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Torno per un attimo sul Dalai Lama

Qualche minuto fa leggevo un messaggio di Marco, che mi scriveva: “pensa se ai bambini si insegnasse l’altruismo, anzichè il catechismo”. Non ci crederai, marco, ma hai centrato l’essenza della due giorni a Milano del Dalai Lama. Non che abbia detto nulla contro il catechismo, ma uno dei passaggi più significativi del suo seminario è stato proprio dedicato all’educazione dei giovani.

Il principio base era che i conflitti vanno risolti con il dialogo ma è difficile pensare che chi è già adulto possa imparare questa convinzione: ecco perché bisogna sforzarsi di trasmettere questo messaggio ai più piccoli.

I believe that children are our future

Lo cantava whitney houston, il Dalai Lama ha la stessa fiducia nelle nuove generazioni; come dare loro torto? I principi sono molto semplici: la propria felicità dipende da quella degli altri, per cui bisogna praticare l’altruismo, che non è legato alla religione, ma è un fondamento “secolare”.

E il secolarismo non va confuso con il laicismo: c’è spazio per la religione, per tutte le religioni, che sono uguali tra loro, ma la ricerca della felicità non passa necessariamente attraverso la fede.

Cioè, non so se vi è chiaro, ma il papa dei buddisti vi dice che se credete bene, ma se non credete non è così male se riuscite ad essere comunque altruisti. Scusate se è poco.

E ancora: “non credete a me per fede, ma solo perchè le mie parole sono accettabili per la vostra ragione e sono praticabili”. Ah. ecco.

Il Dalai Lama è un esempio straordinario di capacità di convivenza, di rispetto della libertà, di accettazione dell’altro. Annunciando il rito dell’iniziazione ieri, quando si entrava in una fase prettamente religiosa, in un rito, ha detto: “questa è la nostra preghiera, ma se voi credete in Gesù Cristo o in Allah, potete sostituire i nomi delle nostre divinità con quella della vostra e partecipare al nostro rito che è un impegno che ci prendiamo”.

Sono stati due giorni straordinariamente intensi e due giorni ricchi di speranza; la speranza che il mondo un po’ alla volta impari che c’è posto per tutti, che il Dalai Lama è un esempio che non è difficile seguire.

Una nota: alla fine dell’evento è stato reso noto il bilancio, all’euro: 600.000 euro incassati, 430.000 spesi, 170.000 divisi in opere di beneficenza di cui sono stati specificati beneficiari e importi precisi. un altro segnale di trasparenza, figlia di una cultura lontana anni luce.

PS: renato, gesù è arrivato quasi 1000 anni dopo buddah…

Di Luca

Luca Viscardi è da anni una delle voci presenti nell'etere italiano. Qualcuno pensa che quegli anni siano troppi, Luca di solito risponde con una frase lapidaria: "Hanno ragione, ma tengo famiglia!" Ogni mattina conduce "Gli inaffidabili" su Radio Number One; nel fine settimana si dedica alla tecnologia e conduce "Mr. Gadget"

6 risposte su “Torno per un attimo sul Dalai Lama”

Ti ringrazio di questo racconto/spiegazione. Io non ho mai seguito quello che dice Dalai Lama, per allergia (purtroppo contratta da bambino) alle religioni. Questo tuo andare ad approfondire e’ stato dunque utile anche per me (e immagino lo sara’ per Andrea).

Oh, a proposito, leggi qui, quasi commovente:

(26 giugno, Dalai Lama in Basilicata, dalla stampa)

C’è un palco. Nonostante il caldo che opprime, migliaia di persone che sono venute ad ascoltare quest’uomo venuto da lontano, che parla e scherza. In prima fila le autorità locali, non manca nessuno. Un poco discosto, in seconda fila, un uomo vestito di bianco, anche lui venuto da lontano, Marco Pannella: qualche ora prima era a Bruxelles, una manifestazione di emigranti del Mali per richiamare l’attenzione su quello che accade in quel paese dove si sono concentrati residui dell’esercito libico, militanti di al Qaeda, tuareg indipendentisti, e non si capisce più bene cosa succeda a Bamako, e a nessuno che venga in mente di chiedersi come mai e perché i Radicali sono andati a scegliersi come segretario proprio un avvocato maliano, Demba Traoré.
Da Bruxelles, via Roma, Pannella arriva in Basilicata; lui e il Dalai Lama si conoscono da anni. Ed ecco che rompendo ogni protocollo, il “piccolo” tibetano lascia il palco, e tra gli sguardi interrogativi e sorpresi di tutti, si dirige verso Pannella, un lungo abbraccio tra i due, e parole che solo loro conoscono e usano per intendersi: due vecchi amici che si ritrovano abbracciano, mentre dal palco parla il presidente della Regione Vito De Filippo, tessera PD in tasca, ma anche radicale, come tanti altri in Basilicata, un incredibile puzzle di doppie tessere raccolte dall’infaticabile Maurizio Bolognetti.

Ciao marco, c’è stata una scena molto divertente, quando il dalai lama ha chiesto di mettere un condizionatore sul palco. Ha raccontato che nei giorni precedenti era nelle sud dell’italia e faceva così caldo che pensava di sciogliersi. In una occasione si è anche alzato dal divano da cui teneva la conferenza pubblica per controllare che il pinguino fosse davvero acceso.
L’imperatore del tibet che si alza in piedi e controlla se arriva l’aria fredda
ve lo immaginate il papa con un volgare pinguino sul palco che si alza e controlla che sia acceso?
Io no

ho sempre pensato che la capacità di comprendere l’altro, l’accettazione del diverso, l’apertura a ciò che non è il “noi stessi” fosse una caratteristica congenita, un po’ come gli occhi azzurri o i capelli rossi. e forse un po’ è così.
Però è vero che l’educazione può sempre tanto. soprattutto se è quella non fatta a parole, ma trasmessa con le azioni, emanata dai comportamenti e dall’ambiente in cui si vive.
E’ bello pensare che chi ha dei figli riesca a farlo! 🙂

ciao Luca,
ho letto solo adesso e ti posso assicurare che non era nelle mie intenzioni fare una Hit su uomini che con il loro pensiero hanno contribuito a dare una Filosofia di vita in questo mondo. Conosco molto bene il principe Guatama nato nel 563 A.C.se volevo gareggiare avrei parlato delle tavole di Mosè che parlano alla fin fine del rispetto per l’ALTRO 🙂
Io intendevo rafforzare il pensiero di Marco dicendo che anche il fondatore del Cristianesimo aveva a cuore l’altruismo e i catechisti di oggi dovrebbero nei giovani inculcare questo pensiero. Ma” la religione è del tutto necessaria a mantenere una civiltà”.
Macchiavelli docet.

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