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Piazza Verde in versione diurna

Poi prometto che non ne scrivo più, fino al prossimo anno. E non aggiungerò nulla, se non una gallery fotografica che vi mostra come è stata trasformata città alta in questi giorni.

Piazza Verde 2015 - 14

Chi vive in una città così bella si può dire fortunato.

NB: le foto sono scattate con un LG G4. Sono quasi tutte sovra-esposte.

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Il giardino in città

Sono arrivati i giorni dell’anno in cui Bergamo mi piace un sacco…

Quest’anno addirittura mi piace il doppio, perché le piazze coinvolte saranno due : siamo in città alta, l’area medievale che é un vero gioiello e nella Piazze Vecchia e Mascheroni saranno allestite da noti paesaggisti, trasformandole in area verde.

Non sempre la realizzazione mi piace, ma l’idea é strepitosa, potrebbe essere una scusa per una fughetta a Bergamo nei prossimi giorni.

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Pranzo con atmosfera speciale

Se avete qualche ora di tempo, vi consiglio una gitarella qui.

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In realtà vi mostro in questa foto solo la parte più nascosta del Monastero di Astino, che é nella omonima valletta, di cui vi avevo già scritto nel giorno della sua inaugurazione, in una zona collocata alle porte della città di Bergamo.

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Una struttura di 750 anni fa che é tornata agli antichi fasti e che oggi é sede di una mostra di national geographic, che é una delle manifestazioni collaterali expo.

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Non tutta la struttura é agibile, ma nella zona già ristrutturata c’è anche una seconda mostra dedicata a Luigi Veronelli.

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Sotto la struttura, nelle vecchie cantine, trovate invece un presidio slow food che propone piatti, drink e anche gelato.

Prima della fine di Ezpo, prendetevi il tempo per una visita, ne sarete felici.

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Monastero di Astino a Bergamo: da vedere

Tutto è bene quel che finisce bene. Questa la sintesi dell’intricata vicenda del Monastero di Astino a Bergamo, inaugurato sabato dopo anni di diatribe di ogni genere.

I titoli dei giornali e delle testate nel weekend erano di tono trionfalistico, ma in realtà la storia di questo angolo di Bergamo è più che travagliata. Bisognerebbe chiedere a chi per anni ha posseduto questo immobile e non è mai riuscito ad ottenere permessi per trasformarlo un parere su tutta la vicenda.

Ma poi mi dicono che sono bastian contrario, per cui soprassiedo sul percorso che ha portato fino a qui e mi concentro sul risultato: se doveste decidere di venire a Bergamo per qualche ragione, ricordate di inserire una tappa in questo luogo.

E’ stato riportato “In vita” un angolo della storia della città, visto che il nucleo originale di questo monastero pare risalga addirittura al 1070.

Oggi è stata riaperta una prima parte del complesso, che ospita una mostra fotografica stupenda del Nation Geaographic che si chiama “Food”, tema in linea con Expo 2015, che ha partecipato alla ristrutturazione del luogo.

Nella parte sottostante, c’è un presidio slow food, aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Un posto davvero stupendo, anche se un dubbio mi frulla nella testa: sono vent’anni che sento discutere su quale destinazione d’uso dare a questo immobile. ci voleva tutto questo tempo per decidere di aprire un’osteria? 😀

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Come rispondere ai cittadini: vol.1

Ieri ho letto un bando del Comune di Bergamo, la mia città, che invita ad inviare proposte all’amministrazione per l’animazione di alcuni eventi che vengono inquadrati in una  manifestazione che si chiama “movida Bergamo”, serate in cui si propone intrattenimento nel cuore della città fino a notte fonda.

Non faccio questo genere di lavori, non mi interessa questo tipo di attività, ma mi cade l’occhio su una frase:

l’avviso di raccolta di proposte per attività di animazione di strada e di spettacolo popolare, ricreativo e sportivo, dimostrazioni, saggi, da realizzarsi nelle date di programmazione delle serate di chiusura al traffico del centro cittadino (…) Tali proposte non devono avere carattere oneroso per la pubblica amministrazione e potranno avvalersi di supporti logistici e organizzativi in funzione delle valutazioni non sindacabili dell’amministrazione comunale.

Traduco: chi fa l’animazione in quegli eventi, dovrà farlo gratis. La mia domanda è: perché?!? Il comune di Bergamo chiederà mai ad un’impresa di riparare una strada gratis? Forse metterà mai installazioni di qualunque genere senza pagare chi le effettua? Ingaggerà mai gratis i consulenti che circolano intorno al palazzo?

