Quell’Italia che tristemente ci assomiglia

Troppo facile per non vederlo. Troppo evidente per farselo sfuggire.

Dopo settimane di vita da commissari tecnici, dopo che per mesi abbiamo preparato questo mondiale come se fosse la cosa più importante della nostra vita, dopo che per una striminzita vittoria abbiamo cominciato a gridare al miracolo facendo proclami sulla nostra capacità di vincere il mondiale, da ieri siamo fuori.

Abbiamo perso, capita, ma c’è sempre modo e modo per farlo.

Puoi perdere dopo aver preso tre pali e una traversa, dopo aver fatto 10 tiri in porta di cui non è entrato nemmeno uno, puoi perdere dopo aver dannato l’anima ma purtroppo con un avversario più forte davanti.

Oppure, puoi perdere come ieri. Sempre al piccolo trotto, con un ritmo che sembrava quasi quello di una partita di allenamento a cui sei relativamente interessato, ma soprattutto con i giocatori che al 60º minuto di una partita avevano già i crampi come se fosse la fine del secondo tempo supplementare.

Certo, cado anch’io nella tentazione di fare l’allenatore di turno, ma io non guardo tanto al calcio quanto al fatto che mentre ero lì davanti alla televisione ieri pomeriggio vedevo tristemente un intero paese schierato in campo.

Noi in questo periodo siamo così: con l’acqua alla gola, con una condizione che ci riguarda che quasi disperata, con le prospettive per il futuro altamente incerte, eppure andiamo ancora così, al piccolo trotto.

È quello che è peggio è che altri aspetti visti ieri sera sono tristemente simili a ciò che viviamo e vediamo tutti i giorni della nostra vita che definirei più surreale che reale. Faccio l’esempio del commento della nostra televisione di Stato. Nel momento del morso di Suarez a Chiellini si è accorto tutto il mondo di che cosa fosse successo, tranne i due commentatori della nostra televisione

Basta fare una ricerca su Twitter o su Facebook per vedere come in particolare i media inglesi e americani abbiano lanciato una campagna contro Suarez per quel comportamento antisportivo, addirittura McDonald’s ci ha fatto uno spot pubblicitario, ma i nostri commentatori Rai erano lì ancora dire che a Chiellini era uscita la spalla.

Sembrava tutto una grande parodia di una tragedia annunciata, in cui i tifosi da casa sembravano quelli veramente più interessati alla situazione rispetto a chi era in campo.

Sapete qual è l’unica cosa che trovo abbia un briciolo di dignità di tutta la giornata di ieri? Le dimissioni di Prandelli.

In un posto in cui mai nessuno si prende le responsabilità, lui ieri sera l’ha fatto. Avremmo preferito tutti che non ce ne fosse stato bisogno, ma è davvero un esempio di integrità per tutti la decisione presa.

Non mi meraviglierei se al ritorno ci fosse un teatrino per cui vi verrà chiesto di rimanere o altre amenità di questo genere però intanto almeno il gesto fatto. Chi altri avrebbero fatto come lui?

2 Comments

  • comment-avatar
    MarKusss (@MarKusss_74) 25 giugno, 2014 (07:56)

    pienamente d’accordo in tutto….ma davvero i commentatori rai non se ne sono resi conto??? Su sky Caressa pensava ad una testata e poi ha visto il morso e Bergomi l’ha corretto.
    Le dimissioni sono l’una cosa giusto in tutto ciò, si è reso conto anche lui delle “idiozie” fatte. Secondo me, che non sono nessuno, non puoi lasciare a casa uno come Florenzi, Rossi e ci metto anche Toni, secondo me ieri sarebbe servito. Ora vediamo chi arriverà….

  • comment-avatar
    perplesso 25 giugno, 2014 (08:46)

    doveva accorgersene l’arbitro, mica i commentatori… soprattutto con uno come suarez, che già lo ha fatto in passato

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: