fisica, in cui la leva è il principio fondamentale.

Per inspiegabili ragioni, uno dei due piedini paffutelli viene puntato sulla mia spalla, l’altro sulla mia spalla e subito dopo entrambi gli zamponi cominciano a spingermi verso l’esterno del letto.

E’ a quel punto che li afferro entrambi, li raddrizzo e li porta nella posizione corretta, con il super nano parallelo al papà e alla mamma.

Ma è solo questione di attimi, perché dopo pochi secondi l’operazione ricomincia. Riprende la rotazione e basta un frangente brevissimo perché gli zamponi stiano giocando alla leva sulla mia testa. E io, paziente, riporto le gambine al loro posto, rimetto Andrea bello preciso e parallelo.

Ma subito dopo, si ricomincia. E’ così che le 7 arrivano dopo una sequenza infinita di questi strani riti.

E quando finalmente mi alzo, cosa succede?!? Appena esco dal letto, la jena si rimette perfettamente al suo posto, con una posizione parallela alla mamma, così precisa che pare disegnata.

Che ce l’abbia con me?!? Mi viene una sottile voglia di prenderlo per gli zamponi e di farlo girare come una trottola sfruttando il qualche modo il principio della leva.

E invece uso io il passo felpato ed esco piano piano, perché è così comodo  in quel letto che sarebbe un reato svegliarlo.

Maledetti! Potevate dirmelo che ci si riduce così…