Chiedere di lavorare gratis è offensivo, svilente e (in ultima analisi) porta scarsa qualità. Perché forse nessuno se ne accorge, ma anche nel fare animazione e attività di intrattenimento c’è chi è bravo e chi no.

Perché Gratis?!? Scrivo al comune di Bergamo via twitter, coinvolgendo gli amici di Bergamonews.

E aggiungo:


Ecco la prima risposta del Comune, molto politica.

Ok. Ricominciamo.

E questa è la risposta che mi fa venire i brividi, per non dire che mi fa schifo.

Non mi sembrava il caso di andare oltre.

Vi sembra normale? Secondo voi è il tono che l’amministrazione comunale deve usare con un cittadino qualunque, che è il committente dei suoi lavori?

Quello che (NON) rispondeva, in ultima ratio, lo paghiamo noi. E di solito, da qualcuno che da te dipende, ti aspetti risposte. Chiare, esaurienti, complete, ma soprattutto rispetto e meno arroganza.

Ho chiesto “Perché” e non ho ricevuto la risposta alla domanda fatta. Quando cambieremo veramente verso? Non nei tweet di comodo da campagna elettorale scritti da qualche consulente (pagato) ma nella sostanza del rapporto cittadino/amministrazione.

Fine del pippone del sabato. Ma io la risposta ancora non ce l’ho.

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Liberateci dai Signor No!

Oggi leggevo una notizia che mi ha riempito di gioia, perché quando la nostra eccellenza viene riconosciuta secondo me è sempre un bel momento.

Lo studio di Architettura Traversi e Traversi, che opera nella mia città, Bergamo, è stato premiato a Londra per la realizzazione della nuova chiesa dell’ospedale.

Qualcuno potrebbe ricordarsi, ne avevo parlato in questo articolo, sottolineando la meraviglia che avevo provato (e anche un po’ di orgoglio) perché entravo in una struttura che mi sembrava di un altro mondo, per la qualità e la creatività con cui è stata realizzata.

Un livello di professionalità riconosciuto anche a livello internazionale, con i premi conferiti a Londra. Il premio è stato assegnato ai “Surface Design Awards”, in due categorie, “Public Building Interior Surface” e anche “Supreme Award”.

Conosco i due architetti che sono stati premiati e sono davvero contento per il risultato da loro raccolto. Ma poi ho dato un occhio ai messaggi nei commenti collegati all’articolo di giornale che ne dava notizia.

Leggere l’acredine, la negatività, la solita incapacità di gioire di chi mi circonda (perché vive nella mia città) mi dà un senso di depressione senza fine.

ma sono gli stessi architetti che hanno scelto le palme siciliane della hospital street? in tal caso nessun complimento finchè non pagheranno per gli errori di progettazione del nuovo ospedale.

Il primo architetto/ingegnere ha espresso il proprio parere motivato. Niente di più facile che all’ospedale non ci sia nemmeno entrato.

E bravi gli architetti….. chissà se si ricordano qualche volta anche i nomi dei tanti collaboratori che gli hanno veramente progettato l’opera.

e vai con il secondo (su tre) commento, impregnato della mentalità che sta uccidendo una delle città più belle d’Italia.  Lo schema mentale è quello del “sì, però…” per cui comunque c’è sempre qualche cosa che non va.

Si può fare qualche cosa per questi qui?!? A meno fanno una tristezza pazzesca, il problema è che questa è la mentalità dilagante, quella per cui non va mai bene niente.

Abbiamo un ospedale pazzesco, un pezzo di fantascienza atterrato in città, funzionale, comodo, moderno, con all’interno professionalità all’avanguardia, ma conta di più che il parcheggio sia a pagamento.  E molti ne parlano senza mai nemmeno averlo visitato, senza nemmeno aver toccato con mano il livello strepitoso di assistenza che viene fornito da chi ci lavora.

Abbiamo un esempio di architettura che viene premiato a livello internazionale, un modo come un altro per mettere in vetrina le cose belle che facciamo, che porta la nostra città in tutto il mondo con una nota di merito appiccicata, ma non va bene nemmeno questo.

Troviamo il modo di togliere questo peso, togliamo volume ai signor no. Siamo capaci tutti di stare seduti a fare niente, trovando sempre il modo di dire no. Noi abbiamo bisogno di chi va avanti, di chi fa, di chi sbaglia e poi ricomincia.

Il “no” è la peggiore epidemia che ci ha colpito e che non riusciamo a sconfiggere, facciamo qualche cosa, prima che questa abominevole razza abbia il sopravvento.