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Ma come restare indifferenti?

Sono papà di un bambino di 4 anni. Un bambino fortunato, con un sacco di affetto che lo circonda, una bella casa, un sacco di giochi, ha paura del buio e quando lo esprime c’è qualcuno che gli prende la mano e lo rassicura , senza ignorare la sua paura.

Come si può non pensare a chi é papà e quello che può dare a suo figlio é solo un bacio nella pioggia senza sapere cosa sarà domani?

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Guardatela questa foto e smettetela di ascoltare le cazzate di chi vi dice che in gommone, a piedi, nascosti nei TIR, arrivano solo mostri.

Ci saranno sicuramente degli stronzi, come nel vostro ufficio e anche nel vostro condominio.

Ma qui chi é più stronzo di tutti é chi rimane indifferente a tutto questo.

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Almeno il sole

Almeno quello. Pare sia l’ultima cosa che ci rimane, non portatecelo via. Parlo del sole che al 9 di aprile, circa venti giorni dopo l’inizio ufficiale della primavera pare non avere alcuna intenzione di tornare tra noi.

Eravamo il paese dei santi e dei navigatori, dell’arte e del sole. Caspita, non é rimasto più niente.

I santi forse li avevamo per qualche forma pregressa di clientelismo o di nepotismo. Qualche potente signore del passato deve aver pensato di poter sistemare in cielo i parenti che sulla terra magari faticavano un po’.

I navigatori erano gli antesignani di quelli con la valigia di cartone. Non potendo godere dei mirabolanti servizi di Alitalia si arrangiavano con quello che trovavano, quando andava bene erano la Nina, la Pinta e la Santa Maria, che tutto sommato andavano meglio del Titanic.

Non importa se partivano per l’India e finivano in America, non siamo mai stati tanto bravi nel tracciare la rotta del nostro futuro.

Per altro pare che pure i gommoni della Libia partano convinti di andare in America, poi arrivano a Lampedusa e si incazzano. Un po’ la versione triste di quelli che vengono lasciati senza aereo alle Canarie.

Ma questa e un’altra storia. L’arte, non divaghiamo

L’arte non la facciamo più. Basta vedere la statua dedicata a Giovanni Paolo II impiantata a Roma per capire che anche per su tema abbiamo perso il treno, o forse la bussola.

Ci restava il sole. E uso il passato perché sembra che nemmeno lui voglio venire più in questo paese disastrato. E senza il sole in una giornata di aprile, il nostro paese e all’improvviso é grigio e triste, un po’ come noi in questo periodo della nostra vita.

Almeno quello ridatecelo. Possiamo rinunciare a tutto, ma non alla tintarella.

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C’e’ la crisi

Sarà per questo che delle aziende chiamate per un preventivo per serramenti in legno per casa una sola ha risposto e inviato il preventivo richiesto.

Un’altra é stata addirittura sollecitata e non ha più fatto sapere nulla.

Si vede che per effetto della crisi la prima cosa che hanno tagliato sono le comunicazioni.

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Voglia di fuga

In questi giorni mi trovo spesso a curiosare in immagini di luoghi paradisiaci dove vorrei scappare, per abbandonare il torpore del periodo e per cambiare il clima, non solo quello metereologico.

Non so voi, ma io mi sento un po’ così…

è come se avessimo quella roba lì sulla testa e dovesse caderci in testa da un momento all’altro. La differenza rispetto a questo luogo, Setenil de las Bodegas, è che lì hanno preso un pezzo di ambiente e hanno costruito qualche cosa di organico, nel nostro caso invece la pietra è in volo e non sappiamo esattamente dove andrà a colpire.

Ecco, avrei bisogna di una cosa così, che possa riconciliare un po’ con il mondo.

io mi tuffo, poi si vedrà. Come dicevano i miei filosofi preferiti, i Pooh, ci penserò domani. Anche se pensando al domani, mi vedrei bene in un posticino di questo tipo.

quelle due belle seggioline andrebbero sostituite con una sedia a dondolo di quelle serie, poi per il resto c’è tutto quello che mi serve. La piscina sopra è in Croazia, questa casa invece in Australia.

Potrei sempre vivere in Australia e poi andare in piscina in Croazia quando voglio sgranchirmi un po’. Forse è chiaro che ho bisogno di ferie, ma soprattutto avrei bisogno di un po’ di fiducia, verso il domani.

Non credo che si trovi sotto l’albero di Natale, quindi credo che prima di ritrovarla passerà del tempo. Quello che mi fa impressione è la sensazione che non si stia curando il nostro male. é come se stessimo perdendo sangue e noi ci preoccupassimo solo dell’effetto ma senza cercare la causa.

Abbiamo una condizione disastrosa in mezzo mondo per i guai creati dalla finanza,  eppure non si va mai all’origine dei guai, si cerca di tamponare i sintomi, cosa che prima o poi finirà per uccidere il malato.

Forse andrò ad aspettare il momento funesto arroccandomi qui dentro. Però se mi arrocco da qualche parte che fuga è?!?

Ok, vado a rivedere meglio i miei piani!

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Cominciamo bene

Ieri al primo giorno di lavoro mi è subito montato un giramento di maroni che rischiava di farmi sollevare da terra. Ho la ormai totale certezza che la crisi di questo paese sia accentuata dalla conclamata e certificata incapacità di lavorare che ormai ci ha colpito come un virus mortale.

Lavoro in un settore in cui la soluzione dei problemi pare sia svaccare. E possibilmente sputtanare i competitors. Peccato che la cosa si traduca nel medio periodo in una debolezza generale di comparto che non aiuta nessuno. E io mi incazzo.

In 25 anni, nessuno mi ha mai sentito sputtanare un competitor. Posso in alcuni casi spiegare quali sono le differenze e perché con determinati obiettivi in programma l’investimento su un mezzo sia più efficace rispetto ad un altro, ma mai e poi mai il metodo di trattativa è stato “scegli me perché quelli lì fanno cagare”. A quanto pare, invece, il mercato è inquinato da soggetti che non avendo alcuna freccia da scoccare, hanno come unico argomento la demolizione della concorrenza. In bocca al lupo.

Evito poi la tematica: “ma come? quelli là vengono gratis…” Appena divento presidente del consiglio plenipotenziario e con tutte le deleghe previste dalla legge, promulgo una legge per dare dieci anni di galera a chi lavora gratis e quindi sputtana il valore del lavoro altrui. E’ la seconda tematica apparsa ieri, in modo ancora più prepotente rispetto al passato.

Forse ieri, complice il clima mezzo vacanziero, non avevo ancora elmo e giubbotto antiproiettile. Oggi però li ho indossati. Siete avvisati.