Vendesi – Benson & Viscardi all’asta

Ci siamo, è il momento di Benson & Viscardi all’asta. Siamo nel cuore di un’altra settimana speciale, perché fino a martedì mattina è in corso l’asta di beneficienza, con cui da qualche anno raccogliamo fondi per una causa che ci sta a cuore.

Per me la radio ha due missioni: l’evasione e la sensibilizzazione. Se da un lato serve per spezzare la spirale negativa delle giornate storte, dall’altro deve però sollecitare qualche riflessione nei momenti più divertenti.

E’ con questo spirito che Grant Benson ed io da un paio di anni abbiamo trasformato in realtà quella che per molto tempo era solo un’idea: vendere un nostro programma, per poi andare a realizzarlo a domicilio, a casa, in ufficio, in fabbrica di chi farà l’offerta più alta.

A distanza di quasi tre giorni dalla fine dell’asta, abbiamo sfondato la cifra dei 2.000 euro, siamo a 2.100, ma ci sono state già 100 offerte e siamo passati dai 51 euro iniziali alla ragguardevole quota di oggi.

Ma per chi lo facciamo? Per il Comitato Maria Letizia Verga, che ha fatto un miracolo.

centro Maria Letizia Verga

centro Maria Letizia Verga

Sono andato a visitarlo mercoledì. A due passi dall’Ospedale di Monza, tecnicamente su una superficie di proprietà dello stesso ospedale, è stato realizzato un padiglione che accoglie i bimbi malati di leucemia, per la diagnosi, le cure e se serve anche il trapianto del midollo.

ingresso centro maria letizia verga

ingresso centro maria letizia verga

Visitarlo non è mai facile. Sei genitore, vedi i bimbi in cura che vanno e vengono e pensi al tuo, a come sarebbe la tua vita se avessi necessità di quel posto e cosa vorresti se al posto di quelle persone che vanno e vengono ci fossi tu.

Sala giochi centro maria letizia verga

Sala giochi centro maria letizia verga

Probabilmente mi aspetterei un po’ di attenzione, magari anche di aiuto, per poter avere nei momenti difficili gli spazi giusti che mi accolgano e le strutture più sofisticate che mi assistano.

La forza del Centro Maria Letizia Verga è proprio questa: in un unico padiglione, chi ha la sfortunata necessità di curare una leucemia infantile trova accoglienza, diagnostica, spazio per la degenza e anche uno dei più sofisticati centri di ricerca.

L’80% di chi si ammala oggi guarisce, ma tutti gli sforzi dei ricercatori sono oggi concentrati su quel maledetto 20% che ancora non ce la fa.

L'albero dei grazie - centro maria letizia verga

L’albero dei grazie – centro maria letizia verga

E per fare ricerca, ci vuole anche una struttura efficiente. Dico anche, perché il patrimonio più grande sono ovviamente gli scienziati, ma un grande pilota sopra un triciclo, difficilmente vincerà il mondiale di Formula 1.

Il nuovo Centro Maria Letizia, insieme alla Fondazione Tettamanzi, si prefigge quell’obiettivo: dare ai bimbi un’assistenza di qualità altissima, con una ricerca avanzatissima per poter applicare i protocolli più recenti.

Ma tutto questo costa, tanto. Il padiglione è costato quasi 13 milioni di euro e adesso si tratta di pagarlo. E’ stato costruito in 13 mesi, con tempi di realizzazione da record del mondo, segno dell’efficienza e della dedizione di Giovanni Verga, presidente del Comitato, e di tutta la squadra che lo circonda.

E grazie all’aiuto di coloro che sono ricordati sulla grande parete dove c’è l’albero dei grazie.

la scuola in ospedale

la scuola in ospedale

Un altro progetto fantastico, partito da qui e diventato ora un’esperienza a livello nazionale è la scuola in ospedale.

I bimbi fanno ricoveri, degenze, day hospital, saltando la scuola, con questo progetto possono seguire le lezioni a distanza, grazie alle nuove tecnologie, come skype.

Non ho fotografato altri spazi del padiglione, perché sono aree private, dense di dolore, che hanno il diritto a tutta la privacy del mondo. Ma sono realizzate con cura, con colori gioiosi, tanta luce e soluzioni molto comode come le camere singole.

Ecco perché questa settimana c’è l’iniziativa Benson & Viscardi all’asta: perché ci piace l’idea di mettere a disposizione la nostra professionalità per una causa così importante. Non importa se la cifra che raccoglieremo sarà un goccia nel mare per un’impresa grande come questa.

Vale anche il fatto che qualcuno conosca questo luogo, il lavoro delle persone che si sono dedicate a questo progetto e che magari si ricordi di loro anche in futuro. Ad esempio donando a questa struttura l’8 per mille della propria dichiarazione dei redditi.

O magari del tempo per attività di volontariato nella struttura. O magari le parole necessarie per far conoscere questa struttura anche ad altri.

Ne vale la pena.

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