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Season finale

Ieri sera è finita la stagione tv del calcio. Onestamente, non vedevo l’ora di prendere una pausa da un argomento che mi piace ma non  è che mi faccia impazzire.  Per chi non sapesse, cosa che per altro è molto probabile, il lunedì faccio l’ospite fisso al programma “A come Atalanta” che credo non sia difficile capire che tema tratti.

Il mio ruolo, perché ognuno ne ha uno nella vita, è il guastatore: qualunque tema si presenti, il mio compito è cercare un punto di vista alternativo. Non vi nascondo però che dopo qualche anno  ancora fatico a comprendere molto delle dinamiche del calcio e mi sento un po’ come un extra-terrestre.

Ho avuto anche l’onore di essere inserito nella lista dei giornalisti indesiderati dalla curva e sto ancora cercando di capire il perché, forse perché ho il difetto di dire quello che penso. Purtroppo nel calcio c’è una logica molto particolare: se incroci qualcuno che non la pensa come te, non sei uno che ha un parere diverso e che magari può essere stimolante conoscere, sei solo stronzo.

Non so se mi diverto così. Ho sempre inteso qualunque tipo di impegno come una crescita, come un modo per conoscere ed imparare, mi pare di capire che in questo ambito si fatichi a trovare il confronto. Onestamente, girare per strada e trovare chi mi guarda storto perché non piango dopo una vittoria della mia squadra non è proprio la più grande aspirazione della mia vita.

Ho un rispetto assoluto delle idee altrui, un contesto in cui le mie non godono dello stesso trattamento, forse non mi compete. Godiamo del gran finale di stagione, prima della prossima si imporrà qualche riflessione.

Di Luca

Luca Viscardi è da anni una delle voci presenti nell'etere italiano. Qualcuno pensa che quegli anni siano troppi, Luca di solito risponde con una frase lapidaria: "Hanno ragione, ma tengo famiglia!" Ogni mattina conduce "Gli inaffidabili" su Radio Number One; nel fine settimana si dedica alla tecnologia e conduce "Mr. Gadget"

2 risposte su “Season finale”

…caro Luca…dopo che ho visto un bel pò di cose da “dentro” quel mondo, e non solo come appassionato del pallone da fuori… beh…un pò di nausea e di disgusto mi è venuta…

eh, brutta cosa le “religioni”.
alla fine qualunque passione, che sia tecnologica, sportiva o politica, se diventa fede e poi sfocia nel fanatismo è in grado di togliere qualsiasi capacità non solo critica, ma anche di buon senso.

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