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A BRESCIA C’E’ VELENO, CIBO E ALTRE STORIE

Nel mio peregrinare continuo, ho scoperto una chicca meravigliosa, nascosta nel centro di Brescia: si chiama Veleno e definirlo un ristorante è quanto meno riduttivo.

Forse anche dirvi che è uno spazio nascosto non corrisponde esattamente alla realtà, perché Veleno è nel cuore della città, nella centralissima via Gramsci al numero 10, solo che non è un ristorante come un altro con vetrine che si affacciano su strada.

Per accedere a Veleno dovete salire al primo piano del Palazzo Martinoni, nello stesso luogo che ha fatto la storia, perché proprio lì è nata Santa Crocifissa di Rosa, che fondò le Ancille della Carità.

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Brasserie di Riccione: che spettacolo!

Mancavo da un po’ da Riccione: mi ero perso questo angolo meraviglioso ad un metro da Viale Ceccarini. Sembra un posto paracadutato da un luogo lontano. Per me è fantastico. E il cibo promette benissimo. Oggi ci ho fatto solo colazione, ma la prossima volta una cenetta in relax non me la toglie nessuno.

 

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Punto di vista

Non è solo un modo di pensare ma anche un punto da cui guardare. Quello di questa sera è un punto di vista incantevole, con quel regalo della natura che ci si trova di fronte.

Basta solo saperlo vedere.

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Casa Viscardi: la dispensa e’ da Zanini

Il mio viaggio per roba da mangiare fa una seconda tappa a Bergamo, perché se la scorsa settimana vi ho presentato quello che per me è forse il posto più bello e affascinante a Bergamo, questa volta vi vorrei segnalare quello che frequento di più. E’ uno dei ristoranti che stanno diventando punto di riferimento in una zona molto “cool” della città, il Borgo Santa Caterina.

Oh, cosa vi devo dire, quelli fighi abitano qui! Ecco perché Andrea ha scelto di trovare una base da queste parti!

Il Borgo si caratterizza per i negozietti, le botteghine artigiane, gli alimentari di una volta e per l’offerta di Bar e Ristoranti, tra cui spicca secondo me quello di Dany e Nicola. A Bergamo si conosce come “I santi” che era il nome che aveva fino a poco tempo fa, ma adesso bisogna abituarsi al nuovo nome, “enoteca zanini”.

Il posto è super accogliente, con un arredamento molto caldo e con diverse zone che hanno “anime” diverse. Il palazzo in cui è ubicato il ristorante è di quelli che oggi non si fanno più per cui la dotazione naturale delle colonne e delle pietre a vista è un regalo del tempo.

Appena entrati si trova l’enoteca, sempre ben fornita con una selezione che spazia dai nomi più diffusi e conosciuti ad alcune proposte davvero particolari. Ieri sera ho bevuto un rosato di origine calabrese che non si trova proprio dappertutto.

per i pezzi da 90, okkio alla vetrinetta. già da qui vedo un tignanello che mi fa venire voglia di stappare anche a distanza. Ma il Tignanello è in buona compagnia, dentro quel mobile ci sono bottiglie per cui versare qualche lacrima.

In questo periodo la cosa migliore è mangiare fuori, ma per tutti i momenti dell’anno è davvero bella ed accogliente la sala interna, che ha un clima molto “caldo” con la pietra e i colori del legno scuro.

Il menu lo piazzo di seguito tra poco, si divide tra le proposte di terra e quelle di mare, ambiti in cui comunque si può pescare ad occhi chiusi. io prediligo la carne e proprio in questi giorni ho assaggiato il manzo cotto a bassa temperatura che è un piatto molto sfizioso. Per il pesce devo chiedere in famiglia, ma mi pare che dal pescato del giorno alle proposte più classiche ci sia comunque una qualità sempre elevata.

Una cucina che rimane “a metà strada” tra le proposte classiche e le stravaganze innovative. un ottimo compromesso per non mangiare le solite cose, ma non doversi trovare ad affrontare le invenzioni di Alì il chimico, cosa che spesso accade nei ristoranti di avanguardia.

Esiste anche un piccolo store interno con i prodotti di qualità che sono parte delle varietà offerte dal ristorante. Date un occhio al post precedente per vedere che tipo di proposta viene fatta.

A me piace, io lo trovo un posto perfetto anche per l’aperitivo. Anzichè spendere soldi bevendo vinacci che sono più vicini alla benzina che all’eccellenza, questo tipo di locali secondo me offre il modo di assaggiare grandi vini e di imparare ad apprezzare anche varietà nuove, che magari non si trovano nei locali che non sono specializzati.

Se suonate a casa non rispondo, non cercate altrove, mi trovate spesso qui.

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Il top a Bergamo: Baretto di San Vigilio

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Mi dicono da tempo che dovrei scrivere dei posti che mi piacciono perché sono sorgente inesauribile di idee e proposte per il ristorante, da 6 a 999 euro di spesa.

Perché non ho vie di mezzo, nel verso senso della parola, preferisco uscire molto meno e quando lo faccio andare in posti speciali, oppure cercare i posti super sgrausi da massimo divertimento, le vie di mezzo non mi piacciono, per mangiare peggio di come farei a casa mia, resto a casa!

Comincio allora con il top a bergamo, non tanto per il cibo che é comunque ottimo ma per la posizione davvero incredibile.

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La versione invernale é molto bella, ma d’estate é altra storia. Prezzi non proprio da pizzeria, tutt’altro, ma la qualità si paga. Le cose belle che costano poco hanno sempre qualche sorpresa che non ti aspetti, al Baretto invece hai solo la certezza che Beppe e la sua squadra siano bravissimi.

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Magari non é il posto da tutti i giorni, ma non perdete l’occasione di provarlo.