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IL BELLO DEL MIO LAVORO: WINTER CLOSING PARTY!

Ho condotto insieme a Laura Basile sul ghiacciaio Presena a Ponte di Legno / Tonale l’evento chiamato Winter Closing Party.

Un concerto a 2.800 metri di quota, proprio accanto al rifugio chiamato Capanna Presena, dove Luca CarboniThe Kolors, Noemi e Piero Pelù hanno salutato insieme a Radio Number One e al consorzio sciistico Ponte di Legno Tonale la chiusura della stagione invernale.

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Gianni, cosa ti manca? Niente

Questa sera ho partecipato alle lancio ufficiale del nuovo disco di Gianni Morandi che si chiama autoscatto 7.0

Il titolo è una sorta di gioco per sfidare il tempo che passa e attualizzare quel 70 che é il numero degli anni che l’11 dicembre compirà Gianni Morandi.

Faccio la doverosa premessa che io considero Gianni uno dei più grandi artisti in questo momento presenti in Italia, non tanto per la qualità della musica che ha realizzato, ma per la sua capacità di cavalcare il tempo che passava e, soprattutto, di ricostruire da zero una carriera che sembrava persa.

Questa sera un giornalista nel corso della presentazione ha fatto una domanda, ha chiesto che cosa gli mancasse. Gianni ha esitato un attimo, ci ha pensato e poi in modo piuttosto netto ha risposto che non ti manca niente, che dopo una vita fortunata come la sua, dopo addirittura due carriere vissute in modo straordinario, dopo tutto quello che ti è capitato nel corso di cinque decenni pensa proprio di non poter richiedere nulla di più, piuttosto di dovere essere riconoscente per tutta la fortuna che ha avuto in questi anni.

Credo sia racchiuso in queste parole il segreto della sua longevità, credo che questo genere di approccio alla vita e al lavoro sia ciò che fa la differenza, quello per cui uno su 1000 ce la fa

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Maledetta Elisa, mi hai fatto commuovere!

Questo è il nuovo pezzo di Elisa, scritto per lei da Ligabue. Se non avete bimbi piccoli per casa, vi lascerà probabilmente indifferenti. Ma se avete un furetto che vi prende a calci di notte nel letto, è tutta un’altra storia.

Ecco il testo. Maledetti Elisa e Ligabue che riuscite a farmi sembrare quasi umano ogni tanto. 😀

Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu
tu che farai tutte quelle domande
io fingerò di saperne di più
sarà difficile
ma sarà come deve essere
metterò via i giochi
proverò a crescere

Sarà difficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile
sarà difficile
dire tanti auguri a te
a ogni compleanno
vai un po’ più via da me

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai
tutti i semafori
tutti i divieti
e le code che eviterai
sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

 

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Mamma, guarda dove sono!!!

 

Bel pomeriggio oggi con Deborah Iurato, Enrico Ruggeri e I Sonohra!

 

I Sonohra hanno fatto una versione di Sultan of Swing che mi ha fatto capottare,  bravi!

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Grande accoglienza per Deborah, superstar assoluta!

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Il bravo presentatore non ha resistito all’idea del selfie sul palco, perdonatelo.

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Ma che magia quando sul palco arriva Enrico Ruggeri e ci canta il mare d’inverno!
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radio storie

2014: l’anno nero della musica digitale

Qualche giorno fa Nielsen Soundscan ha pubblicato i dati dei primi sei mesi del 2014 per la vendita musicale e il risultato è tutt’altro che lusinghiero.

La colonna sonora di Frozen, film di Natale Disney, è stata la più venduta, con circa 2.7 milioni di copie, mentre tra i singoli ha trionfato il singolo di Pharrell Williams, “Happy”, che ha totalizzato 5.6 milioni di copie vendute.

Ma mentre nei singoli la classifica è ricca di brani che hanno superato il milione di copie, tra gli album solo la produzione disney ha superato il limite del milione.

Ma il dato che colpisce di più è la discesa del volume complessivo delle vendite rispetto allo scorso anno, attestata al 15% per gli album (con un totale di 121 milioni di pezzi), al 13% per i singoli, con un totale di 593.6 milioni, quasi 90 in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Il dato significativo viene dalla mancata compensazione dei servizi di streaming, che sono cresciuti del 42% al numero di 70.3 milioni, circa 20 milioni in più, un numero che non compensa le perdite nelle vendite.

Per una curiosa combinazione, è cresciuto il numero di dischi in vinile venduti, aumentato del 40% con la necessità di espandere l’unica fabbrica americana rimasta.

Ma i dati purtroppo lasciano più dubbi che certezze sul futuro dell’industria musicale.

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I tuoi miti che appassiscono

Mi fa un effetto incredibile quello che sta capitando con molti dei miei miti musicali.

Quelli che hanno segnato la mia crescita e che hanno scatenato delle incredibili passioni stanno inesorabilmente appassendo.

Qualche minuto fa stavo ascoltando il nuovo disco di George Michael, che difficilmente lascerà il segno, e ripensavo a quanto e cosa nel passato sia invece stato in grado di proporre lo stesso artista.

Potremmo citare decine di nomi che sono più o meno nella stessa condizione, che ricordiamo per un trascorso straordinario e che invece adesso proprio hanno esaurito la vena creativa, o quanto meno la capacità di fare incrociare la loro vena creativa con la passione di chi consuma musica.

Probabilmente è inevitabile che succeda, Paul McCartney non so quanti decenni siano che non scrive un brano veramente convincente, però vederlo su quelli che hai amato e soprattutto quelli che hai vissuto in prima persona colpisce ancora di più.

Forse perché il loro invecchiamento corre inesorabilmente parallelamente al mio.